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Pantelleria - incontro tra Europa e Africa

Affascinante e aspra, l’isola di Pantelleria racchiude il cuore europeo e quello africano.

 

 L'isola di Pantelleria è la terra dell'incontro, e il tempo batte al ritmo dei suoi due cuori.

 

Era la figlia del vento per gli arabi, che la conoscevano bene così vicina come è alla costa tunisina, mentre oggi viene chiamata la perla nera, per il suo aspetto brullo pieno di chiazze di verde e la sua natura vulcanica; il suo nome attuale trae invece origine dai bizantini, che la chiamavo Patelareas, per la singolare forma a testuggine.

 

Pantelleria è la meta ideale per una vacanza rustica a cui non manca una vena di sciccheria, e un luogo dalle mille potenzialità grazie al suo ambiente ricco e variegato che può accontentare tutti, dagli amanti dell’archeologia agli appassionati di natura, da chi cerca le spa a chi vuole tuffarsi in un mare stupendo. Proprio la sua originalità l’ha resa famosa, al punto che l’isola è diventata una meta ambita per vari personaggi del jet set internazionale, che qui trovano un’oasi di pace, riservatezza e anonimato.

 

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Il panorama è affascinante con le lunghe distese di viti di zibibbo, da cui nasce il celebre vino dell’isola, e i dammusi panteschi che fanno capolino un po’ ovunque tra la vegetazione,  ma a conquistare sono il mare trasparente e cristallino, circondato dai “jardini”, i tipici edifici dell’isola a cui manca solo il tetto, con mura in pietra e porta in legno, usati per preservare i delicati alberi di agrumi.

 

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A testimonianza dell’antica origine vulcanica, l’isola è piena di sorgenti termali a cielo aperto: la più famosa è il lago Specchio Di Venere, chiamato così perché si racconta vi si specchiasse la Dea Venere prima di incontrare Bacco, alimentato da sorgenti con la temperatura fissa tra i 40° e i 50° gradi e ricco di un fango benefico per la pelle.

 

Molto rinomate anche le vasche nella roccia chiamate Gadir, “luogo protetto”, le cui acque sono ricche di sali minerali perfetti contro i remautismi; inoltre lungo le pareti di roccia cresce un’alga molto efficace contro i piccoli disturbi delle vie respiratorie. Ricche di fascino anche la Grotta di Sataria, “della salute”, al cui interno sgorgano naturalmente acque termali a 40° C, il Bagno Asciutto, una grotta dove la roccia esala vapori caldi creando un bagno turco naturale, e le Favare, curiosi getti di vapore acqueo che fuoriescono da fessure nella roccia, da cui un tempo i contadini ricavavano l’acqua per l’abbeveraggio degli animali.

 

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Protagonista assoluto di Pantelleria è senz’altro il mare, il suo elemento più seducente: chi preferisce la barca è sicuramente avvantaggiato, ma anche via terra, con un po’ di fatica in più, è possibile raggiungere posti incantevoli.

 

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Per esempio il celebre Arco dell’Elefante, dove la roccia che si tuffa nell’acqua trasparente ha la forma dell’animale che si abbevera, o la Cala dei Cinque Denti, dove il mare è color smeraldo. 

 

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A due passi da qui si trova anche l’affascinante Laghetto delle Ondine: si tratta di una piccola piscina naturale contenuta da una parete rocciosa che si immerge nel mare aperto. Il laghetto è composto da acqua salata che ricambia di continuo, in alcuni punti raggiunge i due metri di profondità, e grazie alla sua protezione naturale è possibile farci il bagno anche quando il mare fuori è molto agitato.

 

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Ideale per godere degli scorci bellissimi della costa di Pantelleria è la Balata dei Turchi: con il termine “balata” gli isolani intendono le ampie distese costiere di pietre lisce, da cui è facile accedere al mare. Quella dei Turchi è la più famosa e frequentata, e prende il nome dalla storia che la vuole antico approdo dei pirati; consigliamo di portare delle scarpette da scoglio per poter camminare meglio e una stuoia per sdraiarsi in comodità.

 

Gli appassionati di immersioni sceglieranno i fondali meravigliosi di Cala Levante e Cala Tramontana, dove potranno anche seguire un percorso archeologico subacqueo alla scoperta delle anfore del III secolo a.C. e delle monete cartaginesi adagiate sul fondo, accompagnati dalle guide dei centri Dive-X Cala Gadir o Diving Cala Levante. Anche chi non si immerge può ammirare le antiche meraviglie dell’isola: ci sono infatti lunghe passeggiate all’interno del parco naturale della Montagna Grande che portano alla scoperta delle rovine archeologiche, tra cui una necropoli sull’altura Mursia datata tra il 1900 e il 1400 a.C., e gli amanti del trekking saranno felici dei sentieri che percorrono Pantelleria, ben undici percorsi di difficoltà variabile alla scoperta delle sue vette.

 

Il centro abitato è solo uno e prende il nome dell’isola: è qui che si trova il porto principale e sono concentrati la maggior parte di servizi e negozi. È un piacere esplorare le contrade dai nomi esotici che compongono il borgo, ognuna delle quali nasconde significati derivanti dalle molte culture che hanno popolato l’isola: ad esempio Contrada Bukkuram, “delle vigne”, deriva dall’arabo, ma si trovano nomi latini, greci, spagnoli e persino dello Yemen come la Contrada Zighidì.

 

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Per ammirare tutte le sfaccettature di questa multiculturalità è consigliato un tour per gli altri borghi sparsi sull’isola: con la propria macchina, o con i bus di linea, si può visitare la viva Scauri con il suo famoso Porto Vecchio, l’arabeggiante Tracino con i dammusi e le casette bianche, e le piccole Khamma e Gadir, immerse nel verde rigoglioso delle coltivazioni.

 

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