/media/post/ptbcql8/366-Ponza-622x466.jpg

Ponza, apre al pubblico l'antica cisterna Dragonara

Un sito archeologico di notevole importanza, capace di attrarre turisti non solo d'estate

C'è una importante novità nella già ricca offerta culturale e turistica dell'isola di Ponza. Se la "sorella" Ventotene già da tempo sembra avere puntato sul proprio passato e sulle affascinanti vestigia dell'antichità romana (basti pensare alla villa imperiale di Giulia), Ponza sembra avere intuito soltanto di recente l'enorme potenziale rappresentato dall'archeologia.

L'isola è tuttavia sulla buona strada per recuperare in tempi rapidi: si comincia con l'apertura al pubblico della restaurata cisterna romana di via Dragonara, un sito con duemila anni di storia, rimasto fino a poco tempo fa nascosto e dunque mai stato sfruttato come richiamo per i visitatori.


Ponza  - La cisterna Dragonara

(descrizione)

 

L'immagine che qui pubblichiamo riesce a dare soltanto una vaga idea della grandiosità della cisterna, interamente scavata nel tufo e articolata al suo interno in diversi ambienti, riccamente affrescati. Una sapiente illuminazione mettere in risalto ogni dettaglio architettonico e la forza di un colore portatoalla luce dopo la pulizia della cisterna che "sonnecchiava"  fino a poco tempo fa, completamente invasa da rovi.

Oggi la cisterna è finalmente libera da vegetazione selvatica e detriti e può mostrare in tutto il loro splendore i suoi corridoi con copertura a volta  che si incrociano con le sei navate perpendicolari.

Si tratta di un ingegnoso sistema architettonico brevettato dai romani ha consentito di realizzare il massimo del volume della raccolta delle acque piovane, fino a circa 6.000 metri cubi d’acqua. 
Un piccolo gioiello, insomma, che per secoli ha pazientemente atteso di essere scoperto e riportato alla luce e che, per nostra fortuna, si è conservato intatto fino ad oggi. 

 

Ponza - Archeologia romana

(descrizione)

 

La cisterna non è che il primo passo nel percorso di recupero del vasto patrimonio archeologico di cui Ponza può vantarsi. Sull'isola si trova infatti anche una importante necropoli di epoca romana in località Guarini, sul versante della incantevole baia di Chiaia di Luna, che rappresenta il secondo “segreto” riportato quest’anno alla fruizione pubblica.

Per il futuro, dunque, l’offerta per un turismo culturale e che non conosce stagioni sarà arricchita dall’apertura di altri siti archeologici di epoca romana altrettanto spettacolari. I siti a Ponza sono tredici e, con le due nuove aperture, sono al momento tre quelli visitabili.

Piero Vigorelli, sindaco dell'isola, ha così commentato l'apertura ai visitatori del sito archeologico: “Chi conosce Ponza da anni, il suo mare, l’entroterra, le isole di Palmarola e Zannone, la cordialità della gente ponzese, adesso ha un motivo in più per ritornare. E chi non è mai stato a Ponza, ha tutti questi buoni motivi per conoscere le isole più belle del Mediterraneo”.