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Le isole Eolie - Salina

A Salina, nelle isole Eolie, acque cristalline, scogliere a picco e natura rigogliosa per una vacanza di totale realax

Tra le sette gemme vulcaniche che compongono le Isole Eolie, spicca come uno smeraldo l’Isola di Salina, seconda dell’arcipelago per grandezza e considerata la più verde e rigogliosa.

 

 

Conosciuta dagli antichi con il nome di Dydime (“gemella”), in onore dei due coni vulcanici ormai spenti che le conferiscono la sua tipica forma, prese il nome di Salina dal laghetto dove un tempo si estraeva il sale.

 

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Più ci si avvicina, più si nota il manto ininterrotto di vegetazione che - dalle cime del Monte dei Porri e del Monte Fossa delle Felci - scivola giù fino al mare cristallino, in un tripudio di pini, castagni, querce e ancora capperi, oleandri, gerani e ginestre. Il verde, la grande quantità di acqua presente (caso unico nelle Eolie) e le passate eruzioni hanno reso il terreno di Salina il più fertile, permettendo alla popolazione di coltivare due delle specialità dell’isola, i capperi e i vigneti da cui nasce il prestigioso vino malvasia.

 

Proprio questo cuore agricolo rende Salina un luogo appartato ma raffinato, tranquillo ma affascinante con le scogliere e il mare turchese: qui è ancora possibile godere del ritmo rilassato che contraddistingue la vita tradizionale delle Eolie. Inoltre, a renderla ancora più unica, Salina ha tre comuni non appartenenti alla provincia di Lipari, ma autonomi: Santa Marina Salina, Malfa e Leni

 

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Dal porto di Santa Marina, approdo principale dell’isola e grazioso borgo, parte l’unica strada, che si inerpica verso nord lungo le pendici dei monti, costeggiando il suggestivo litorale di rocce scure e a strapiombo sul mare e raggiungendo Capo Faro, dove sorge uno dei resort più famosi del posto.

 

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Proseguendo dalla strada panoramica si raggiunge il paese più grande, Malfa, un centro agricolo che si estende dall’ampia terrazza antistante la chiesa fino giù al piccolo molo: imperdibile qui è la spiaggia di Scario, composta da ciottoli e sassi levigati, immersa in una natura rigogliosa e bagnata da un mare chiaro e limpido.
Lo Scario, inoltre, assume anche degli importanti connotati storici perché fu scalo dei velieri che solcavano i mari tra la Sicilia e la Campania.

 

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Subito fuori Malfa, una strada secondaria corre serpeggiando verso ovest, e dopo pochi chilometri si ferma nel piccolo ma famoso paesino di Pollara, costruito in alto sul promontorio.

 

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La spiaggia di Pollara si estende proprio ai piedi di questa scogliera a forma di anfiteatro: vi si accede tramite una ripida scalinata, dove si può visitare uno dei motivi della fama dell’isola: la casa de Il Postino, in cui fu ambientato l’omonimo film con Massimo Troisi.

 

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Il mare che bagna la spiaggia è trasparente e celeste, e copre un preistorico cratere sommerso di cui ancora son ben visibili i resti; da qui inoltre è possibile ammirare uno spettacolare tramonto, considerato fra i più belli d’Italia, con il sole che tinge acqua e rocce di rosso intenso. Se da Santa Marina ci si sposta verso sud, dopo circa 3 chilometri si può visitare Lingua, una striscia di sabbia vicino la quale sorgono l’antico faro e il laghetto da cui l’isola prende il nome, dove spesso si possono ammirare i bellissimi fenicotteri rosa.

 

Proseguendo ancora oltre si arriva al terzo piccolo borgo, Leni, che sorge ai piedi del Monte Fossa delle Felci fra vigneti e terrazze coltivate. Poco distante da Leni si trovano l’unico camping dell’isola e il pittoresco porto di Rinella, più piccolo e meno frequentato di quello principale, e l’omonima spiaggia, caratteristica per la sua forma a mezzaluna, per la sabbia nera e per le balate, le grotte scavate nella roccia che la sormontano, una volta ricovero per le barche.

 

I fondali bassi e sabbiosi sono un paradiso per gli appassionati di snorkeling che, oltre alla flora e alla fauna marina, possono osservare l’attività vulcanica in fenomeni chiamati sconcassi, che si manifestano con l’emanazione di gas e vapori dal fondale. Tra le attività migliori per esplorare Salina, quelle da non perdere sono in particolare due. Prima di tutto il giro dell’isola in barca, considerato il mezzo migliore per ammirare il mare e le formazioni rocciose, ma anche le scogliere dove sorgono i centri abitati, con le loro tipiche abitazioni bianche che spiccano tra la vegetazione.

 

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Sono moltissime le possibilità di affittare un’imbarcazione o di prenotare un’escursione organizzata: facendo il girò dell’isola si vedrà dal mare l’alta scogliera a strapiombo di Capo Faro fino ad arrivare a un luogo simbolo di Salina, Punta Perciato, con il suo arco di roccia vulcanica plasmato dal mare, che apre la strada alla baia di Pollara e alla restante parte di un cratere inabissato.

 

Qui, dal mare, si gode  di uno scenario particolarissimo di piccole insenature, pareti a picco, grotte incastonate nella lava, acque cristalline e fondali ricchi di vita; la baia si chiude con la scogliera Filo di Branda. La seconda attività è dedicata agli amanti del trekking: l’isola infatti ha molti sentieri e il territorio è tutto Riserva Naturale. Incamminandosi lungo questi percorsi giungere in cima al Monte Fossa delle Felci, un’escursione abbastanza lunga e impegnativa, soprattutto perché in estate è consigliabile farla all’alba, per due motivi: dopo fa troppo caldo, e il momento più bello per arrivare ammirare il panorama è proprio la prima luce del mattino. Arrivati in cima, grazie alla posizione centrale di Salina e ai 962 metri del Monte, si riesce ad avere la vista completa dell’arcipelago, ammirando verso ovest Filicudi e Alicudi, a sud Lipari e Vulcano e a nord est Panarea e, nei giorni di cielo limpido, persino Stromboli