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Trieste, le sue piazze

Piazza Unità d'Italia e Piazza della Borsa

Trieste nasce con un'idea architettonica e urbanistica basata suun ordine "garbato". Questo è un riflesso che si evidenzia nelle sue strade nei suoi borghi e anche e soprattutto nelle sue piazze. Luogo d'incontro del popolo e luogo di nascita del fermento culturale di cui Trieste è stata protagonista nei primi anni del 900.

 

Piazza dell'Unità d'Italia

Alla fine del XIX secolo, allorchè le autorità austriache decisero di aprire un grande slargo di ben 16 mila metri quadrati davanti al bacino di S. Giusto, non potevano certo immaginare che esso sarebbe divenuto il naturale punto di riferimento di tutte le manifestazioni organizzate a favore dell'annessione della città all'Italia: una volta che questa divenne realtà, apparve quindi naturale intitolarlo proprio all'unità nazionale.

Concepita come una sorta di palcoscenico che ha come sfondo la facciata del Palazzo Comunale, Piazza Unità è rimasta da allora in poi, il centro simbolico del capoluogo giuliano, delimitato verso il mare da due monumentali pali porta bandiera (1933) e chiuso sui fianchi da edifici in buona parte destinati a istituzioni politiche.

 

(descrizione)

 

A sinistra sorgono Casa Stratti, simbolo della ormai passata Belle Èpoque - e il neo rinascimentale Palazzo del Governo, oggi sede della prefettura. Sul lato destro si succedono oltre alla Fontana dei 4 Continenti (realizzata quando ancora non si sapeva dell'esistenza dell'Oceania), e alla colonna con la Statua di Carlo VI, Palazzo Pitteri realizzato con uno stile che richiama molto al romanticismo francese e il Palazzo Lloyd Triestino realizzato per la societa che è la piu antica compagnia di navigazione d'Italia.

 

Piazza della Borsa

 

(descrizione)

 

Poco distante da Piazza dell'Unità, c'è Piazza della Borsa, un piccolo spiazzo triangolare, che fu il centro finanziario del capoluogo giuliano.

Qui s'innalza dal 1673 una colonna con la statua dell'Imperatore Leopoldo I, e poi il Palazzo neoclassico della Borsa Vecchia, edificato in età napoleonica da Antonio Molari, che è attualmente occupato dalla Camera di Commercio.

Da segnalare anche Casa Bartoli realizzata un secolo dopo e Palazzo Romano felice esempio di Barocco triestino. Altro edificio di fondazione napoleonica è il Teatro comunale Giuseppe Verdi nato dalla collaborazione di diversi architetti di estrazione neoclassica.