/media/post/azg7l4c/miti_curiosita_firenze_meridiana_di_galileo.jpg

Miti e curiosità su Firenze

Storie e leggende

Girando per le strade della città di Firenze ci si trova di fronte a cose di cui pochi conoscono il significato. Alcune sono legate alla storia, altre sono solamente leggende alle quali i fiorentini sono molto legati. Eccone alcune che hanno stuzzicato la nostra curiosità...

(descrizione)

 

L’Acculata: la ruota del Carroccio di Firenze

È una pietra incastonata nel pavimento, un intarsio di marmi policromi che risale alla metà del '500, come tutta la struttura in pietra. La Piazza oggi ospita il mercato del Porcellino, ma anche un tempo svolgeva questa funzione. Il suo vero nome è Loggia del Mercato Nuovo ed era destinata alle sete e ai tessuti pregiati. A partire dal 1640 prese il nome di Loggia del Porcellino, in seguito alla costruzione della fontana a forma di cinghiale. L'Acculata raffigurerebbe la ruota del Carroccio sul quale veniva issato il Gonfalone della Repubblica Fiorentina prima di andare in battaglia. Esiste poi un'altra versione secondo la quale i debitori insolventi o chi si macchiava di reati amorosi, calate le braghe, dovessero battere più volte le natiche denudate sul freddo e duro marmo.

 

Buchette del vino: le finestre più stravaganti di Firenze

Verso la fine del '400, quando il mercato delle stoffe e del lino si scontrò con la concorrenza dei paesi del Nord Europa, Firenze decise di puntare sulla produzione vinicola e in città si diffuse l'usanza della mescita diretta dal produttore al consumatore, saltando l'oste. I palazzi più importanti si dotarono di particolari finestrelle con sportello apribile di legno che, dal cortile interno della casa, o dalla cantina dove si conservavano le botti, comunicavano direttamente con la strada. Passeggiando per la città se ne vedono tantissime incorniciate nella pietra bugnata con la punta superiore a goccia.

 

Finestra del pane: l’elemosina a Firenze

È una piccola buca incastonata in una croce metallica sulla parte destra della facciata della Chiesa di San Martino. Sulla lapide sotto la buca si legge: “Limosine per li poveri vergognosi di San Martino”, ossia l'elemosina per le famiglie ricche che, cadute in disgrazie, avevano vergogna a chiedere l'elemosina. Da qui il detto fiorentino, poi diffuso in tutta Italia, “essere ridotti al lumicino”. Anche all'interno della chiesa c'è una piccola finestra, oggi murata, utilizzata dalla Congregazione dei Buonomini per sfamare gli appestati durante l'epidemia del 1522.

 

Meridiana di Galileo: l’orologio di Firenze

Nel 1633 Galileo Galilei fu costretto all'abiura e al confino a Firenze nella sua villa di Arcetri, vicino all'attuale osservatorio astronomico. Oggi, nella piazza antistante al museo, sul Lungarno, c'è uno strano obelisco di bronzo. Si tratta dello gnomone di una monumentale meridiana solare, con un globo di vetro collocato in cima, la cui ombra per terra indica ora e data. Le linee radiali in ottone sulla pavimentazione della piazza segnano le ore dalle 9 alle 14, quelle trasversali in travertino mostrano il percorso del sole nelle diverse stagioni. Attenzione però, mai fare affidamento alla meridiana per conoscere l'ora precisa, perché rispetto ai normali orologi può avere uno scarto di un quarto d'ora, o ancora di più nei mesi dell'ora legale.

 

La Finestra sempre aperta di Firenze

In piazza della Santissima Annunziata, nel Palazzo Budini-Gattai, detto anche palazzo Grifoni, c'è una finestra che rimane sempre aperta, al massimo con le persiane socchiuse. La leggenda narra che una fanciulla attese per anni invano il ritorno del suo cavaliere, un giovane Grifoni partito in battaglia, e divenendo anziana accanto a quella finestra senza mai perdere la speranza. Il suo fantasma continuò ad affacciarsi sulla piazza nella quale oggi sorge il monumento del granduca Ferdinando I, che sembra guardare proprio nella direzione della finestra, la prima a destra del secondo piano. E se qualcuno prova a chiudere le persiane succedono strani fenomeni...