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South Dakota

Un viaggio affascinante nella terra sacra ai Sioux

Il South Dakota è considerata la terra delle infinite diversità. E queste diversità riguardano un po’ tutto. Dal clima al paesaggio. Alla storia. Ma è soprattutto la terra dei Sioux.

Il South Dakota è il sedicesimo Stato, per grandezza, degli Usa. Si unì al resto dell’Unione nel 1889, quasi una delle ultime terre a farne parte. Oggi l’economia del South Dakota si basa sull’agricoltura, con le vaste produzioni di fieno, mais, segale, miele, grano… tutto quello che enormi distese di terreno possono permettere. Poi c’è il turismo.

Il turismo, in South Dakota, è strettamente legato alla storia di questa terra. Una vacanza in South Dakota si trasforma in libertà. Perché è proprio la sensazione di libertà che si prova visitando questo stato.

Per i suoi enormi spazi. Per le lotte portate avanti dagli indiani americani – nel South Dakota ci sono i Sioux – con l’obiettivo di difendere pezzettini di libertà e dignità sempre più erosi da quei “bianchi” che al cinema hanno quasi sempre recitato la parte dei “buoni”.

Eppure basterebbe, per esempio, conoscere la storia del massacro di Wounded Knee (350 indiani uccisi violentemente il 29 dicembre 1890). Solo uno dei tanti massacri che hanno costellato la storia del rapporto tra cowboy e indiani americani, non solo in South Dakota.

Oggi più di 62mila nativi americani vivono in South Dakota. Molti di loro sono Dakota, Lakota o Nakota (dai tre dialetti della stessa lingua parlati dalle varie tribù). Meglio conosciuti – tutti – con il nome di Sioux. E il loro spirito di vita rimane quello di sempre: l’equilibrio tra le cose dell’universo. Un equilibrio raggiungibile perseguendo "woksape" (saggezza), "woohitika" (coraggio), "wowacintanka" (fortezza) e "wacantognaka" (generosità).

 

Cosa vedere in South Dakota

I paesaggi affascinanti del South Dakota

 

La terra del South Dakota - e le sue leggende - è intoccabile per i Sioux. La speranza, il futuro: tutto dipende dalla terra e da come la si conserva. Per questo il consiglio è di visitare il South Dakota con estremo rispetto. Perché spesso poggerete i piedi in luoghi sacri per i nativi americani.

 

Le Black Hills, il South Dakota più alto

 

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Molte tribù indiane credono che la storia della loro nascita dipenda dalle Black Hills, una catena di imponenti montagne del South Dakota. Il punto più alto delle Black Hills raggiunge i 2.200 metri, più o meno. Il picco - Harney Peak – si trova all’interno del deserto di Alce Nero (dal nome di un capo Lakota).

 

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Sulle Black Hills si trova anche il Mount Rushmore Nationale Memorial: quelle enormi sculture che rappresentano i volti di quattro presidenti statunitensi (George Washigton, Thomas Jefferson, Theodore Roosvelt e Abraham Lincoln) incastonati nella montagna. Volti che si affacciano su un panorama formato da pino, abete rosso, betulla e pioppo. E si stagliano contro un cielo che è quasi sempre limpido qui in South Dakota.

Porta di accesso alle Black Hills è al città di Rapid City (seconda, per grandezza, del South Dakota).

 

Il Bear Butte, il South Dakota più sacro

 

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A nord est delle Black Hills sorge il Bear Butte: un sito di grande significato spirituale per le tribù dei nativi americani delle pianure del South Dakota. Qui infatti vengono ancora celebrate cerimonie religiose dagli indiani del South Dakota.

Ai turisti è permesso fare escursioni sulla montagna sacra, ma è bene rivolgersi prima al centro visitatori per ricevere indicazioni precise su come comportarsi, così da avere il massimo rispetto di questo luogo sacro dei Sioux. La zona comunque è uno dei parchi protetti del South Dakota.

 

Le mandrie dei bisonti del South Dakota

 

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Il bisonte rimane un animale importantissimo per i Lakota, i Dakota e i Nakota, e quindi per il South Dakota. La leggenda narra che il Grande Spirito assunse la forma di una bestia (il bisonte, appunto) per nutrire il suo popolo che moriva di fame.

Oggi, molte delle tribù di indiani del South Dakota allevano mandrie di bisonti. Splendide da vedere nella cornice naturale del South Dakota. Così, si possono ben considerare alla pari dei paesaggi. Insomma, anche i bisonti meritano una sosta (ed è ai bisonti che Kevin Costner ha voluto dedicare una enorme scultura per ricordare e ringraziare la terra - il South Dakota, appunto - dove ha girato il film "Balla coi lupi").

 

Le Badlands, la terra cattiva del South Dakota

 

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Il Badlands National Park – o anche, più brevemente le Badlands – disegna sul territorio del South Dakota un vero e proprio labirinto di avvallamenti e guglie. Un tempo questo posto era chiamato dai Lakota “mako sica” , cioè “terra cattiva”. Badlands, appunto.

 

Crazy Horse Memorial, l’omaggio del South Dakota a Cavallo Pazzo

 

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E’ forse il posto più conosciuto del South Dakota. Ed è anch’esso un posto sacro e strettamente legato alla storia dei Sioux. Il Crazy Horse Memorial – che si trova nelle Black Hills – è una enorme scultura che emerge dal fianco di una montagna.

Rappresenta Cavallo Pazzo, il leggendario capo dei Lakota. Il volto di Cavallo Pazzo è stato completato, ma si continua a lavorare sul resto delle sculture colossali incastonate nelle montagne. Qui si può visitare anche l’interessante Museo Indiano.

 

Diventare cowboy a Rapid City, città del South Dakota

 

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Considerate anche che in South Dakota non esistono solo gli indiani… ci sono anche altre cose da vedere. La città di Rapid Ciy, per esempio, dove potreste fare l’esperienza di trasformarvi in veri cowboy.

La città risente ancora di quella sua origine di centro minerario. La scoperta dell’oro nelle Black Hills nel 1874, infatti, attirò in questa zona del South Dakota gente d’ogni tipo. Cercatori d’oro e di fortuna. E di avventure.

E se invece avete sete di spari, sangue, saloon e partite a carte... allora dovreste fare un salto nel Saloon#10 di Deadwood... Per avere tutte le info necessarie sul South Dakota visitate il sito ufficiale del turismo del South Dakota.