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Si gioca a Doha la sfida del Qatar: superare in modernità Dubai

La vera antagonista di Dubai

Doha, in Qatar, è la vera antagonista di Dubai in questa corsa ad accaparrarsi il turismo d’elite che anima i grattacieli e gli alberghi di parte del Medio Oriente.

 

Fino a ieri il primato era di Dubai

Il mondo ha sempre guardato a Dubai (e non a Doha) e alle sue continue sfide al nuovo. Spesso irraggiungibili. C’è stata la prima volta di una località sciistica al coperto nel 2005.

C’è stato l’hotel galleggiante in pieno mare, nel 2008. Poi è stata la volta – nel 2011 – della torre che trafigge le nuvole: il grattacielo (allora) più alto del mondo. Insomma, la Dubai dei miracoli e dello shopping eccessivo. Che quasi in una notte è diventata una delle dieci destinazioni top al mondo.

Tutto merito dei soldi investiti? Chissà. Sta di fatto che quella Dubai “si è mangiata” in un solo boccone destinazioni da sempre in cima alle classifiche come Francia o Spagna. Mentre Doha, e il Qatar, erano quasi sconosciuti. E mentre anche Abu Dhabi cominciava a scalciare per rubare la scena.

 

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La sfida di Doha, capitale del Qatar

Adesso, invece tocca a Doha, nel Qatar (a soli 50 minuti di volo dalla concorrente Dubai). Altrettanto ricca di petrolio, la città di Doha è intenta a costruire un vero paradiso per i turisti. Lo sceicco del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani sta spendendo una gran bella quantità di soldi per far crescere rapidamente Doha nella classifica delle mete turistiche più in voga.

E si sa… quando i sceicchi si mettono in testa qualcosa… non è che manchino loro gli strumenti per realizzarla.

Il Qatar ha già vinto la sua prima importante battaglia su questo fronte. Ospiterà infatti i mondiali di calcio del 2022. E i lavori sono iniziati.

 

Cosa vedere a Doha, in Qatar - Il Museo di Arte Islamica di Doha

Il posto migliore per vedere dove sta andando Doha – e l’intero Qatar – è il Museo di Arte Islamica (MIA), una costruzione dall’architettura avveniristica.

 

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Una specie di gigantesco cubo (ma rotto) di Rubik, piazzato in mezzo all’acqua. Nel giro di pochi anni il museo è diventato una delle meraviglie del moderno Medio Oriente.

Ed è – tra l’altro – una delle sole due istituzioni culturali del Medio Oriente che è possibile “visitare” sul web tramite Google Art (l’altro è il vicino Museo di Arte Moderna Araba).

 

Con i grattacieli di Doha il Qatar mette un piede nel futuro

Burj Qatar

 

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La strada dove sorgono i musei, Al Corniche è una strada glamour, piena di negozi. Qui sorgono grattacieli che sono opere d’arte e di sfida al cielo. Uno su tutti: lo sbalorditivo Burj Qatar, progettato dall’archistar francese Jean Nouvel.

Completato nel 2010, il Burj Qatar è il nuovo simbolo della città, Doha, e dell’interno Paese, il Qatar. Lo stile del Baurj Qatar è ultramoderno ma di ispirazione islamica. Dentro, ci sono per lo più uffici di compagnie petrolifere (non a caso). Altezza dal tetto: 400 metri. Dal pinnacolo: 445 metri.

 

Museo Nazionale del Qatar

 

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Un altro progetto avveniristico – sempre firmato dall’archistar Jean Nouvel – è il Museo Nazionale del Qatar. Secondo le previsioni, verrà aperto, qui a Doha, nel dicembre 2014. L’edificio – a lavori ultimati –avrà la forma di un fiore che sboccia in pieno deserto.

 

Katara, il villaggio culturale di Doha (Qatar)

 

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Per esplorare ancora la Doha ultramoderna, bisogna mettere piede a Katara, un villaggio culturale nuovo di zecca con gallerie, mostre, e spazi per performance artistiche.

Il Katara è una specie di palazzetto (si fa per dire) della cultura. Ma a Doha le cose si fanno sempre in grande. Per essere all’altezza dell’orgoglio del Qatar.

 

Da New York a Doha, a ritmo di jazz

Doha sta facendo qualcosa che tutte le altre città del Golfo ancora non sono riuscite a fare. Tutto merito dell’hotel St Regis Doha. E di una partnership con il “Jazz al Lincoln Center” – un locale di New York – che per la prima volta ha “messo piede” fuori dalla Grande Mela.

Si tratta di una partnership senza precedenti che la dice lunga su come alcuni marchi inizino a investire a Doha, e più in generale nel Qatar. E la dice lunga anche su come Doha si voglia differenziare dal resto del Medio Oriente, anche in questa sua apertura al mondo. Usando non solo le firme di famosi archistar, ma anche il raffinato jazz newyorkese.