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Roma: capolavori d'acqua e pietra

Le fontane più famose di Roma

“Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma”, diceva il poeta P.B. Shelley. Le fontane di Roma fanno parte del patrimonio artistico e culturale della città. alcune, sono veri e propri capolavori di pietra e acqua: ecco le più famose di Roma.

di Eleonora D'Angelo

 

I romani la chiamano “Er Fontanone” per le dimensioni e l’enorme getto d’acqua, ma il suo vero nome è fontana dell’Acqua Paola, dall’omonimo acquedotto ripristinato da Papa Paolo V Borghese che proprio qui termina.

 

Fu realizzata da Giovanni Fontana e da Flaminio Ponzio ed è celebrata da artisti e poeti (vedi la scena del film premio oscar “La Grande Bellezza” e la canzone “Roma Capoccia” di Antonello Venditti). Merita una visita anche solo per la vista incredibile che offre: si trova nel punto in cui Via Garibaldi raggiunge la sommità del colle Gianicolo (linee bus 115 o 870).

 

Sconosciuta ai più è la fontana barocca della Galera nei Giardini Vaticani, che riproduce un vero e proprio vascello da combattimento del XVII secolo, armato di tutto punto con cannoni, vele e sartie. L'invenzione, dal tocco manieristico ed eccentrico, fu realizzata da Giovanni Fantini nel 1621 per volere di Gregorio XV Ludovisi.

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Federico Fellini scelse la fontana di Trevi (1732-1762) per ambientare la scena del bacio fra Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nel film “La Dolce Vita”. L’opera si trova nell’omonima piazza, su un lato di Palazzo Poli e fu realizzata in marmo di carrara e travertino da Nicola Salvi.

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Fra gli elementi scultorei in stile Rococò, spiccano le statue simboliche di oceano, dell’abbondanza e della salute e la scogliera centrale. a Piazza di Spagna invece, è impossibile non notare La Barcaccia, realizzata dal Bernini tra il 1626 e il 1629. L’artista costruì una vasca a forma di imbarcazione che fuoriesce da due grandi soli. L’acqua che zampilla straripa dai fianchi della fontana e dà l’impressione che la barca affondi. 

 

In Piazza Barberini troviamo la fontana del Tritone (gian lorenzo Bernini, 1642-1643): dal basso,una conchiglia supporta il busto eretto del mostro marino, che con la testa piegata soffia in una buccina, sbocco dell’acqua che irrora l’opera.

 

Piazza Navona poi, accoglie i turisti con la scenografia della fontana dei Quattro Fiumi (Bernini, 1651) dove quattro giganti nudi rappresentano i fiumi dei continenti allora conosciuti: il Nilo (Africa), il Gange (l’Asia), il Rio della Plata (le Americhe) e il Danubio (l’Europa).

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Nella piccola Piazza Mattei (Rione Sant’Angelo) c’è la fontana delle Tartarughe, scolpita da Taddeo Landini e terminata nel 1588, dove si intrecciano le figure di delfini, putti, efebi e tartarughe appunto. La leggenda narra che il duca Mattei, il cui palazzo affaccia sulla piazza, fece realizzare l’opera in una sola notte per stupire la futura sposa e il suocero e che il giorno successivo, murò la finestra del palazzo per non far godere altri dello spettacolo.

 

Fra le più grandi fontane di Roma c’è la fontana delle Naiadi, in Piazza della Repubblica (1901, opera di Mario Rutelli, bisnonno di Francesco Rutelli). Questa fontana destò scalpore nella roma papale perché ritenuta troppo “sexy”. Dalla fontana affiorano quattro figure femminili in bronzo, nude e in pose sensuali (la ninfa dei laghi, dei fiumi, delle acque sotterranee e degli oceani).

 

La fontana del Mascherone in Via Giulia ricorda la Bocca della Verità. fu costruita attorno al XVII su commissione dei Farnese da Girolamo Rainaldi, che realizzò una vasca termale in granito collocata al centro di un bacino in marmi policromi. Al centro si trova il celebre mascherone che versa acqua.

 

Mai sentito parlare della “zuppiera”? Questa fontana fu spostata da Campo de’ Fiori a Piazza Vittorio e “coperta” da Papa Gregorio XV, perché sfruttata dai commercianti di frutta e verdura. più che curiosa è la fontana con la palla di cannone posta di fronte a Villa Medici. Una storia popolare racconta che la regina Cristina di Svezia fece sparare da Castel Sant’Angelo un colpo di cannone per invitare a caccia il proprietario della villa: da allora la palla si trova lì. le fontane di roma -senza contare i “nasoni” le tipiche fontanelle disposte agli angoli della città- continuano ad essere censite.