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Trieste

Storia, cultura e tradizione di una città dalla storia travagliata

A chi arrivi dal mare, in ferrovia o per la strada che scende dall'Altopiano Carsico, il capoluogo giuliano appare scenograficamente disposto tra il faro a nord e il porto a sud.

Molti individuano la migliore immagine architettonica urbanistica della città nell'ordine garbato del Borgo Teresiano: e certamente, i palazzi ottocenteschi che si allineano lungo la riva ne testimoniano  il passato di grande emporio marittimo dell'impero austroungarico, ruolo cui Trieste appare predestinata già nel nome che deriva da "mercato".

 

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La potenza commerciale e finanziaria della città, a partire dal 1719 e fino al termine della Grande Guerra, si accompagno ad un libertà e ad una ricchezza culturali che ebbero pochi eguali nell'Europa del Novecento.

Non a caso fu la città di scrittori molto importanti come Italo Svevo e lo stesso James Joyce, che proprio qui strinse amicizia con Svevo e scrisse il suo capolavoro, l'"Ulisse", alternando attività artistica con l'insegnamento in una scuola triestina.

La sospirata annessione di Trieste all'Italia (1918) e, alla fine dell'ultimo conflitto mondiale, la cessione alla Jugoslavia dell'Istria e di buona parte della Venezia-Giulia, hanno reciso il legame tra lo scalo e il suo entroterra naturale, finendo per stringere la città in quello che gli imprenditori chiamano "un budello tutto confini e barriere", con inevitabili ripercussioni sullo scenario economico.

 

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Trieste vanta anche una tradizione gastronomica dai tanti volti. Tradizione culinarie austriache, ungheresi, ebraiche, slave e orientali sono il mix alla base di questa cucina cosi diversificata.

Molto utilizzate le spezie e gli aromi di conseguenza molti sono i piatti agro-dolci come i pistum (gnocchii di pane grattuggiatocon erbe aromatiche e uvetta, serviti in brodo), le lasagne al papavero, gli gnocchi di prugne e la lepre boema.

 

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Diffuso in tutto il Friuli Venezia Giulia è sicuramente il Gulasch, mentre la cucina di pesce ha i suoi fiori all'occhiello nei sardoni in savor e nella granseola alla triestina.

Tra i dessert spiccano la gubana e il più famoso presnitz, una deliziosa sfoglia a base di mandorle.