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Un week end all'insegna del vino: dove andare

Consigli e dritte per una due giorni dedicata al turismo del vino

E’ ormai arrivato il momento di parlare di vendemmia. Ecco i nostri consigli per un week end in Italia all’insegna del turismo del vino.

Marcopolo vi propone quattro itinerari da non perdere nella nostra Penisola. Cui, se volete, potete aggiungere una sosta nelle migliori cantine d'Italia, o anche nelle migliori cantine d'arte in Italia.

 

Jesi, le Marche del verdicchio

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Basta allontanarsi un poco da Senigallia e proseguire verso Jesi, ed è qui che esplode la campagna, con un fascino tutto suo, diverso per ogni stagione.

Questa è la campagna del verdicchio, nelle Marche, il vitigno coltivato prima dagli Etruschi e poi perfezionato dai Galli Senoni; e conosciuto anche con il nome di “Arbustum Gallicum”. Il vino che se ne ricava ha un color giallo paglierino e un profumo di ginestra.

La vendemmia è un rito. Ogni grappolo, ogni chicco è un bene prezioso da curare. La vendemmia è un rito collettivo. Un lavoro da fare tutti assieme qui a Jesi, un tempo ultimo avamposto umbro in territorio piceno, e linea di confine tra Bisanzio e i Longobardi.

 

Toscana, la valle del Chianti

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Strade tortuose collegano un colle ad un altro. Su ogni colle, un castello spunta da una distesa di boschi e viti. I vigneti disegnano un contorno geometrico. Questa è la valle del Chianti, in Toscana.

Qui si produce un vino che unisce all’eleganza del Sangiovese il carattere di altre uve autoctone come il Lanaiolo, la Malvasia nera, il Mammolo e il Ciliegiolo che, coltivate e amate da vignaioli attenti, hanno elevato questo rosso al ruolo di protagonista del mercato mondiale. E, qui, tanto per abbinare il gusto alla vista, c’è un castello bellissimo: il castello di Brolio.

Che sembra il luogo perfetto in cui ambientare una fiaba di principi e principesse, e invece da ormai nove secoli è la residenza di quella famiglia Ricasoli che giocò un ruolo così fondamentale nella storia di queste terre.

 

Le Langhe e i cavatappi

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Le Langhe, naturalmente, sono tappa fondamentale quando si parla di vino e territorio. Questo è il Piemonte delle colline, il Piemonte del tartufo… è il Piemonte che in autunno dà il meglio di sé.

Ma… dal momento che è troppo facile parlare di vino da queste parti, quello che vi consigliamo è piuttosto la visita ad un museo… che tuttavia ha qualcosa a che vedere con il vino.

A Barolo, infatti, si trova il museo dei cavatappi. Frutto della passione di un collezionista privato, questa esposizione conta 200 esemplari di cavatappi che vanno dal millesettecento ai giorni nostri… Pare che l’origine di tale oggetto sia dovuta al cavapallottole che serviva ad estrarre dai fucili i proiettili non utilizzati.

 

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Di ferro, di legno o di ottone. O in materiali pregiati, come l’avorio. Nelle forme più bizzarre. O in quelle più beffarde: come il cavatappi americano con il volto del senatore che propose la legge sul proibizionismo. Comunque sia, si tratta di oggetti il cui uso apparentemente banale conduce però… a un gustoso piacere.

 

L’antico vino lucano: l’aglianico

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Rionero, in provincia di Potenza, sorge alle pendici del monte Vulture, un vulcano spento che – con il suo profilo – domina l’intera vallata. Questo è il regno dell’Aglianico, un vino sapido e forte caratterizzato da aromi di frutti di bosco con un fondo di liquirizia.

Vino che richiede dodici mesi di invecchiamento in barrìch e quindi l’affinamento in bottiglia per quattro mesi. All’ombra del monte Vulture si sono succeduti secoli di storia, arte e tradizioni. Ma a dominare, qui, è stata sempre la natura.

Si tratta senza dubbio di un territorio tormentato. Eppure bellissimo: come i laghi di Monticchio, che occupano la base di uno dei crateri dell’antico vulcano. Ma non dimenticate che a breve distanza c'è anche una delle zone più belle e selvagge della Campania, il Sannio. Dove vengono prodotti vini altrettanto buoni.