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Orgosolo

Sardegna di murales e di resistenza (e di banditi)

Orgosolo è un paese, nel cuore della Sardegna, che dirlo unico è non rendergli giustizia. E’ qualcosa di più. La sua storia, la sua gente, le mura delle sue case sono la Sardegna. Orgosolo non è certo la Sardegna di mare. E non è – men che meno – la Sardegna del turismo e dei turisti. Orgosolo è tutta un’altra storia. A partire dalla sua posizione geografica

 

Orgosolo: storia di fucili, anarchia, vendetta e resistenza

 

(descrizione)

 

Orgosolo si trova in Barbagia (In provincia di Nuoro). Montagne, quindi. E le montagne della Sardegna interna non sono mai state troppo “gentili”. Terra aspra. Incoltivabile. A lungo, terra di banditi.

Orgosolo è la Sardegna più profonda: qui l’odore del mare nessuno sa cosa sia. Qui, la comunità ha alle spalle storie di anarchia e di vendette. Quella di Orgosolo è una comunità che ha sempre fatto scandalo, per quel suo essere testardamente unica. E fuori dalle regole. O meglio, con le sue proprie regole.

Nella storia di Orgosolo c’è stato un tempo in cui per diventare proprietari di un pezzo di terra – di quella terra che garantiva la sopravvivenza – bisognava “rubarla” a chi l’aveva. Occuparla. E non importa se le leggi dello Stato non lo permettevano. Del resto a Orgosolo lo Stato aveva sempre avuto le fattezze di un conquistatore: Cartaginesi, Romani, Bizantini, Spagnoli, Piemontesi. Sempre qualcuno venuto da lontano a porre e imporre il proprio assedio.

Non è facile raccontare la storia di Orgosolo: perché vi si intrecciano resistenza e vendetta. Fucili e anarchia. Quando per esempio un marito, un figlio, venivano uccisi, erano le donne ad alzare gli occhi dal telaio e a esortare alla vendetta: la disamistade.

 

I murales di Orgosolo

 

(descrizione)

 

Oggi che anche Orgosolo ha avuto la sua dose di cambiamenti, il paese porta però i segni di quel suo dna. Ed è diventato un simbolo. Un paese con queste caratteristiche non poteva che dar sfogo alla propria urgenza cercando un’arte popolare, che fosse voce di tutti. Che fosse visibile a tutti. E quell’arte l’ha trovata: i murales.

Non c’è casa, a Orgosolo, che non abbia un murales dipinto sulle pareti esterne. Camminare tra le stradine di Orgosolo significa perdersi in una serie infinita di immagini e di colori. Ma anche attraverso i suoi murales, Orgosolo ha voluto essere unico e anarchico. Basta “leggere” i dipinti. I murales di Orgosolo hanno i temi della protesta e della resistenza. Ci sono donne che manifestano in difesa dei propri diritti; c’è un soldato che non vuole più andare alla guerra; c’è un De Andrè che canta; c’è il racconto di quando gli abitanti di Orgosolo si opposero all'Esercito italiano che voleva creare un poligono di tiro in un'area da sempre aditibita a pascolo libero (e vinsero, dopo dieci giorni di occupazione: era il 1969, e l'evento è ricordato come i "fatti di Pratobello"). Insomma, sulle case di Orgosolo c’è la storia di questa gente di Barbagia.

 

(descrizione)

 

La tradizione dei murales di Orgosolo è iniziata tra la fine degli anno Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Era un modo per aderire – da quassù - alle proteste che in quel periodo si diffondevano un po’ ovunque. E da allora, questa urgenza di raccontare per immagini non si è più fermata. Diventando - anche -  un’attrazione turistica.