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Passetto di Borgo

Storia del corridoio da cui fuggivano i papi

Il Passetto: avete mai sentito questo nome? Sapete cos’è? Solo chi conosce a fondo i luoghi più segreti di Roma può ricordare questo nome – “Passetto” – o chi, magari, ha letto con attenzione uno dei romanzi di Dan Brown (scrittore che ha senz’altro una passione per la nostra Penisola, prova ne è l’ultimo romanzo - “Inferno” – ambientato tra Firenze e Venezia)

 

Cos’è dunque il “Passetto”?

Il Passetto si trova a Roma. Ed è un tratto delle Mura Vaticane che collega il Vaticano stesso con Castel Sant’Angelo. Un passaggio lungo 800 metri. Ma la curiosità del Passetto sta tutta nella sua storia, anzi nelle storie che lo hanno visto come protagonista Prima d’ogni cosa c’è da dire che per i romani veri e propri, il Passetto ha un altro nome: er corridore. Tradotto dal romanesco: il corridoio. Perché in effetti di corridoio si tratta, essendo un passaggio sopraelevato.

Storia del Passetto di Borgo

 

(descrizione)

 

Er corridore, cioè il Passetto, fu fatto costruire secondo la versione ufficiale nel 1277, per volontà di papa Niccolò III. Il primo papa a cambiar casa: si trasferì infatti dal Palazzo Lateranense a quello del Vaticano, senz’altro più sicuro.

Un’altra versione della storia del Passetto, lo vuole costruito invece nel XV secolo, da tal Baldasssare Cossa, antipapa. In realtà era papa un Giovani XXIII (non quello a noi più vicino) eletto dal Concilio di Pisa del 1406, un Concilio mai riconosciuto ufficialmente dalla Chiese. La vera funzione del Passetto era quella di permettere al papa (o antipapa che fosse) di rifugiarsi all’interno di Castel Sant’Angelo qualora ce ne fosse bisogno. E all’epoca non mancavano le esigenze di fuga per un papa.

Allo stesso tempo, però, il Passetto permetteva un controllo più capillare dei dintorni. Una delle prime esigenze di fuga, e quindi di utilizzo del Passetto, si presentò a papa Alessandro VI. Che corse via a rifugiarsi dentro Castel Sant’Angelo quando le milizie di Carlo VIII di Francia invasero Roma. Era il 1494. Nemmeno mezzo secolo dopo, nel 1527, il Passetto vide il “trasloco” di un altro papa: Clemente VII. Era l’epoca del Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. Quindi nuova fuga dal Vaticano. Nuovo rifugio in quel di Castel Sant’Angelo. Nuova “camminata” papale nel Passetto.

 

(descrizione)

 

Il Passetto veniva anche utilizzato per condurre nelle prigioni di Castel Sant’Angelo personaggi magari famosi ma di cui era bene non far conoscere la carcerazione (come Beatrice Cenci). 

 

E’ possibile visitare il Passetto, oggi?

Oggi anche il Passetto – il nome per intero è “Passetto di Borgo” - è diventato un’attrazione turistica. Di tanto in tanto viene riaperto alle visite dei turisti, specie in estate quando è possibile prenotare visite guidate notturne.