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Roma - città di grandi artisti

Sulle orme di Michelangelo e Caravaggio

Sulle orme dei grandi artisti: due itinerari attraverso le opere d'arte dei più grandi artisti che hanno attraversato la città di Roma. Michelangelo e Caravaggio, Roma nei loro capolavori.

di Eleonora D'Angelo

Itinerario Michelangelo

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All’età di 21 anni grazie al banchiere Jacobo Galli acquirente del suo “Bacco”, Michelangelo ottenne i primi incarichi importanti nella città di Roma (1496-1501). Nel 1502 Papa Giulio II decise di distruggere e ricostruire la Basilica di San Pietro secondo il progetto del Bramante e fu quest’ultimo ad innalzare i pilastri che servirono più tardi a sorreggere la Cappella Sistina, forse l’opera più famosa di Michelangelo assieme al “Giudizio Universale”: l’affresco che più la rappresenta. Per realizzarla l’artista si ispirò al Pantheon e alla Basilica di Santa Maria del Fiore, a Firenze.

Lavorando alla Pietà Vaticana il maestro rivendicò la sua abilità, iscrivendo lungo la cinta che attraversa il busto della vergine il proprio nome e le sue origini fiorentine. Nel 1972 l’opera subì un attentato e da quel momento è custodita dietro una lastra di cristallo nella Basilica di San Pietro.

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La Cappella Paolina (visitabile solo con permesso speciale, info 06 69 88 49 47) nel Palazzo Apostolico Vaticano, fu decorata da Michelangelo terminata la Cappella Sistina. Gli affreschi riportano il tema della Conversione di San Paolo e dela Crocifissione di San Pietro, che rimandano al nome del papa committente (Papa Farnese III). Michelangelo si occupò anche della facciata della chiesa dei Santi Cosma e Damiano e dei lavori a Palazzo Farnese.

Fra le altre opere degne di nota, c’è il Monumento Funebre a Giulio II (Basilica di San Pietro in Vincoli, info. 06 97 84 49 52), commissionato a Michelangelo per 10.000 ducati e il progetto di Porta Pia (Museo delle Mura Aureliane, via di porta San Sebastiano 18, info 06 70 47 5284).

Itinerario Caravaggio

Nel 1592 Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, si trasferisce a Roma servendo il nobile Pandolfo Pucci e inizia a lavorare per gli artisti della capitale. In questo periodo è colto da una grave malattia, fonte d’ispirazione del “Bacchino malato”, conservato nella Galleria Borghese (Piazzale del Museo Borghese 5, info 06 84 13 979), dove si trovano altre famose tele, tra cui il “Fanciullo con canestro di frutta” e capolavori giovanili come “David con la testa di Golia” e “San Girolamo scrivente”.

(descrizione)

Quest’ultimo fu eseguito in segno di gratitudine per il cardinale Scipione Borghese, che lo salvò dalla giustizia (il pittore venne arrestato per diffamazione dall’artista Giovanni Baglione). Nella Galleria Nazionale d’Arte Antica si trova la “Decapitazione di Oloferne”, simil gemella della "Giuditta", altra opera attribuita a Caravaggio.

 

All’interno della Galleria Doria Pamphili, si può ammirare il “Riposo dalla fuga in Egitto” e proseguendo nella Pinacoteca Capitolina, la “Buona Ventura”, tela realizzata per il cardinale Del Monte. Caravaggio lavorò anche per la Santa Sede, ne è testimonianza la “Deposizione del Cristo”, datata 1602-1604 e conservata nella Pinacoteca Vaticana.

 

Gran parte delle abilità del pittore furono impresse nelle chiese romane. nella chiesa di San Luigi dei Francesi troviamo la “Vocazione di San Matteo” e il “Martirio di san Matteo”; nella chiesa di Sant’Agostino è collocata la "Madonna dei Pellegrini" e nella chiesa di Santa Maria del Popolo, “La Conversione di San Paolo” e “La crocifissione di San Pietro”