/media/post/ql9rg9b/camera-van-gogh.jpg

Van Gogh tra genio e pazzia

Vincent Willem Van Gogh è stato un pittore Olandese nato a Zundert il 30 Marzo 1853.

Nasce da Theodorus Van Gogh, rigido pastore protestante e Anna Cornelia Carbentus.

Per i primi dieci anni della vita del pittore non si hanno tante notizie e dei successivi cinque si sa solo che continuò gli studi passando un paio di anni in un collegio e i restanti tre in scuole superiori, lasciando poi gli studi a soli 15 anni senza mai più riprenderli.

Prova a seguire le orme del padre come pastore protestante, ma dopo poco viene allontanato dal suo lavoro, perché troppo eccessivo e pauperista.

Nonostante di Van Gogh si riescano a contare quasi novecento opere scoprì la pittura molto tardi, all’età di ventisette anni.

Iniziò seguendo corsi di pittura e disegno, seguendo la corrente e la tradizione realista, ma senza successo, pur creando grandi capolavori come “I Mangiatori Di Patate

Non riuscendo a trovare completa soddisfazione nella corrente realista decise di trasferirsi a Parigi per continuare la tradizione di famiglia di due zii, il mercante d’arte.

A Parigi venne ospitato da suo fratello Theo anch’ esso mercante d’arte e in questo ambito ebbe un discreto successo, entrò in contatto con diversi pittori impressionisti e postimpressionisti, che gli cambieranno per sempre le sue idee e i suoi metodi di pittura, iniziò così ad innamorarsi del colore.

Per lavoro venne trasferito in una filiale di Londra dove rimarrà per qualche anno e si immergerà pienamente nella cultura Inglese, ammirando e approfondendo molto su diversi autori tra cui Eliot e Dickens.

Van Gogh continuò a viaggiare e studiare visitando Amsterdam, Bruxelles, Anversa e altre città allargando così notevolmente il suo bagaglio culturale, ma la sua vera svolta artistica la ebbe quando si trasferì in Provenza, una regione situata a sud della Francia, ove nasceranno alcuni dei suoi capolavori più incredibili.

(descrizione)

Per scoprire e approfondire le meraviglie artistiche e qualche particolare aneddoto di questo celebre pittore  ti aiutiamo noi grazie a LOQUIS, una semplice, ma accurata raccolta di podcast che ti forniscono preziose informazioni di carattere storico, artistico, culturale condite da gustosi aneddoti.

Ad Arles dipinse i suoi quadri più celebri e gran parte di questi ritraggono proprio luoghi della cittadina che a lui rimasero impressi o furono simbolo della sua vita, come per esempio “La Camera Di Vincent Ad Arles”.

A Van Gogh piaceva molto dipingere la città e i suoi paesaggi riuscendo ad immortalare scorci unici e molto significativi di paesaggi tipici della Provenza o della classica vita quotidiana del ceto medio del sud della Francia a fine del 800’.

Riuscì a catturare momenti incredibili nella loro semplicità e replicarli con il suo stile inserendo numerosi colori e cercando di dare anche la sua interpretazione soggettiva mostrando il suo stato emotivo e i suoi turbamenti interiori.

Simbolo della sua pittura espressiva e soggettiva è “La Notte Stellata” che dimostra con le stelle dipinte a forma di vortice un senso profondo di incertezze e caos dovute al suo stato interiore e ai medicinali presi.

(descrizione)

Proprio in questo periodo viene raggiunto ad Arles da un altro celebre pittore del tempo, Gauguin, con il quale ebbe un’amicizia molto forte, ma molto contrastata.

Vincent provò maggiormente, rispetto all’altro pittore, a coltivare quest’amicizia, perché vedeva delle forti potenziali in Gauguin più che in ogni altra persona.

Anche Gauguin era favorevole a questa amicizia, ma spesso veniva turbato ed infastidito dal carattere instabile e malato di Van Gogh.

I due nonostante la forte amicizia litigarono spesso e fu proprio durante uno di questi violenti litigi che Van Gogh si tagliò un orecchio e da qui nacque un altro “triste” capolavoro del pittore Olandese, “Autoritratto con orecchio bendato”.

Da questo momento in poi la situazione mentale e psicologica del pittore continuò a peggiorare notevolmente e finì in una crisi emotiva.

Per provare a riprendersi da questo profondo stato di depressione, lasciò Arles per trasferirsi dal Dottor Gachet non lontano da Parigi.

Il dottore venne anche ritratto da Van Gogh nel dipinto “Ritratto del Dottor Gachet” e venne raffigurato con continue linee irregolari e ondulate, così da sottolineare il suo stato emotivo fortemente instabile.

Durante la sua permanenza nella clinica a Saint Remy En Provence ha crisi terribili e per diversi giorni rimane completamente incosciente.

Al suo risveglio dopo questi giorni bui inizia addirittura a mangiare i colori come se fossero i medicinali, perché per lui l’arte era come medicina ed era l’unica cosa in grado di poterlo risollevare.

Nonostante il suo stato Vincent continua a dipingere e durante i suoi momenti di coscienza crea dei capolavori meravigliosi, come “Cipresso” o “Paese”.

Proprio quando sembra ci sia un miglioramento e ci sia una ripresa, Vincent si spara in un campo di grano e morirà due giorni dopo tra le braccia del fratello, con il quale aveva continuato uno scambio epistolare continuo.

Van Gogh morirà il 29 Luglio 1890 in un piccolo villaggio a Nord della Francia.

(descrizione)