Torino, la prima capitale d'Italia

I palazzi, gli uomini e i processi pre e post unità d'Italia

Torino è stata la prima capitale d'Italia una volta tagliato il traguardo sognato da tempo dell'unità d'Italia. Nel 1861, quando viene proclamato il nuovo stato, le istituzioni governative appena nate, trovano posto nei palazzi che avevano ospitato le autorità sabaude.

Nel Salone degli Svizzeri, all'interno di Palazzo Madama, realizzato da Filippo Iuvarra, architetto di fiducia di Vittorio Amedeo II di Savoia, si insediò il nuovo senato con 128 nomi che si andarono ad aggiungere ai 91 della precedente camera alta sub-alpina.

Palazzo Carignano, dall'inconfodibile stile barocco, ospitò invece la Camera, in occasione della storica seduta del 18 febbraio 1861, l'assemblea venne però riunita nel cortile interna a causa di un problema di spazio per il numero elevato di partecipanti.

Quando la capitale venne spostata a Firenze ci furono rivolte sedate nel sangue. Lo scontento non era solo per il popolo, preoccupato di perdere il lavoro appena acquisito, ma anche per imprenditori immobiliari e per l'amministrazione locale che si era messa all'opera per ammodernare la città.

L'800 è un secolo importante per Torino, perchè oltre ad essere stata scelta come prima capitale, nonostante l'occupazione napoleonica, la città riuscì comunque a ripensare se stessa e a collocarsi al centro del processo di unificazione dell'Italia, grazie al lavoro di personalità come Camillo Benso Conte di Cavour e Vittorio Emanuele II.