/media/post/q875vqe/alicudi_preview.jpg

Le isole Eolie - Alicudi

Pochi abitanti, vita semplice e tanta natura per una vacanza lontano da tutti ad Alicudi, la più selvaggia delle Eolie, con la sua bellezza incontaminata

La bellezza incontaminata di Alicudi, nelle isole Eolie, da scoprire in una vacanza fuori dal caos e dalla movida, ma dentro le meraviglie della natura e della semplicità

 

Solitaria e senza tempo, Alicudi è l’unica dell’arcipelago eoliano che sfugge alla grande globalizzazione, permettendo all’uomo di restituirsi all’originario rapporto con la natura e con l’essenziale. I paesaggi  raccontano la storia di un popolo che ha preservato nel tempo l’amore per la propria terra, la forza di chi sa vivere con poco, nel rispetto della natura che è la vera protagonista del posto: Alicudi è un perfetto cono che sorge dal mare, abitata solo sul versante meridionale da una manciata di fedeli abitanti, e la sua costa rocciosa è tutta a precipizio verso l’acqua, dove si apre in numeroso grotte.  

 

(descrizione)

 

Non c’è illuminazione sull’isola, e non esistono auto né strade: l’unico modo di spostarsi sono le antiche mulattiere o i sentieri rustici  dove ancora spiccano i colori e i profumi dell’erica che in primavera riempie il paesaggio, da cui l’antico nome dell’isola Ericusa. Le stradine sconnesse sono spesso collegate da lunghe scalinate, e dove il percorso si fa troppo ostico arrivano in soccorso i placidi asinelli a fare il lavoro più duro. È proprio questa pace ad attirare i turisti, non troppi ma abbastanza da giustificare l’esistenza di alcuni servizi turistici che rispettano l’anima dell’isola, semplice e familiare. La vita qui scorre tranquilla, non esistono locali, pub o discoteche, solo l’ingegno degli abitanti che non perdono occasione per riunirsi e godere del piacere di stare insieme in un’atmosfera dal sapore antico.

 

(descrizione)

 

Già dalla barca, arrivando dal mare, si comprende lo scenario particolare di Alicudi: spigolosa e pungente, l’isola ha un aspetto selvaggio, fitto di vegetazione, rocce e scogliere che si perdono nel mare cristallino.

 

(descrizione)

 

L’approdo avviene ad Alicudi Porto, che può essere definito il centro dell’isola, e proprio intorno all’area dello sbarco si possono trovare qualche piccola bottega di generi alimentari e una delle poche spiagge raggiungibili a piedi. Oltre a questa zona, gli abitanti si distribuiscono in una serie di piccoli e caratteristici borghi: la Contrada Tonna è nella zona ovest, una piccola serie di case rurali circondate da terrazze coltivate, Pianicello si trova quasi a 500 metri e la popolazione di madrelingua tedesca ci vive quasi tutto l’anno, San Bartolo è vicino al mare e dedicato al Santo patrono delle Eolie e proprio accanto c’è la Contrada Sgurbio, cinque case chiamate con i nomi dei cinque sensi, raggiungibili più agilmente dal mare che dalla terra.

 

(descrizione)

 

Le spiagge sono tutte di ciottoli, e quelle dove si può arrivarea piedi si concentrano intorno al porto, in un’atmosfera molto caratteristica con le imbarcazioni colorate ferme un po’ ovunque e le reti dei pescatori stese ad asciugare. Le vere meraviglie di Alicudi si scoprono esplorando il mare turchese con delle escursioni in barca: imperdibile lo Scoglio della Galera, proteso come una spada verso la Sciara dell’Arpa, dove la montagna scende a picco direttamente dalla cima. Tappa d’obbligo è nella vicina Spiaggia della Bazzina, una piccola e incantevole insenatura dove il fondale cristallino non supera i 10 metri, ottimo punto per godere della ricchezza dei fondali; affascinante anche la visita alle Grotte della Palumba al Timpone delle Femmine, un fortino naturale dove in antichità di rifugiavano donne e bambini durante gli attacchi dei pirati, e alla zona dello Scario Vecchio, antico approdo circondato da archi nelle rocce.

 

 

(descrizione)

 

Per completare l’esplorazione si deve passare nella zona nord-est: superata la Punta Rossa, così chiamata per l’intenso colore della sua roccia, si comincia ad intravedere la parte non abitata dell’isola. Si tratta di una zona aspra di grandi valloni, ed è attraversata dai “Fili”, sottili lingue di lava solidificata che, intrecciandosi, ricamano il profilo della montagna. Gran parte della zona occidentale è totalmente inabitata e incolta, non ci sono sentieri che la percorrono e anche la zona costiera si presente inaccessibile a causa dell’alta scogliera che impedisce lo sbarco.

 

(descrizione)

 

Per ammirare tutta la selvaggia bellezza di Alicudi da una prospettiva unica c’è un sentiero che si inerpica fino alla cima del monte Filo dell’Arpa (675 metri), una scarpinata faticosa lungo una vera e propria pista in pietra lavica che in cima regala un panorama in grado di ripagare tutto lo sforzo. In alternativa, un po’ di esercizio è offerto dalle rocce della costa a sud del porto: percorrendole con uno sforzo minimo è facile trovare uno scoglio abbastanza largo e comodo dove sdraiarsi comodamente a godere la pace assoluta di questi luoghi, dove gli unici rumori sono le voci dei pescatori al largo, le chele dei piccoli granchi neri nelle piscine naturali fra le rocce e lo sciabordio delle onde.