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Mangiare a New York - Nuove aperture

Mangiare a New York tra idee originali, grandi firme e un pizzico d’Italia

Mangiare a New York è un viaggio nel gusto e nei sapori più diversi, e la gastronomia newyorkese è sempre pronta a rinnovarsi, all’insegna dell’inventiva e della qualità. Le novità e le nuove aperture nel panorama culinario della città, così per decidere dove mangiare a New York, tenete conto delle nuove aperture in città.

 

È difficile stare al passo con la continua evoluzione di New York, la città per eccellenza sinonimo di dinamismo e cambiamento. La quantità di nuove aperture e tendenze più alla moda dà letteralmente il capogiro, eppure anche in questo turbinio, e in una città smisurata come questa, la qualità e l’inventiva riescono sempre a farsi notare e apprezzare.

 

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Tra le aperture più recenti e originali merita una segnalazione Brooklyn Cider House, sbarcato nella Grande Mela a gennaio 2018: Peter Yi e sua sorella Susan hanno creato un tempio dedicato al culto del sidro, prodotto con le mele coltivate nei loro frutteti. Sia bar che ristorante, il locale ha uno stile industrial ed è arricchito da grandi botti dove fermenta la preziosa bevanda. Protagonista assoluto, ovviamente il sidro: ci si cucina la carne, o lo si beve per accompagnare i piatti al posto del vino.

 

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È finalmente arrivata anche l’apertura più attesa del 2017, la prima sede negli USA di DaDong – catena famosissima in Cina per la sua massima espressione di cibo orientale. Il brand fondato dallo chef Dong Zhenxiang ha aperto a Bryant Park e propone, per gustare le sue specialità, un piano chic dedicato alle cene più formali e una zona per i pasti più casual.

 

Era molto atteso anche l’arrivo in città del locale di una vera star: Salt Bae – al secolo Nusret Gökçe – è il macellaio/cuoco turco che spopola sui social grazie alle sue pose mentre affetta la carne e all’immancabile salatura finale, da cui il suo nomignolo. Nusr-Et è la sua prima steak house newyorkese: due sale con tavole in legno lucido, atmosfere orientaleggianti e richiami al mondo della macellazione accolgono i clienti, che possono provare specialità come lokum, un filetto affettato sottile e scottato velocemente, oppure il kofta, un hamburger gigante con aggiunta di kasseri, formaggio greco a latte misto e pasta dura. E se si è fortunati, si può persino trovare il magnetico chef all’opera.

 

Il 2017 vede diventare realtà un altro must dell’immaginario newyorkese, la Colazione da Tiffany: l’omonimo film è diventato iconico grazie alla splendida Audrey Hepburn che, nei panni di Holly Golightly, fa colazione ammirando le vetrine della celebre gioielleria Tiffany & Co. Ora si potrà davvero fare colazione nel tempio del gioiello, grazie al Blue Box Café proprio presso il flagship store di New York, al quarto piano: sulle pareti e nell’arredo l’iconico colore “Tiffany Blue”, in tavola tè e torte, pasticcini e sandwich, ma anche pranzi leggeri e raffinati.

 

Molto interessante Made Nice la versione “fast and casual” del più esclusivo Eleven Park Madison del famoso chef Daniel Humm: una sorta di fast food low cost, sano e gustoso e che da la possibilità di provare la cucina di uno dei maestri dell’arte culinaria a un prezzo contenuto.

 

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Da non perdere anche la nuova apertura della regina del The Spotted Pig, April Bloomfield: White Gold arriva nell’Upper West Side con la sua formula particolare di macelleria con cucina, e comprende fino a quaranta coperti all’interno e venti posti all’esterno.
Nell’ultimo anno il nuovo trend della ristorazione a New York City sono le food hall, veri e propri templi della gastronomia che riuniscono sotto lo stesso tetto diversi venditori e ristoranti.

 

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Tra le aperture più recenti e interessanti The Great Northern Food Hall, ispirata alla cucina nordica dello chef Claus Meyer, il Gotham Market at The Ashland, che ospita temporary restaurant di chef locali, ristoranti permanenti e il famoso locale barbecue Mason Jar, e Eataly, famosa catena italiana appena sbarcata al World Trade Center. All’interno, ristoranti, bar, panificio, supermercato e l’esclusivo Nutella Bar, paradiso dedicato a dolci e dolcetti a base della squisita prelibatezza.

 

Ma Eataly non è un caso isolato, perché a New York gli italiani e la loro cucina spopolano sempre di più: è fresco di apertura Tramezzini, primo negozio in tutti gli Stati Uniti ad essere specializzato in tramezzini. A crearlo, tre ragazzi veneti che hanno brevettato il nome per averne l’esclusiva e importano pane, prosciutto e materie prime direttamente da casa, un’idea che ha già conquistato gli americani.

 

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Ugualmente di successo la creazione di Stefano Callegari, che esporta il suo Trapizzino – nato tra le strade di Roma – nel Lower East Side: la formula è la stessa, un sandwich di pizza da riempire con mille varianti, dal pollo alla cacciatora alle polpette al sugo, e la città ne va già matta.

 

Anche pizza e pasta sono ormai entrati nel cuore dei newyorkesi.
Gino Sorbillo conquista New York: il famoso pizzaiolo, infatti, sbarca al 334 di Bowery Street e prende subito la benedizione del sindaco in persona Bill De Blasio, conquistato dagli strepitosi prodotti del locale.

 

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Lo chef stellato Massimo Sola ha creato invece il suo Sola Pasta Bar nel cuore di Soho, locale dal design sofisticato e curato nei dettagli con l’open kitchen, con un menu che si concentra sulla pasta ed esprime italianità al 100 per cento, dalle materie prime all’eleganza nella presentazione. 


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