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Roma - antico e nuovo

In primavera Roma rinasce e si rinnova

Roma: uno sguardo al passato e uno al futuro. Il Rinascimento dell’Eur e quello dei monumenti, tra orti cittadini, giardini pensili e progetti di sostenibilità. Roma tra antico e nuovo.

di Eleonora D'Angelo

Tre grandi restauri hanno interessato la città negli ultimi tempi: il primo riguarda il Colosseo. È iniziato il conto alla rovescia per togliere i ponteggi che lo circondano, segno che la “nuova primavera” del monumento è imminente (la chiusura del cantiere è prevista per marzo). Si presenterà in una veste ripulita dalle aggressioni dello smog e del tempo, conservando il suo aspetto originale.

I lavori sono stati avviati nel 2003 con una sponsorizzazione da 25 milioni - quella di Tod's - per attuare la messa a nuovo delle facciate esterne, degli ipogei e la sistemazione della cancellata che ne percorre il perimetro. Anche la scalinata di Trinità dei Monti situata a Piazza di Spagna è stata chiusa per lavori lo scorso ottobre, ma per il Giubileo rimane accessibile attraverso una rampa: risalendola i turisti possono apprezzare dall'alto la vista della fontana de La Barcaccia e visitare la chiesa di Trinità dei Monti.

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L’ultimo restauro risale agli anni ’90, mentre quello attuale si deve allo sponsor Bulgari. Il restauro della fontana di Trevi invece è stato commissionato della storica maison romana Fendi. i lavori sono durati più di un anno, ma i turisti non hanno perso l’occasione di ammirare questo gioiello barocco, perché la recinzione era stata realizzata con pannelli trasparenti in plexiglass, che consentivano di visitare l'opera.

Porta la firma del gruppo anche il restyling del Colosseo Quadrato in zona Eur. L’edificio che ospitò l’Esposizione Universale di Roma nel 1942 è rimasto inutilizzato per molto tempo, fino alla concessione in affitto al marchio: Fendi ne ha fatto il proprio quartier generale, mettendo in atto lavori di ripristino della scalinata principale e altre opere di rivalutazione, valorizzando il palazzo senza modificarne lo stile monumentale.

Il primo piano, di circa mille metri quadrati, è ora aperto al pubblico, mentre il resto dell’edificio ospita gli uffici creativi, la sartoria e uno spazio dedicato al visual merchandising. La nuova sede è inaugurata dalla mostra “Una Nuova Roma. L’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana”, che si può visitare gratuitamente fino al 17 marzo 2016. Qui si può assistere alla proiezione delle pellicole di Federico Fellini, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini e Bernardo Bertolucci e visitare la mostra fotografica con gli scatti di Federico Fontana, Karl Lagerfeld e altri (info e prenotazioni tel. 06 33 45 09 70).

Si è già parlato del quartiere Eur e del suo "Rinascimento", ma questa zona, alle porte della città è un vero e proprio cantiere in movimento, che pone pietra dopo pietra le basi per la roma del futuro.

Tra Viale Cristoforo Colombo e Viale Europa sorgerà il nuovo Centro Con- gressi: uno spazio di 55.000 mq che ospiterà convention, spettacoli e altri eventi. L’idea progettuale è dell’architetto Fuksas e si riconduce a tre immagini principali: la “Teca”, la “Nuvola” e la “Lama” dell’hotel.

La “Nuvola” è il fulcro della costruzione: racchiusa nella Teca, mette in risalto il confronto tra articolazione spaziale libera della prima e struttura geometrica della seconda, costruita in acciaio e doppia facciata in vetro. La “Nuvola” è un elemento architettonico di straordinario impatto visivo: la sua struttura in acciaio sarà rivestita da un telo trasparente di circa 15.000 mq.

 

Qui trovano posto un auditorium per 1850 posti, servizi di supporto come foyer, bar, guardaroba, bagni e punti di ristoro. l'hotel, pensato come edificio indipendente, è già sorto (è la "Lama") e conta 439 stanze, tuttavia non è ancora operativo. A Roma sta per nascere anche il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma), un progetto elaborato da Velolove in collaborazione con Legambiente e Touring Club Italiano (l’ideatore è Alberto Fiorillo).

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Si tratta di un prodotto turistico innovativo che propone un tipo di mobilità diversa, “green” e “slow” se vogliamo. La greenway esiste già al 100% di per sé e, per due terzi (circa 30 km), si muove tra spazi pianeggianti e liberi dal traffico, tra vie pedonali e riservate ai ciclisti, argini fluviali e ville monumentali.

 

Sarà un percorso che farà venir voglia di andare in bici in una città ancora non del tutto bike-freindly, per guardare da un punto di vista diverso i monumenti della capitale, i quartieri popolari e multietnici ma anche le aree verdi. Un giardino urbano realizzato secondo i precetti degli Hortii Sallustiani, dove le piante aromatiche e officinali crescono indisturbate circondate da farfalle e grilli canterini: siamo al Roma Tiburtina Urban Garden (o “Orto di Tiburtina”) in Piazza Ipogea, un’area verde nata nel cuore della stazione ferroviaria e recentemente ampliata.

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All’opera originaria sono stati aggiunti 600 mq di orto aperto al pubblico: uno spazio dedicato a tutti i viaggiatori e ai cittadini che vogliono vivere la stazione in modo diverso, rilassandosi sulle oltre 30 sedute di pallet e cubi ornamentali.

 

Si compone di un centinaio di piante disposte in veri e propri labirinti vegetali circondati da vasche pubbliche, in cui chiunque abbia il pollice verde può contribuire e seminando altri fiori.

 

Tra le novità non recentissime, che nel 2016 riscuotono ancora il plauso degli estimatori dell’arte e del design, c’è Z5, il giardino pensile su sei piani di forma ellittica realizzato dall’architetto romano Franco Zagari. In un complesso residenziale che affaccia su Via Ojetti. È un luogo da attraversare. La particolarità dell’opera sta nei percorsi policromi di resina e nella piazzetta, decorata con i grandi occhi enigmatici di Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany” dipinti sul suolo.

 

L’immagine dello sguardo appare e scompare velata da una nuvola intermittente di vapore, che forma un arco di getti di acqua e aria. È una corte chiusa aperta solo su un lato, il suolo - interamente artificiale - è circondato da viali alberati con ciliegi giapponesi, magnolie soulengiane e bambù su tre livelli di gradoni.