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Le isole Eolie - Vulcano

A Vulcano fanghi, massaggi e panorami mozzafiato per l’isola selvaggia ma trendy, la "perla nera" delle Eolie

 

Vulcano è chiamata "la perla nera" delle isole Eolie, un paradiso di paesaggi unici, vegetazione in contrasto con il mare blu e momenti di vero relax.

 

 

Isola multicolore che sorge dal mare a pochi chilometri dalla Sicilia, Vulcano ha una natura benefica che la rende particolarmente attrattiva per i vacanzieri trendy. Pittoresca con il giallo acceso dello zolfo, il blu profondo del mare e il nero intenso della lava, l’isola è intrisa di leggende: i greci la chiamavano Therasia, che si traduce in “terra calda”, e la riconoscevano come la sede delle fucine del dio del fuoco Efesto, dove forgiava armi per gli dei con l’aiuto dei Ciclopi. Lo stesso dio venne chiamato dai romano Vulcano, da cui il nome dell’isola ritenuta “hierà”, terra sacra dove venivano seppelliti i morti ( le tombe sono ancora visibili nelle grotte dei Rossi).

 

Oggi si sa, i brontolii costanti non sono dovuti al dio che forgia i suoi metalli, ma ai quattro crateri che compongono l’isola e che le hanno dato la particolare conformazione odierna: saltano subito agli occhi il Vulcano della Fossa, il cratere più grande, il Vulcanello e il Monte Aria, e il Monte Saraceno nella zona meridionale del’isola, e colpisce il vasto altopiano di lava e tufo inciso da valloni e circondato da brulle colline ondulate che degradano fino al mare cristallino. 

 

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L’abitato più grande è quello che si estende intorno all’attracco, Vulcano Porto, seguito dalla frazione di Piano, una distesa pianeggiante all’interno di un cratere spento, coltivata e punteggiata di ginestre. C’è anche Gelso, sulla costa sud, semideserta e dominata da un vecchio faro.

 

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I vulcani sono ormai spenti, ma restano molti residui della loro attività nella produzione di zolfo, ed è proprio questo ad aver reso l’isola meta apprezzata e molto cool per i turisti, che la riempiono per provare la particolarissima esperienza dei fanghi sulfurei, una sorta di spa naturale composta da un laghetto che sgorga dal sottosuolo alla temperatura costante di 34°: le proprietà dei fanghi sono indicate per curare dermatiti e malattie delle ossa o respiratorie, oltre che ad essere un trattamento miracoloso per la pelle, che ne uscirà vellutata ma col forte odore di zolfo, da cui sarà difficile liberarsi per almeno una settimana. 

 

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Non sono solo i trattamenti termali però ad attirare i vacanzieri: l’isola ha infatti delle meravigliose spiagge. Una delle più famose e particolari è quella vicina all’attracco di Porto Levante, la spiaggia delle Acque Calde, proprio di fronte alla pozza dei fanghi: si tratta di una sorta di idromassaggio naturale, perché le fumarole sommerse permettono che l’acqua rimanga sempre a temperatura elevata, oltre a creare una vera e propria ebollizione del mare a causa dei gas che fuoriescono dal fondale.

 

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Una stretta lingua di terra separa questa zona da Porto di Ponente, globalmente conosciuta come la Spiaggia delle Sabbie Nere: si tratta di un perfetto arco di finissima sabbia nera bagnato da un mare smeraldino, da cui godere di una vista unica verso i superbi faraglioni, dei torreggianti pilastri di pietra che emergono dal mare. 

 

Andando più a sud ci si imbatte nella suggestiva località di Gelso, che deve il suo nome alle coltivazioni di queste piante dai dolci frutti: qui si trova uno dei luoghi più famosi dell’isola, la Spiaggia dell’Asino, un’insenatura immersa nella natura incontaminata e circondata da acque limpide e azzurrissime; un antico faro domina il panorama che spazia su tutta la costa occidentale, un susseguirsi di scogliere a strapiombo, baie deliziose e grotte nascoste.

 

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Consigliatissima è una gita in barca per visitare alcuni dei luoghi più belli, raggiungibili solo via mare: da Porto Levante si salpa alla volta dello Scoglio delle Sirene, che segna l’accesso a due cale spettacolari separate da promontori lavici, Cala del Formaggio e Mastro Minico. La visita più particolare però è quella alla famosissima Grotta del Cavallo, detta anche Grotta dell’Eremita: accessibile da tre ingressi, al suo interno sono custoditi laghetti, stalattiti, stalagmiti e suggestive cupole.

 

Di sicuro impatto sono anche le escursioni in giro per l’isola: una delle più affascinanti è la camminata che porta al belvedere di Capo Grillo: qui, a circa 400 metri di altitudine, lo sguardo spazia sulla vicina Lipari e abbraccia tutte le altre isole fino a Stromboli.

 

Emozionante anche la visita alla zona di Vulcanello, il piccolo cono vulcanico formatosi davanti agli occhi strabiliati dei maggiori filosofi del II secolo a.C.: collegato all’isola da un piccolo istmo, il percorso per arrivare in cima è estremamente suggestivo, e sul versante opposto si trova l’affascinante Valle dei Mostri, dove la lava negli anni ha scolpito inquietanti figure.

 

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Il trekking più bello però è quello che porta alla cima del Gran Cratere. Scalarne le pareti è come salire sulla ruota panoramica: il sentiero taglia il fianco della montagna, e nonostante la fatica si è suggestionati dalla terra rossa e dal panorama che spazia su tutto l’arcipelago. Lo spettacolo della vetta poi è impagabile: ammirabile da vicino, la voragine del Cratere della Fossa offre la vista di vapori sulfurei bollenti, che emergendo dalla terra colorano la pietra intorno di rosso e giallo ocra. Sembra davvero di passeggiare su un altro pianeta, e quasi ci si aspetta da un momento all’altro di vedere, in fondo al cratere, il dio Efesto che forgia le sue armi.

 

I tesori di Vulcano - La Valle dei Mostri

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Sul versante nascosto della penisola di Vulcanello si cela un misterioso luogo tutto da scoprire: si tratta della Valle dei Mostri, una zona dove l’attività vulcanica degli anni precedenti ha portato la progressiva creazione di bizzarre forme rocciose nate dalla lava, sapientemente scolpite dai venti provenienti dal mare.

 

La valle è raggiungibile attraverso un sentiero che costeggia il versante nord-est di Vulcanello, e si espande su un suggestivo pendio in discesa fatto di sabbia nera: improvvisamente appaiono come dal nulla forme grottesche e fantasmagoriche, che in alcuni casi ricordano le sagome di animali come un grosso leone o un orso sollevato sulle zampe.

 

Basta però un piccolo cambiamento di luce per dare alle formazioni aspetti del tutto diversi: è per questo che si consiglia di visitare la zona nelle prime ore del mattino o verso il tramonto, quando i raggi del sole, con i loro giochi di luci ed ombre, ingannano i nostri occhi e creano nuove forme più o meno terrificanti. E se si  gira intorno alle figure, aspettando che una nuvola di passaggio offuschi il sole, o che le tenebre avanzino o semplicemente se si sbattono le palpebre, in un istante ecco che si crea  un’altra forma, un nuovo mostro.