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Sbarco in Normandia (Francia).

I luoghi del giorno più lungo (70 anni fa)

Era il 6 giugno del 1944: 70 anni fa. Ricordato anche come “il giorno più lungo”. Vale a dire il giorno in cui le forze alleate sbarcarono in Normandia.

Ogni anno, l’avvicinarsi dell’anniversario dello sbarco in Normandia causa una serie di commemorazioni che coinvolgono tutta l’area della Normandia, nel nord della Francia. Perchè si tratta di una data storica - senza dubbio - e perchè l'intera regione della Normandia (in Francia) conserva cicatrici e segni di quello che è storicamente ricordato come "il giorno più lungo".

Cicatrici e segni che sono stati ormai trasformati in memoria, rendendo così possibile tratteggiare un itinerario nei luoghi protagonisti dello sbarco.

 

Itinerario nella Normandia dello sbarco alleato

 

Sbarco in Normandia, il memoriale di Caen

 

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Se c’è una cosa assolutamente da vedere in Normandia, a testimonianza dello sbarco, questa è il museo che si trova nella città di Caen. E’ da qui che dovrebbe iniziare qualsiasi itinerario che voglia ricostruire l’atmosfera storica dello sbarco in Normandia. Il Memoriale di Caen è ospitato in una moderna struttura costruita appositamente nella periferia della cittadina di Caen. All’interno oggetti, modelli e filmati realizzati durante e dopo la guerra.

Ste-Mere Eglise, piccolo paese della Normandia. Anche qui tracce dello sbarco

 

(descrizione)

 

La prima cosa che si vede quando ci si dirige verso il centro di Ste-Mere Eglise è un modello a grandezza naturale del soldato John Steele intrappolato con il suo paracadute sul campanile della chiesa. John Steele si era buttato con il paracadute la mattina presto del 6 giugno 1944, giorno dello sbarco in Normandia. Il paesino di Ste-Mere Eglise, era di vitale importanza per gli americani, perché da lì si poteva proteggere Utah Beach, la spiaggia dove è avvenuto lo sbarco. Proprio accanto alla chiesa c’è anche qui un museo da vedere. All’interno, documenti, armi, modelli e oggetti della Seconda Guerra Mondiale. Pezzo forte del museo è un C-47 (Dakota): un aereo da cui furono paracadutati i soldati americani.

 

Utah Beach, la spiaggia dello sbarco in Normandia

 

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E’ la spiaggia dello sbarco. Il punto più famoso di tutta questa storia. E il più suggestivo. Utah Beach – che in realtà è il nome in codice dato dagli Alleati a una delle cinque spiagge dello sbarco - è un bellissimo tratto di costa della Normandia. Che interessa i comuni di Sainte-Marie-du-Mont  e Saint-Martin-de-Varreville. Oggi posto ideale per amanti del surf. Ma quel 6 giugno 1944 la scena doveva essere ben diversa da come appare oggi. Dieci minuti dopo la mezzanotte fu il tenente Poole ad atterrare per primo sulla sabbia di Utah Beach. Era l’inizio dell’operazione "Overlord". A Utah Beach c’è anche un museo, che sorge nel punto esatto dove sbarcarono le truppe americane. E che racconta quasi attimo per attimo tutto quello che accadde quel giorno. E la vita degli abitanti del posto a partire dal 1941 quando i tedeschi avevano occupato la zona.

 

Cimitero americano in Normandia: per i militari caduti durante lo sbarco

 

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Il cimitero militare americano si trova a Colleville-sur-Mer. Vi sono 9.387 tombe di soldati americani. E’ un posto di grande suggestione con tutte quelle croci bianche in fila sul prato. Accanto al cimitero c’è il Vistor Center dove una mostra racconta le vite di alcuni dei soldati i cui nomi sono impressi su quelle croci. La vista verso il mare da qui è bellissima.

 

Il D-Day Museum, Arromanches-sur-Mer

 

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Un altro museo per ricordare lo sbarco in Normandia. Si trova nella cittadina di Arromanches-sur-Mer. La cosa curiosa e interessante di questo museo è la ricostruzione del Mulberry Harbor, vale a dire di un porto temporaneo artificiale. La tempistica della costruzione fu impressionante. Fu iniziata il 6 giugno – il giorno dello sbarco – e terminato il 14 giugno.

 

Museum of the British 6th Airborne Division, Pegasus Bridge

 

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Un museo per raccontare la 6a Divisione Aerotrsportata Britannica, composta da 12mila truppe. Il compito di questa divisione era quello di proteggere gli sbarchi dl D-Day dalle truppe tedesche. All’esterno del museo la scena è dominata dal Pegasus Bridge: il ponte sul fiume Orne che era uno degli obiettivi principali dell’attacco degli Alleati. La 6° Divisione atterrò con alcuni alianti nelle vicinanze di questo ponte nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944. Questo museo si trova nella cittadina di Ranville.

 

Gli enormi bunker di Merville

 

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A pochi metri dal mare, nella località di Merville (Normandia) c’è una serie di fortificazioni costruite dai tedeschi per difendersi da ogni invasione alleata. A passeggiare lungo questo tratto di costa si respira un’aria abbastanza inquietante. Il mare da una parte, i bunker dall’altra. I bunker sono visitabili. Qui si svolse una delle battaglie più cruente dello sbarco in Normandia: 150 soldati alleati sbarcarono qui, Solo 75 sopravvissero.

 

Lo sbarco canadese a Juno Beach

 

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Un’altra delle battaglie più importanti dello sbarco in Normandia si svolse a Juno Beach. In questo tratto di costa sbarcarono soprattutto soldati canadesi (dei135mila soldati delle forze alleate impiegate nello sbarco in Normandia ben 14mila erano canadesi). Il museo che si trova qui a Juno Beach è leggermente diverso dagli altri. Cerca di raccontare la guerra inserendola in un contesto più ampio, con particolare attenzione al come e perché il Canada entrò in guerra.

 

Sbarco in Normandia: la storia

Ore 6 e 30 del 6 giugno 1944, inizia lo sbarco più formidabile della storia: quello in Normandia

Il 6 giugno del 1944 è il D-Day, il “giorno più lungo” della Seconda Guerra Mondiale. Il giorno dello sbarco in Normandia, in Francia. Per imprimere una svolta al destino d’Europa, bisognava che le Forze Alleate decidessero di sbarcare in questo continente. Bisognava trovare il modo per opporsi alle forze tedesche. All’inizio non fu ben chiaro agli alleati dove sbarcare. Gli americani pensavano che Calais potesse essere un posto strategico; gli inglesi invece puntavano sulla Normandia, terra senza difese, ottima per un attacco via mare. Per questo, infine, fu scelta proprio la Normandia.

 

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Ma i tedeschi non dovevano sospettare assolutamente nulla. Gli Alleati riuscirono infatti a far credere loro che lo sbarco sarebbe avvenuto a Calais, dove si dirigeva una flotta finta che i tedeschi presero per vera, pensando invece che i preparativi per la Normandia fossero ingannevoli... Una specie di gioco delle tre carte. Riuscito, dal punto di vista degli Alleati. 

Questi i numeri messi in campo dai tedeschi nel corso dello sbarco in Normandia: 49 divisioni di fanteria, 10 divisioni corazzate, 1600 carri armati, 198 aerei di bombardamento, 125 aerei da caccia, 3 cacciatorpediniere, 36 siluranti e 34 sommergibili. Questi invece i numeri messi in campo dagli Alleati, veri protagonisti dello sbarco in Normandia: 6 divisioni di fanteria, 55 divisioni motorizzate, 25 divisioni corazzate, un numero incalcolabile di carri armati, 3476 aerei da bombardamento, 5409 aerei da caccia, 6 navi corazzate, 27 incrociatori, 164 cacciatorpediniere e 6500 mezzi da sbarco. In totale, per gli Alleati, si tratta di impiegare quasi tre milioni di uomini.

 

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La zona scelta – nella bellissima regione della Normandia, in Francia - si estende per circa un centinaio di chilometri, tra Le Havre e Cherbourg. Alla mezzanotte del 5 giugno 1944 si mette in moto la macchina da guerra. L’operazione sbarco è stata denominata “Overlord”. I primi a mettersi in volo sono i sei aerei della Raf, che fanno da battistrada per il lancio dei paracadutisti.

 

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Poi – sempre durante la notte – 72 alianti carichi di cannoni e di equipaggiamento cominciano ad atterrare nella zona. La fanteria leggera occupa i ponti. A poco a poco tutte le divisioni raggiungono gli obiettivi prefissati. Sono ormai le tre di notte, manca poco allo sbarco più formidabile della storia. La flotta che gli Alleati impiegano nello sbarco è immensa: 2727 navi di ogni tipo su cui sono caricati 2500 mezzi da sbarco, con una scorta di 700 navi da guerra. Alle 3 e 14 comincia il bombardamento delle spiagge in Normandia. Una specie di ombrello aereo che servirà da protezione. Alle 6 e 30 in punto, sulla spiaggia di Utah, i primi a mettere piedi su terra francese sono gli uomini della quarta divisione del generale Roosevelt. I tedeschi non capiscono, non si rendono conto, non ne afferrano le dimensioni, ma reagiscono. Inizia la battaglia, e sarà una battaglia lunga.

 

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Solo alle luci del tramonto la battaglia sembra placarsi. Tedeschi e Alleati sono allo stremo. Quando il rumore della guerra termina, la Normandia torna a essere quella terra di straordinaria bellezza che è sempre stata.