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Gli orto-hotel: la nuova tendenza (come insegna Michelle Obama)

Li si potrebbe chiamare orto-hotel: gli alberghi con annesso un orto da cui lo chef possa “attingere” per avere prodotti freschi e a chilometri zero. Stesso discorso vale per i ristoranti. E pare che questi orto-hotel (o orto-ristoranti) vadano sempre più di moda

La mania dell’orto contagia hotel e ristoranti

Quella dell’orto è ormai una mania inarrestabile in Italia, e i ristoranti e gli hotel non potevano non raccogliere questo stimolo e trasformarlo in vera e propria tendenza. Un fenomeno nato sull’esempio di altri casi negli States (dove ha contribuito fortemente alla moda dell’orto anche Michelle Obama, che cura personalmente quello della Casa Bianca) e in giro per il mondo. Ma che ha trovato in Italia - è proprio il caso di dirlo - terreno fertile, grazie alla già ricca tradizione gastronomica e alla crescente sensibilità ecologica che spinge sempre più italiani a consumare sulla propria tavola prodotti locali, biologici, stagionali. Quindi spazio agli orto-hotel. Se in passato erano solo gli agriturismi a proporre ai loro clienti i prodotti delle proprie campagne, oggi anche gli hotel più chic e i ristoranti stellati puntano sulla strada dell’autoproduzione e del chilometro zero, per regalare una “coccola verde” ai propri clienti. E non esiste più chilometro zero di un orto a portata di mano. Nei piatti di hotel e ristoranti spuntano così i prodotti raccolti a pochi passi dalla cucina, che diventano il fulcro della pietanza, a cui regalano tonalità vibranti e sapori genuini, come solo i prodotti freschi e di stagione possono fare. 

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Gli orto-hotel: quali sono i migliori in Italia?

“Quello che oggi sembra una moda, in realtà è solo un ritorno alle origini, al passato, come erano abituati i nostri nonni, seguendo la stagionalità e senza imballaggi né agenti chimici”, sostiene Giuseppe D’Abundo, executive chef dell’hotel Mezzatorre Resort&Spa di Ischia, che raccoglie erbe aromatiche spontanee e piantate nel giardino a picco sul mare e le inserisce nelle sue ricette: come quella del coniglio semibrado ischitano, cotto nel coccio e servito con gamberi rossi arrosto, broccoli napoletani, maggiorana e timo spontaneo. Gli orto-hotel stanno nascendo un po’ ovunque nel nostro Paese, dal nord al sud, anche nelle regioni fredde come la Valle d’Aosta, come nel caso dell’Hotel Mont BlancVillage di Courmayeur. Una voglia di natura che contagia anche le grandi città: a Roma, lo chef Antonello Colonna ha voluto un orto-giardino sul terrazzo del suo Open Colonna, ristorante-serra all’ultimo piano del centralissimo Palazzo delle Esposizioni.

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 A Milano, alla Cascina Cuccagna, a pochi passi dal centro e con vista sui grattacieli, l’orto rifornisce la trattoria, e tutto è fatto in casa, dal pane, ai dolci, alla pasta. Sempre a Milano, lungo il Naviglio, il ristorante Erba Brusca dà la possibilità di mangiare accanto alle vasche dell'orto, gustando ricette semplici e appetitose proposte dalla chef Alice Delcourt.

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 Ma l’esperienza green in molti casi non si conclude a tavola. Sono tantissime le strutture che danno anche la possibilità agli ospiti di mettere “le mani in pasta”, proponendo corsi per imparare a fare la pasta o il pane. È quello che succede a Borgo Egnazia, incantevole resort pugliese immerso fra ulivi e fichi d’India, dove, oltre a gustare i prodotti dell’orto, gli ospiti dell’hotel possono anche cimentarsi nella preparazione dei piatti della tradizione pugliese, grazie ad una scuola di cucina interna.