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Trasferirsi all'estero: ecco tutto quello che dovete sapere

Trasferirsi all’estero è un progetto sempre più concreto per molti. La tentazione del “mollo tutto e cambio vita” diventa sempre più reale.

Andare a vivere all’estero è un possibilità nascosta dietro l’angolo. Basta fare un passo un più. Basta un pizzico di coraggio. Ed ecco… non è così impossibile trasferirsi all’estero.

Questo è il sogno di moltissime persone! Non a caso il mondo è pieno di italiani: sono quasi quattro milioni, secondo il ministero degli Affari Esteri i nostri connazionali che si sono trasferiti all'estero. Si potrebbero raggruppare in due categorie:

  1. i sognatori che vogliono cambiare vita: ci sono gli "estremisti/temerari", che magari vivono in città ma che si immaginano in costume a ciondolare su qualche spiaggia tropicale.
  2.  "cultori del vivere bene" che cercano semplicemente luoghi più vivibili.


I primi giorni di vita da espatriato – da chi ha detto “mollo tutto e me ne vado” e poi lo ha davvero messo in pratica - sono i più stressanti ma anche i più affascinanti. Allora cosa fare? Forse la scelta migliore è salire su un autobus e iniziare a esplorare con gli occhi quello che la nuova vita ha in serbo. 

Decidere di mollare tutto e andare a vivere in un altro Paese non è facile. Eppure sono sempre più numerose le persone che lasciano l’Italia ed emigrano, spesso in paradisi esotici dove la vita costa molto meno rispetto alla nostra Penisola. 

E dove le giornate scivolano via senza le ansie (e le corse) nostrane alla base – spesso – delle stanchezze di chi acquista un biglietto di sola andata. Che si molli tutto per andare a vivere in Kenya o in Brasile i giorni più difficoltosi da superare sono sempre i primi in terra straniera.

Ecco allora alcuni consigli su come affrontarli. Durante i primi giorni della nuova vita da “mollo tutto” sono importanti le prime impressioni suscitate dal posto che si è scelto per inventarsi un nuovo destino. I primi giorni hanno il sapore di un’avventura. E sono i più entusiasmanti. Quelli della sfida. Bisogna affrontarli con tutta calma. Ma quali sono le prime cose da fare?

Trasferirsi all'estero, prima regola: mettetevi comodi

Capita magari, nei vostri primi giorni da “mollo tutto” che trascorrete all’estero di passare qualche notte in albergo. Le camere degli hotel spesso sono piuttosto impersonali. Bisogna dar loro un tocco di se stessi. Cercate di disfare sempre la valigia, e mettete qua e là delle foto a voi care. Vi sentirete un po’ meno estranei. E comincerete la vostra nuova vita da “mollo tutto” con qualche ansia in meno.

Mollo tutto e vivo all’estero. Seconda regola: esplorate il nuovo quartiere

Dopo esservi riposati quanto basta, una volta messo piede nella vostra nuova casa, della vostra nuova vita nel vostro nuovo Paese, allora è giunto il momento di esplorare la città che avete scelto.

Prima tappa, l’ufficio turistico locale, che vi saprà dare informazioni utili sulla vita nei diversi quartieri e vi saprà indicare cosa vedere in città.

Mettetevi anche alla ricerca delle prime cose che però vi saranno essenziali nella nuova quotidianità di chi ha mollato tutto.

Per esempio: dov’è il negozio di alimentari più vicino? Qual è il parco più facile da raggiungere? E dove sarà possibile rifugiarsi per prendere un caffè? (ma ricordate che non è detto che nella vostra nuova vita da “mollo tutto” sia pensabile gustare il buon vecchio caffè espresso).

Mollo tutto e vivo all’estero. Terza regola: usate i mezzi pubblici

Ogni Paese – anzi, spesso ogni città – ha il proprio sistema di biglietteria con tariffe diversificate. Cercate prima di tutto di capire come funziona nella città che sarà la vostra nuova patria.

Per imparare quanto tempo ci vorrà nel viaggiare dalla nuova casa al nuovo posto di lavoro (o di studio) – ogni cosa è nuova quando si vivono i primi albori del “mollo tutto” – è necessario sperimentare sul campo. Provate a fare lo stesso percorso con diversi mezzi, per capire quale possa essere il migliore.

E soprattutto per sapere in tempo a che ora sarete costretti ad alzarvi la mattina. Così da evitare di arrivare in ritardo proprio il primo giorno importante nella vita di chi ha mollato tutto.

Trasferirsi in Europa

Ecco alcuni consigli su come cambiare vita: tra le destinazioni più desiderate dove ricominciare, non necessariamente ci sono le città più conosciute, anzi, ad esempio Londra e New York non sono gettonate perché troppo costose e classiste, piuttosto meglio Copenhagen la capitale della Danimarca. Bella, intelligente, proporzionata, a misura d'uomo, sensibile ai problemi dell'ambiente, e con tutti i servizi per il cittadino che funzionano.

Da segnalare, anche Monaco di Baviera: stretta tra il boom di Berlino e i progressi di Dresda, si caratterizza per essere una città vivibile, divertente e cosmopolita.

Altra città in ascesa è Helsinky, città di innovazione e tendenze in tutti i campi: dall'arte, al design fino alla moda.

C'è poi l'eclettica Lisbona, vivace e vitale.

Classifiche a parte, ognuno ha la sua città del cuore e c'è chi ha costruito all’estero solide realtà e una vita piacevole, ma c'è anche chi è dovuto tornare con la "coda fra le gambe".

Non sempre infatti ciò che immaginiamo in una vacanza corrisponde alla quotidianità, insomma la vita alla James Bond, tutta Martini e spiagge incantate è giusto un film. Bisogna fare attenzione ai colpi di testa, vedi ad esempio il boom della Spagna, che si è poi rivelata un flop con la crisi economica.

Ma si sa, il bello del sognare è che non si pensano mai ai contro, e forse è giusto così perché senza sogni che vita sarebbe! 

Pianificare una vita all’estero

Trasferirsi in un'altra Nazione, presenta senz’altro qualche ostacolo. Primo tra tutti cercare un lavoro. Oppure anche scegliere la scuola giusta per i propri figli.

Insomma, al coraggio bisogna aggiungere la razionalità. E non è sempre facile. Una volta trascorsi i primissimi giorni della nuova vita all’estero, una volta trovato un alloggio, e capito come funzionano i mezzi di trasporto (che a pensarci bene è una delle cose più urgenti quando ci si muove in un posto nuovo) allora ecco che subentrano altre esigenze.

Quelle un pochino più complicate. La burocrazia locale, tanto per fare un esempio. O le differenze culturali (soprattutto se si è scelto un paradiso esotico sì, ma dove la vita scorre in un modo completamente diverso dal nostro).

Trasferirsi all’estero. Fornire sempre i recapiti (a meno che non vogliate proprio sparire…)

Dopo aver trovato la vostra casa dei sogni, o qualcosa che le si avvicini, una volta trasferiti all’estero, è il momento di fornire a familiari e amici il vostro nuovo recapito.

Sia quello del domicilio sia quello del lavoro (ammesso che ne abbiate già uno). E se vi siete trasferiti all’estero prima ancora d’aver trovato un lavoro, allora è davvero il caso di mettersi a cercarlo… (dovete però anche essere sicuri di possedere tutti i visti in regola).

Trasferirsi all’estero… e cercare un lavoro

Certo la cosa migliore sarebbe avere un lavoro prima ancora di trasferirsi all’estero. Ma se non è andata così… non importa.

Certo siete un po’ più coraggiosi (o disperati?), ma la fortuna – si sa – aiuta gli audaci. Qui, per esempio, trovate i nostri consigli su come trovare lavoro a New York.

Primo passo per cercare un lavoro all’estero: analizzare il mercato. Meglio quindi non tuffarsi nella ricerca spasmodica di un lavoro, ma se potete prendetevi pure un po’ di tempo per farvi un’idea del mercato del lavoro. Cercate di scoprire quali sono i settori che vanno meglio dal punto di vista economico (vi basterà leggere attentamente i giornali locali una volta trasferiti all’estero).

Naturalmente se avete delle competenze specifiche può essere un buon punto di partenza. È sicuramente più facile trovare un lavoro all’estero alle dipendenze di una società multinazionale che abbia la sede nel vostro Paese d’origine. Oppure, in alternativa, si può provare con società che abbiano sede all’estero ma che siano gestite da immigrati (per esempio, volete trovare lavoro a Londra? Allora mandate curriculum a società che abbiano sì sede a Londra ma che siano amministrate da italiani).

Trasferirsi all’estero. E iscrivere i figli alla nuova scuola

Scegliere una nuova scuola per i propri figli – soprattutto all’estero – è più difficile di quanto ci si potrebbe aspettare. Tutto dipende da alcuni fattori: i vostri figli conoscono già la nuova lingua del posto? Quanti anni hanno? Per i bambini più piccoli è più facile adattarsi a un ambiente nuovo.

Quanto tempo prevedete di fermarvi all’estero? Se i vostri figli non conoscono la lingua locale, o se il vostro soggiorno si prevede duri poco, allora è meglio scegliere una scuola bilingue o internazionale.

In genere si tratta di scuole che hanno un’ottima preparazione quando si tratta di avere a che fare con bambini che conducono una vita – per così dire – “internazionale”.
Per questo l’impatto dei vostri figli con un ambiente completamente estraneo, a partire dalla lingua, sarà attutito dalla esperienza degli insegnanti di una scuola di questo genere.

Tuttavia, se il vostro soggiorno all’estero si annuncia piuttosto duraturo, e se i vostri figli sono ancora piccoli, allora è bene prendere in considerazione una scuola pubblica o privata, ma diciamo “locale”.

Questa scelta farà sì che il bambino impari la nuova lingua. Impari a vivere alle prese con una cultura diversa. Insomma, impari a vivere all’estero.
E nonostante il trasferimento si sentirà “a casa”. In entrambi i casi, il budget a vostra disposizione è un punto importante da considerare.

Le scuole internazionali sono di solito private. Offrono spesso tutta una serie di attività extra-scolastiche, eccellenti per chi si sia appena trasferito all’estero. Purtroppo però possono anche costare un bel po’…

Non avete ancora deciso la destinazione del vostro trasferimento? Ecco allora alcune idee per voi: