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Magna via Francigena: dal Santuario di Tagliavia a Corleone

La terza tappa della "Magna via Francigena" ci rende testimoni della vera Corleone.

Diciamolo: questa è una delle tappe più attese della Magna Via Francigena, una tappa fondamentale. Perché compiere un cammino non significa soltanto mettere un passo dopo l'altro tra boschi e montagne, ma anche renderci consapevoli del territorio che attraversiamo. E oggi è il giorno di capire Corleone.

 

Magna via Francigena,Tappa 3: dal Santuario di Tagliavia a Corleone

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foto di Gino Di Leo

Cosa ti aspetti dunque da Corleone? Quello che vedrai qui è tutto il contrario di quello che si dice di questa celebre cittadina. Si tratta infatti di uno dei centri più ricchi di storia della Sicilia, tradizionalmente soprannominata “la città dalle cento chiese”, incastonata in uno scenario geologicamente mozzafiato, sopra cui svettano le magnifiche Due Rocche, con le sue cascate. Ecco rivelato, nel nostro video odierno, uno dei grandi di tesori custoditi nel centro storico: all’interno della magnifica Chiesa di Sant’Agostino, come d’incanto, Marilena e Giuseppe ci schiudono alla vista un autentico scrigno, che qui chiamano il “coretto”

 

 

Oggi ho fatto tappa da sola. Ho lasciato le ragazze dietro con Giò, e in cammino a volte è così: le tue gambe vanno di più o di meno, l'importante è ascoltarsi e rispettare il proprio ritmo, soprattutto se i tuoi compagni si sono resi ormai completamente autonomi. Dopo 3 giorni di percorso a piedi, so che Saria e Viola sanno gestire già la maggior parte degli aspetti fondamentali: seguire correttamente la segnaletica, affrontare il maltempo (abbiamo beccato un po' di pioggia ieri), coprire adeguatamente lo zaino, familiarizzare con le tracce sul cellulare, bere a piccoli sorsi, prendersi cura dei piedi a ogni sosta. E poi con loro c'è Giò, che ha deciso di unirsi a noi all’ultimo momento, e che ci condurrà fin dentro casa sua ad Agrigento, visto che è proprio lui l'ultimo ospitaliero della Via. 

E così procedo allegra, immersa nella mia spensierata solitudine. Ma che questa sia una terra dura e amara per molti aspetti è evidente sin dalla sua conformazione. Il fascino è assicurato, tanto da regalare a questa tratta l'emozione del passaggio più bello sin qui compiuto, dalla partenza a Palermo. Tra filari di colture, di vigneti e pomodori, masserie abbandonate, si avvistano le spettacolari propaggini rocciose di Rocca Argenteria e di Pizzo Nicolosi: siamo nella riserva naturale di Bosco della Ficuzza. Lo scenario è lunare, ed ecco che il cammino mi regala un'inaspettata compagnia: poco dietro di me spuntano Luigi, da Modica, e Serena, da Venezia. Con Serena ci eravamo incontrate al bar davanti al Duomo di Monreale, con Luigi nella cena conviviale a Santa Cristina. Trotterelliamo insieme fino a via Giuseppe Impastato, poi le nostre strade si dividono: loro procederanno per Corelone entrando da destra, io piego a sinistra per andare a incontrare Marialicia davanti al simbolico murales che accoglie i pellegrini. Quindi sosterò da Gianluca, proprietario dell'Hotel Leon d'Oro, che mi accoglierà per la notte.

 

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La Corleone delle “cento chiese” è pronta a mostrarsi a noi, la Corleone città di tradizione demaniale e quindi orgogliosamente indipendente, la Corleone che custodisce il cippo miliare, il più antico testimone di pietra di come la Magna Via Francigena passasse proprio di qui, la Corleone snodo fondamentale tra Palermo e Agrigento, tra la costa ovest e l’est.

 

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foto di Gino Di Leo

La sua importanza storica e strategica ne ha fatto poi tristemente la cittadina simbolo dell'assalto mafioso: e i suoi cittadini, caparbiamente, se la sono ripresa. Persone straordinarie come quelle che ho conosciuto, che ci hanno preparato un'accoglienza dal sapore speciale, che non troveremo in nessun altro luogo lungo questa via: Marialicia, Silvana, Silvia, Gianluca, Bernardo, Claudio, Giuseppe, Luca, Niccolò, Marilena, Marianna...per loro mostrare cosa sia davvero Corleone è una questione di vita. 

 

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Città mozzafiato per i suoi panorami, per le due rocche che sono un autentico patrimonio naturalistico, le torri normanne, gli antichi palazzi. Corleone è una sfida turistica per tutti coloro che amano incontrare un viaggio diverso, ribaltando i pregiudizi, il sentito dire. Perché qui c’è soltanto da venire, per tornare e testimoniare prima di tutto ciò che puoi comprendere visitando il CIDMA, il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia. E davanti alla distesa dei faldoni del Maxiprocesso senti salire una commozione pronta a trasformarsi in gratitudine e consapevolezza. 

Corleone è una di quelle tappe della storia d’Italia che tutti dovrebbero visitare: uno dei momenti in cammino più importanti mai vissuti nella mia vita a piedi.

 

La Tappa 3 in sintesi 

Lunghezza: dal Santuario di Tagliavia a Corleone, km 13

Bellezza: 9,5/10 

Difficoltà: 8/10 

Tempo di percorrenza: 4 ore

Dove dormire e dove mangiare: Hotel Ristorante Leon d'oro (Gianluca), tel: 091.8464287. Chiedere del tagliere del pellegrino: una tavola di legno gigante a misura della fame del camminatore! 

Raccomandazioni: Tappa molto esposta, d'estate muoversi nelle ore fresche.

 

DI VALENTINA LO SURDO

Foto di copertina di GINO DI LEO

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