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Paesi fantasma

Borghi abbandonati che sembrano vecchi set di film

I paesi fantasma sono quei paesi un tempo abitati e poi abbandonati. Le cui abitazioni sono spesso cadenti e in rovina, la qual cosa rende questi paesi un po’ misteriosi, un po’ – anche – macabri. Provate a camminare per le stradine di quella che un tempo era una comunità viva, con i suoi riti, e i suoi abitanti. Proverete un senso di straniamento misto a nostalgia.

In Italia sono molti i paesi fantasma. Molti si trovano nelle zone più sperdute lungo l’arco dell’Appennino. E ciascuno di questi paesi fantasma ha una propria storia. Noi ne abbiamo scelti tre: Triora (Liguria), Pentadattilo (Calabria) e Gennas (Sardegna).

 

Paesi fantasma. Triora, il paese delle streghe in Liguria

 

(descrizione)

 

Triora è un piccolo paese dell’entroterra ligure. Un paese fantasma. Un paese misterioso. Un paese dalla storia stranissima. Ci sono di mezzo le streghe. Le donne. E le paure di una comunità.

La storia del paese fantasma di Triora – e dei suoi misteri – inizia nel 1587. E a partire da quell’anno che qualcosa comincia a non tornare propria in questo borgo ligure. La fine dell’estate del 1587 fu una fine estate davvero strana, diversa dalle altre. Un terribile momento di povertà e miseria che si abbatté sul paesino di Triora.

Dal momento che bisognava pur dare la colpa di questa stranezza a qualcuno, allora ecco che a questo qualcuno furono date delle fattezze femminili. A Triora succedevano cose strane? Colpa delle donne. Anzi, di alcune donne. Donne che furono catturate, rinchiuse, torturate. Sperando così d’aver catturato, rinchiuso, torturato il male che affliggeva Triora. E a queste donne venne dato l’appellativo di “streghe”.

In realtà le streghe erano semplicemente donne che conoscevano l’arte di ricavare benefici dalle erbe. Dunque il ragionamento era questo: nel paese di Triora c’era la carestia? La colpa era di quelle donne – misteriose – che sapevano come far fruttare le piante. Quando nel bel mezzo di una riunione in parlamento popolare, qualcuno si alzò gridando che doveva essere tutta colpa di queste donne – malefiche – se a Triora la gente moriva di fame, fu proprio allora che l’irrazionalità prese il sopravvento. E la carestia riempì lo stomaco di superstizioni. 

 

La caccia alle streghe nel paese fantasma

 

(descrizione)

 

Vennero stanziati 5mila scudi per dare la caccia alle streghe. Una grande somma, per quei tempi. Furono catturate le donne più strane, quelle che in un modo o nell’altro si differenziavano dalle altre. Gli uomini, no. Erano loro a condurre la caccia.

All’inizio, di queste donne “strane” ne vennero imprigionate venti. Ma poi ci si fece prendere la mano, e il numero aumentò. Le donne diventarono duecento. E dal momento che erano i tempi della Controriforma, bisognava far la guerra a eretici e stregoni. Veri o presunti (quasi sempre presunti). Ci fu il processo. Le nobili furono scarcerate. Le povere rimasero dentro.

Furono riconosciute colpevoli e condannate a morte. Trasferite a Genova, nelle carceri dell’Inquisizione. Tutte in attesa di un rogo che non venne mai acceso. E nessuna sentenza di morte fu mai eseguita.

 

Triora, un paese fantasma monumento alle superstizioni

 

(descrizione)

 

Oggi Triora è un paese fantasma. Il suo centro storico è disabitato. Le case sono cadenti. Porte e finestre rotte lasciano intendere di una incuria diventata storia stessa del paese. Come se davvero il vento dell’Inquisizione – o della carestia – fosse passato di lì con una forza sovrumana portandosi via qualsiasi anelito di vita. Il paese fantasma di Triora è una specie di monumento alle superstizioni tutte.

 

Pentedattilo, Calabria

Pentedattilo, paese fantasma in Calabria. Minacciato da una mano

 

(descrizione)

 

Il paese fantasma di Pentedattilo si trova in una Calabria dimenticata. Lontana da ogni mondo. Pentedattilo è uno di quei paesi fantasma dove gli abitanti… sono meno dei cinque spuntoni di roccia che danno il nome al borgo (pentedattilo deriva dal greco, e significa cinque dita, perché cinque sono le rocce che sovrastano il paese, come una grossa mano).

A sentire la magia di questo paese disabitato, abbandonato, dimenticato dal mondo e dagli dèi furono, per primi, i viaggiatori dell’Ottocento. Poco è cambiato da allora. Pentedattilo è un paese fantasma nel vero senso che questo aggettivo – “fantasma” – può dare a un luogo. Case abbandonate. Giardini incolti. Stradine senza rumori alcuni se non l’abbaiare di qualche cane.

Persino la chiesetta di Pentedattilo è vuota di echi. Poco è cambiato in questo paese fantasma dall’Ottocento a oggi. E’ come se Pentedattilo avesse perso il suo Novecento, e il secolo nuovo che gli si è avvicendato subito dopo. 

 

Pentadattilo, paese fantasma: perché?

 

(descrizione)

 

Perché Pentedattilo è diventato un paese fantasma? Perché, a un certo punto, le autorità dichiararono Pentedattilo un posto pericoloso dove vivere. I cinque spuntoni di roccia che lo sovrastano potevano venir giù da un momento all’altro. Allora le suddette autorità ordinarono a tutti gli abitanti di andar via. Costruirsi un’altra casa più giù. In un paese nuovo. Lasciando così Pentedattilo a dormire il suo eterno sonno. 

 

Pentedattilo il paese addormentato

Oggi questo paese fantasma è una specie di paese addormentato. Chissà, un giorno qualcosa tornerà a muoversi… e non saranno solo passi di cani…

 

Gennas, Sardegna

Gennas, paese fantasma in Sardegna

Gennas è sì anch’esso un paese fantasma. Ma ha una storia ancor più particolare degli altri paesi fantasma sperduti sugli Appennini d’Italia. Perché particolare non è tanto la storia del suo essere un paese abbandonato, quanto la storia della sua nascita.

 

Il paese fantasma inventato nell’Ottocento

 

(descrizione)

 

Gennas è un paese inventato di sana pianta attorno a una miniera. Un posto così può esistere solo in Sardegna (siamo nel sud ovest della Sardegna quella dove le miniere si confondono con le dune di sabbia, e le dune si confondono con il mare).

Gennas è dunque un paese fondato dal padrone della miniera di Montevecchio. E questo padrone per far sì che Gennas fosse un paese con tutti i crismi, ci ha messo dentro una chiesetta, come ogni paese che si rispetti. E poi c’erano le scuole. E lo spaccio per far la spesa. E l’ospedale. C’era,c’era veramente tutto a Gennas. Ma il verbo non può essere coniugato che al passato. Perché ormai a Gennas – paese fantasma – ci sono sì le costruzioni rimaste intatte, ma non c’è più alcun anelito di vita.

 

Un paese fantasma legato a una miniera (ormai fantasma)

 

(descrizione)

 

Gennas non sarebbe mai esistita senza la miniera di Montevecchio. L’imprenditore illuminato che costruì questo fantasma tra le dune fu Giovanni Antonio Sanna, uomo dell’Ottocento con il gusto del rischio, e avido di novità da portare sull’isola, la sua Sardegna. E l’affare delle miniere poteva essere una novità.

La miniera diventò quindi tutto in questo lembo di terra dove tutto mancava, a cominciare dal lavoro. La miniera diventò struttura sociale, comunità, paese. In questa Sardegna meridionale c’era la miniera di Montevecchio e il villaggio di Gennas. Ma le linee di demarcazione sociale tra i due non sono mai state chiare. Perché il villaggio di Gennas fu costruito apposta per gli operai di Montevecchio e per le loro famiglie. I due posti vivevano talmente in simbiosi, che i minatori venivano pagati con una moneta coniata apposta per essere spesa solo nelle botteghe di Gennas.

 

(descrizione)

 

Insomma, quello che oggi è un paese fantasma, all’epoca era un paese-gabbia. Eppure, considerando la povertà di quella terra di Sardegna, i minatori e le loro famiglie erano dei privilegiati. Erano in pochi a quei tempi, in Sardegna, a vantare un salario fisso a fine mese. E il segreto era tutto qui: stava nel dar l’illusione che vivere a Gennas era comunque una fortuna riservata a pochi. 

 

Gennas è la fotografia del paese che fu

 

(descrizione)

 

Gennas è oggi un paese fantasma. Dove però tutto è rimasto in buone condizioni. Quando la miniera di Montevecchio è stata chiusa, anche il paese è “morto”. Sono passati decenni dall’ultima volta che si è sentito un rumore meccanico in questa miniera. E nel villaggio è più o meno la stessa cosa. Gennas è la fotografia della Gennas ai tempi della fortuna.  Oggi è possibile visitare Gennas ma anche la miniera di Montevecchio, un incredibile reperto di archeologia industriale.