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Le più importanti botteghe di Firenze

Firenze non è solo la culla del Rinascimento, è anche madre di storiche botteghe

 

L'Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella è un'antichissima farmacia domenicana che apre i suoi servizi al pubblico nel 1612. La sua fama si diffuse rapidamente oltre i confini del Granducato. Salvaguardata dalle soppressioni napoleoniche, ma non da quelle del 1866, nel 1871 la farmacia divenne di proprietà del Comune di Firenze. Si chiuse così la secolare attività aromataria dei frati di Santa Maria Novella, la cui sapienza, tuttavia, continua a esprimersi oggi nell’attuale gestione privata che coniuga la lezione del passato con le esigenze del presente.


Nel cuore di Firenze, l'Antico Setificio Fiorentino è un antico mulino di seta che produce i suoi tesori utilizzando telai originali del XVIII secolo. Fu fondata nel 1786 da famiglie nobili fiorentine e successivamente sostenuta dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. È l'erede di una grande tradizione di arte tessile e storia rinascimentale, grazie anche alla sua famosa macchina per ordire basata su un progetto di Leonardo da Vinci, ed è uno degli ultimi laboratori rimasti per la produzione della seta nel mondo.

 

A metà degli anni Cinquanta, l'acquisizione da parte del marchese Emilio Pucci e delle altre famiglie fondatrici della maggioranza azionaria, consentì alla società di produrre tessuti per arredare case signorili di nobiltà italiana e internazionale, e i musei più belli e prestigiosi di tutta Europa. La sua acquisizione da parte della ditta Stefano Ricci nel 2010 ha assicurato la continuazione di questo straordinario gioiello dell'artigianato sotto una direzione fiorentina. Il suo lancio ha portato il lavoro dell'Antico Setificio Fiorentino all'attenzione di un'élite internazionale e ciò ha favorito un rinnovato interesse per lo storico "atelier" che ha recentemente conquistato il mondo della moda e della nautica.


Un'altra manifattura che ha origine antiche è quella di Carlo Ginori. Il marchese, mosso dall'interesse per l'avvento della neonata produzione occidentale dell'Oro Bianco, nel 1735 fonda la sua pionieristica impresa di porcellane nella località di Doccia, a Sesto Fiorentino. Nasce il motivo "a stoia" ancora oggi un "must have" della collezione.

 

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Nei primi decenni dell'Ottocento le nuove sperimentazioni tecnologiche e l'impiego dell'oro affinano soluzioni decorative in linea con la ricerca del lusso tipica del gusto dell'epoca. Nel 1896 viene fondata la Società Ceramica Richard Ginori e, nel corso degli anni, si assiste a una conseguente espansione dell'attività manifatturiera artistica e industriale che si adatta agli stili di ogni epoca. Il 2013 è l'era della rinascita: la Ginori viene acquisita dal Gruppo Gucci e la direzione artistica affidata ad Alessandro Michele. Oggi, come 280 anni fa, Richard Ginori rappresenta l’eccellenza del Made in Italy coniugando artigianalità, creatività e attenzione al progresso.

L'argenteria Pampaloni è stata fondata nel 1902 e oggi è guidata da Gianfranco e Francesco Pampaloni. Le loro creazioni, a forte impatto visivo ed emotivo, hanno fatto il giro del mondo e abilitano l'argento come materiale ancora desiderabile ed estremamente moderno, letteralmente da indossare, come con la bellissima linea di borse. Ma l'aspetto più particolare è costituito dal ristorante: di giorno sala mensa degli operai che la sera si trasformano nei camerieri del ristorante gourmet con luci fioche, stoviglie di pregio, candelabri d’argento, elementi pop e dissacranti come falce e martello in bella mostra o luminarie con neon colorati.

Stefano Bemer ha fondato la sua azienda nel 1983 con l'obiettivo di creare la perfetta scarpa italiana. Ha imparato da solo le infinite variazioni della calzatura, dapprima riparando le scarpe, poi frequentando corsi e laboratori e infine padroneggiando la propria tecnica nel modo in cui è riconosciuta e apprezzata oggi. Grazie all'impegno di Bemer, il marchio è diventato strettamente associato ai più alti standard di eleganza e qualità italiana, e oggi è sinonimo di stile e raffinatezza. Stefano Bemer è venuto a mancare nel 2012 e la sua eredità è passata nelle mani di Tommaso Melani, che col sostegno dell'azienda di famiglia, la Scuola del Cuoio, ha assunto la guida del marchio con l'obiettivo di potenziare la capacità di produzione del servizio su misura, creare un programma di formazione per coltivare la prossima generazione di artigiani e infondere le virtù del servizio su misura in un prêt-à-porter all'avanguardia.


Nel 1774 Francesco Pineider apre il suo primo negozio di cartoleria di lusso nel cuore di Firenze, in Piazza della Signoria, offrendo carte francesi e olandesi personalizzate con maestria dagli artigiani locali. Ben presto il negozio diviene conosciuto per l’unicità dei suoi prodotti e molto presto Pineider diviene il cartolaio di riferimento per la borghesia europea. Alla fine del XVIII secolo, introduce sul mercato lussuosi accessori di pelletteria e per la scrivania e nel 1884 aggiunge gli strumenti da scrittura.

 

La Casa Savoia, i capi dell’amministrazione pubblica, ambasciate diventano clienti del negozio di Piazza della Signoria, ben presto troppo piccolo per soddisfare la crescita impetuosa della domanda. Nel 1867 Pineider apre un secondo negozio a Firenze nella magnifica Via Tornabuoni. Cinque anni dopo, quando Roma diventa la capitale del Regno, i Savoia gli chiedono di aprire un negozio nella città eterna per servire le necessità della corte e della Pubblica Amministrazione. Pineider diventa un marchio famoso in tutto il mondo, grazie alla preferenza accordata da sovrani, personaggi pubblici e del mondo degli affari. Nel 2001 e nel 2009 viene scelto dal Governo Italiano tra i fornitori ufficiali del G8, a Genova prima e a L’Aquila poi, per rappresentare l’artigianalità del nostro Paese. I prodotti selezionati per queste occasioni sono stati offerti ai Capi del mondo, in rappresentanza dell’Italia.