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Territorio di Sicilia - da Marsala a San Vito

Un itinerario naturale da sogno in Sicilia

Da Marsala a San Vito il territorio è un vero paradiso naturale. La punta ovest dell’isola custodisce meraviglie impareggiabili: un itinerario tra mulini a vento, distese di sale e coste mozzafiato in Sicilia, da Marsala a San Vito. 

 

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Incamminarsi lungo le strade che portano nella zona ovest della Sicilia vuol dire ritrovarsi in ambientazioni spettacolari: la natura qui è selvaggia e assume mille forme, dalle scogliere a picco sul mare alle calette paradisiache. Inoltre questa zona, pescosa e ricca per i suoi vigneti e le sue saline, ha conosciuto per millenni l’arrivo di popoli che hanno lasciato tracce nel paesaggio e nella cultura locale, come Fenici, Greci, Romani, Normanni e persino Britannici.

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Il nostro viaggio inizia da Marsala, elegante cittadina ricca di sontuosi edifici. Fondata dai Fenici, conquistata dagli arabi che la chiamarono “Mars Allah” –porto di Dio- è conosciuta in tutto il mondo per essere la patria dell’omonimo vino, ma racchiude in sé tesori di ogni stile e popolo: preziosi i mosaici romani dell’Insula Romana, tipicamente barocca la centrale Piazza della Repubblica con la Cattedrale settecentesca, mentre tracce della dominazione normanna si ritrovano al campanile ottagonale del Convento del Carmine.

 

Imperdibile un reperto unico al mondo conservato nel Museo Archeologico Biagio Anselmi: un relitto di una nave da guerra cartaginese di quasi tremila anni fa, ritrovata al largo delle Egadi e unica testimonianza rimanente del genio navale punico (Lungomare Boeo 30, tel. 0923 95 25 35). Resti della potenza cartaginese si trovano anche a Mozia, un’antica cittadella fortificata tra le isole dello Stagnone, visibili a occhio nudo poco lontane dalla costa.

 

La sua scoperta si deve alla passione per l’archeologia di Joseph Withaker, imprenditore inglese di inizio Novecento: passeggiare lungo i sentieri dell’isola è come fare un viaggio nel tempo, tra scavi, musei e tesori ancora nascosti, e raggiungerla è molto facile grazie ai traghetti della Mozia Line, presso l’imbarcadero Salina Infersa appena fuori città (mozialine.com).

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La litoranea SP21 che prosegue verso Trapani è la via del sale, un suggestivo percorso che attraversa distese candide di questo minerale: fin dall’antichità le acque di questa zona venivano fatte asciugare per estrarre il sale, poi macinato nei mulini a vento che ancora oggi costeggiano il percorso. Le saline fanno parte della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone, ed è possibile conoscerne la storia presso il Mulino d’Infersa, che ospita il museo con il percorso multimediale, il centro visitatori e la bottega del sale, dove poter comprare il prodotto ancora estratto nelle saline attive di Ettore e Infersa.

 

È il porto più antico della Sicilia ad annunciare l’arrivo a Trapani, un salotto ricco di gioielli che vanno dal medioevo al liberty: il suo nome greco, Drepanon, richiama la leggenda che vuole la città nascere nel punto dove si incastrò la falce del dio Saturno quando la tirò dal cielo.

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Nel fitto reticolo di viuzze del centro storico svettano edifici magnifici, tra cui il Palazzo Riccio di Morana, il Palazzo Fardella Fontana e il Palazzo Giudecca, che ricorda le rocche catalane. Tra gli edifici religiosi, è particolarmente importante la Chiesa di Sant’Agostino, la cui austerità è ingentilita da un grande rosone gotico: all’interno sono conservate le statue di legno dei Misteri, portate in processione durante le celebrazioni, molto antiche e molto sentite, della Settimana Santa.

 

Bellissimo anche il Santuario dell’Annunziata, basilica del XIV secolo a metà fra il barocco e il gotico che custodisce il tesoro della Madonna di Trapani, una statua in marmo che si vuole proveniente dalla Siria alla fine del ‘200 e da quel momento in poi venerata in tutto il Mediterraneo.

 

Da non perdere il Museo Pepoli per scoprire un’antica arte locale, quella della lavorazione del corallo rosso: al suo interno un’intera ala è dedicata all’artigianato realizzato con questo materiale particolare, valso a Trapani il soprannome di “città del corallo”.

 

Prima di proseguire verso il Capo, è d’obbligo una deviazione per visitare Erice, un suggestivo borgo medievale che domina la città e il mare dall’alto dell’omonimo monte. Il paese è molto caratteristico con le sue vie intricate, nicchie votive e cortili, e spicca particolarmente  il Castello di Venere, una fortezza normanna dell’XII secolo costruita sulle rovine dell’antico tempio dedicato alla dea.

 

Tutto il paese è noto storicamente per essere stato il centro del culto di Venere Ericina, e perché i misteriosi Elimi che vi abitavano rivendicavano la loro discendenza dalla stirpe del mitico Enea, figlio proprio della dea. La destinazione finale dell’itinerario è un vero gioiello naturalistico italiano: San Vito Lo Capo è stata più volte premiata per la purezza del suo mare turchese, e il promontorio che si staglia all’orizzonte rende il panorama ancora più unico.

 

Il paese è delizioso con le sue casette bianche dei pescatori, strette intorno al Santuario di San Vito, ma la vera protagonista è la spiaggia: tre chilometri di costa chiara e sabbiosa, attrezzata con numerosi stabilimenti adatti a tutte le esigenze e locali dove assaggiare la specialità del posto per eccellenza, il cous cous di pesce. Inoltre il paese è circondato da due riserve naturali di grande valore, quella del Monte Cofano, ricca di paesaggi e di archeologia, e quella dello Zingaro, uno degli scorci marini più suggestivi d’Italia.