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Mangiare a Firenze, tra tradizione e innovazione

Dal pesce alla pizza, piatti storici e ricette rivisitate

Nella ristorazione fiorentina c’è sapore di nuovo. Dal pesce alla pizza a prodotti talvolta insoliti; piatti storici e ricette rivisitate, di stampo cosmopolita: mangiare a Firenze è un viaggio tra tradizione e innovazione che soddisfa tutti i palati.

(descrizione)

Ci sono locali che hanno aperto da poco e ristoranti che hanno aggiunto qualcosa al loro menù.

 

Il Vecchio e Il Mare vanta 40 anni di esperienza in fatto di pesce. Da qualche mese alla migliore tradizione marinara si è aggiunta quella napoletana della pizza di Mario Cipriano, il maestro pizzaiolo che tutti i mercoledì e giovedì propone la sua “Pizza al metro”, 60 cm di un impasto molto leggero fatto con farina macinata di tipo 2 con gemme di grano non termo trattato.

 

Innovazione anche in casa Frescobaldi. Lo scorso novembre ha aperto il nuovo ristorante, dopo l'esperienza oltre manica fatta nel 2014. Alla guida c'è lo chef Roberto Reatini che propone piatti di carne e pesce, pasta e pane fatti in casa, ricette storiche della famiglia rivisitate con grande attenzione alla tradizione toscana, alle materie prime, alla stagione e al territorio.

 

Ambientazione suggestiva e di stile nelle sale che fino a poco tempo fa hanno ospitato il ristorante e lounge bar Le Muse e prima ancora La prova del nove. È l'Atlante, il “circolo del viaggiatore post-moderno”.  Tra velluti colorati e mobili deco, in menù spiccano ricette salate ispirate ai 5 continenti per confermare lo spirito cosmopolita del locale, cocktail sofisticati e soprattutto i dolci proposti dalla chef pasticciera Francesca Benedettelli, architetto che ha deciso di dedicarsi a frolle e pasta choux.

 

Nel più antico mercato di Firenze la bottega di Luca Menoni si è rifatta il look ed è diventata Ristomacelleria. La carne non viene solo venduta ma anche cucinata secondo ricette della tradizione toscana e mangiata direttamente in loco. Tra le specialità c'è l’insalata di lesso, di trippa o di pollo, peposo e stracotto e una ricetta particolare come il maiale tonné. Lo spazio ospita anche mostre di disegno, pittura e fotografia.

 

C.bio (Cibo Buono Italiano Onesto) è la nuova creatura di Fabio Picchi che ha aperto la sua bottega-mercato in Sant’Ambrogio, definito ormai scherzosamente “quartiere Picchi”, visto che il cuoco ha già in zona lo storico ristorante Cibrèo, il Cibrèo Caffè, il Teatro del Sale, il Ciblèo. È una piccola grande bottega-mercato con al suo l’interno un panificio, una gastronomia e una pasticceria. Un luogo dove i formaggi di rara fattura incontrano le produzioni agricole, biologiche o coltivate con “pratiche” biologiche. Un luogo dove il pane è vero, il latte è bio e la pasta fresca profuma l’aria. Un luogo dove in una magnifica terrazza si mostrano e si vendono piante antiche e sementi non ibride. Un negozio aperto al quartiere, che si allea anche con il vicinissimo Mercato di Sant’Ambrogio dove C.bio ha un banco di macelleria e uno di pane-latte-pasta. Con nu Ovo – lovely eggsperience sono le uova toscane allevate all'aperto a fare da protagoniste. Infinite le declinazioni: carbonara, tortello mugellano, tartara di chianina all’occhio di bue e non mancano i grandi classici, ossia al tegamino e in camicia. A ideare le ricette è lo chef fiorentino Mirco Malevolti che utilizza solo prodotti di origine bio, pane e focacce preparati con lievito madre e farine integrali bio.

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