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La via degli Dei: da San Piero a Sieve a Monte di Fo’

La terza tappa della Via degli Dei regala sorprese e meraviglia.

La giornata inizia subito nel nome di una variante, per andare ad ammirare nientemeno che un crocifisso ligneo di Donatello. Ma le emozioni non sono finite, perché c’è tempo anche per ascoltare una famosa leggenda horror al Passo dell’Osteria Bruciata. Fortuna che ad attenderci per il lauto pasto della sera non ci sono i protagonisti di quest’antica storia, ma lo spettacolare cuoco Daniele!

 

La via degli Dei - Tappa 3: da San Piero a Sieve a Monte di Fo’

(descrizione)

 

La Via degli Dei è un percorso vivente, che si muove, si evolve e si modifica al passo dei suoi viandanti: Simone Frignani lo percorre più volte l’anno per mettere a punto varianti e migliorie che possano esaltare sempre più la ricchezza che questo percorso custodisce. E così, ci svegliamo di buon ora, e dopo la magnifica colazione predisposta dalla famiglia di Marta al B&B La Pieve, ci dirigiamo verso la lussureggiante riserva forestale di Schifanoia, che estende per chilometri un magnifico querceto, superato il quale si raggiunge uno dei più importanti siti religiosi toscani: il Convento di Bosco ai Frati. Il video di oggi, grazie alla guida di Gianni, ci permette di ammirare da vicino il prezioso gioiello custodito nel museo di questa struttura fatta costruire - ancora una volta - dalla famiglia dei Medici.

 

 

Ebbene sì, le sei palle racchiuse in uno scudo svettano anche sull’ingresso di questo convento, di grande valore storico non soltanto quale testimone della presenza medicea, ma anche per essere il più antico ad appannaggio dei Frati Minori in tutta la Toscana. Inoltre, oltre al capolavoro di Donatello, custodisce anche una spettacolare Ultima Cena in terracotta (6 metri per 3,60), massima espressione di Padre Edoardo Rossi, frate e artista vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo.

 

(descrizione)

 

Ci inerpichiamo ancora nel bosco e, salendo sempre più in quota, raggiungiamo l'Osteria Bruciata, un antichissimo passo appeninico che segna un vero e proprio spartiacque mettendo in comunicazione il Mugello da una parte con la Valle del Santerno, che conduce in Romagna, e dall’altra con l’Emilia attraverso il Passo della Futa.

La leggenda horror che tutti raccontano una volta raggiunto il cippo triangolare in pietra a 910 metri di altezza, narra di un’antica locanda gestita da una famiglia di malfattori che derubava i clienti e ne serviva le carni a cena agli ospiti successivi. E il finale della macabra storia dell’Osteria Bruciata è ancora più sorprendente, che merita di non essere anticipato. A risollevare gli animi, ci pensa come sempre la cena: perché se pensavamo che l’esperienza di ieri, da Bonaugo, sia stata casuale, stasera comprendiamo che sarà la costante fino a Bologna! Al camping Il Sergente, infatti, gli avventori accorrono anche da lontano perché lo chef Daniele è uno dei personaggi memorabili della Via degli Dei e della cucina tipica mugellana in generale. Non hai scampo: impossibile esimerti dal sottoporti al suo menù tipico, gustato con le sue accurate spiegazioni. Alla fine del quale non ti resta che pregare affinché l’indomani ti riservi una tappa molto, molto dura: da smaltire ci sono i coccoli fritti serviti con gli affettati, i ravioli fatti in casa con farine di tipo 1 a chilometro zero, i tortelli con sugo di anatra e ripieno di patate, le tagliatelle con sugo di cinghiale e, tanto per non farci mancare niente, una gigantesca fiorentina!

 

La tappa 3 in sintesi 

da San Piero a Sieve a Monte di Fo’(via Bosco ai Frati): km 24,3

Bellezza: 9,5/10 

Difficoltà: 9/10 

Dove dormire e mangiare: Camping il Sergente (Daniele è cuoco e gestore): 055.842 3018

Tempo di percorrenza: 8 ore

Raccomandazioni: Per i punti rifornimento dell’acqua c’è un'unica piccola fonte poco dopo il Passo dell'Osteria Bruciata (Fonte di Paracchia), circa 30 metri fuori percorso; altri punti acqua a Sant’Agata (sulla variante per Sant’Agata), oppure a Bosco ai Frati e a Galliano (seguendo la variante per Bosco ai Frati). Quindi partire ben riforniti.

DI VALENTINA LO SURDO

Foto DI SIMONE FRIGNANI e VALENTINA LO SURDO

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