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La Via degli Dei: da Madonna dei Fornelli a Badolo

La quinta tappa della Via degli Dei è in nome di Adone.

È un crescendo continuo questa Via compiuta all’inverso: oggi si arriva sul Monte Adone, dove l’occhio spicca un volo immenso tutt’intorno, andando ad accarezzare cime e località intitolate agli antichi dèi pagani.

 

La Via degli Dei - Tappa 5: da Madonna dei Fornelli a Badolo

(descrizione)

E prima di arrivare sul Monte Adone, oggi si attraversa Monzuno, paese esemplare di come un cammino possa ispirare un senso di cooperazione davvero unico. In questa località tutto è a misura della Via degli Dei e il clima che si respira qui è quello che ricorda lo spirito che alleggia sul Cammino di Santiago, più che in qualsiasi altro luogo. Tra striscioni che inneggiano alla Via e l’incontro di numerosi viandanti in pausa pranzo, nel video di oggi passiamo indifferentemente dal Bar Ristorante Albergo Montevenere di Cristian al Bar Posta di Beppe - tanto qui ce n’è davvero per tutti! - che ci mostra una collezione sterminata: circa 3000 tazzine da caffè.

 

 

Insomma, Monzuno sembra un po’ la piccola capitale della Via degli Dei. Ma anche a San Piero a Sieve, ad esempio, avevo notato la grandissima cooperazione tra gli ospitalieri e in generale va rilevato come tanti gestori di ospitalità su questo cammino abbiano battezzato le loro accoglienze con nomi che richiamano proprio la Via, segno identificativo e di gratitudine al tempo stesso. Ho preso nota ad esempio del B&B Sulla Via degli Dei, dell’Ostello degli Dei, del Rifugio del viandante (ve ne parlerò più avanti), della Sosta sulla Via degli Dei.

E intanto, ieri sera, è arrivata Marcella. Il suo sorriso rilassato e la sua generosa energia sarà di grande supporto al gruppo, affaticato dalla strada compiuta fin qui. Si darà staffetta con Simone, che ci lascerà a mezza via, dopo aver raggiunto Monzuno, per un impegno familiare. Con lui ci ritroveremo domani direttamente al Santuario della Madonna di San Luca, per l’ultima discesa fino a Bologna. 

Si prospetta una tappa panoramica, con affacci sulla valle del Setta e del Savena, lo sguardo che si perde su lontane cime appeniniche, fino al Monte Cimone. La mattina trotterella allegra, tra querce, castagne e noccioli fino a sbucare in prossimità del B&B Il rifugio del viandante, che ha curato un ampia area di murales tutt’intorno, un imperdibile punto sosta fotografico.

 

(descrizione)

 

Arriviamo quindi a Monzuno e da queste parti la presenza degli antichi dèi pagani è più che mai palpabile. In fondo anche questa località deriva il suo nome da Mons Iunonis e proprio qui vicino si eleva il Monte Venere, sullo spartiacque della valle dei torrenti Savena e Sambro, mentre ieri abbiamo superato il Monte Luario (dalla dea Lua) e più tardi saliremo finalmente sulla grande emergenza della via degli Dei: il Monte Adone. Mangiamo uno snack tutti insieme, poi ci separiamo. A volte “cammino” significa anche assecondare le proprie esigenze, riconoscere i propri limiti, fare delle scelte e separarsi. Simone va per la sua via verso Bologna, Camilla e Alessandra prendono un taxi diretto a Badolo, sono troppo provate, Valentina sale su un bus in direzione Brento dove potrà rilassarsi un po’ visto il ginocchio dolorante, in attesa che io e Marcella compiremo di buon passo i cinque chilometri che ci porteranno da lei.

Finalmente è tempo di ascendere Adone, e lo spettacolo che con Valentina e Marcella godiamo da lassù supera qualsiasi previsione. La tappa merita il punteggio massimo per questo dono inaspettato, rimaniamo in contemplazione per delle mezz’ore, senza fiato. Ci scuotiamo di dosso questa meraviglia dopo non sappiamo nemmeno quanto: sappiamo che dobbiamo rimetterci in marcia perché ci sono ancora chilometri da fare. Quello che vediamo poi vale la lode, ed è la sorpresa che segue - complementare e dolce, come il femminile sta al maschile . al termine di quella poderosa bellezza scolpita nell’arenaria. Perché se la giornata appariva completamente conclusa nell’esperienza dell’ascesa alla montagna perfetta, dominata dall’ardente scalata di Adone, la sera regala l’inaspettato freschissimo abbraccio di un giardino botanico che sembra l’eden: Nova Arbora non è un semplice B&B ma uno stupefacente giardino botanico capace di ammaliarti in una fitta passeggiata tra colori, profumi e fogge di oltre mille specie di piante. Mai visto niente del genere. 

Donatella ci accoglie come delle figlie, spiegandoci i dettagli di questo ennesimo capolavoro naturale e preparandoci già la colazione speziata con le formule che lei stessa prepara per confezionare marmellate, miele, composte, tisane oltre ai liquori, che ci fa assaggiare prima di un’allegra cena tra donne alla rinomata Hostaria di Badolo. Domattina sveglia alle 4: il gran finale non può attendere.

 

La tappa 5 in sintesi: 

Da Madonna dei Fornelli a Badolo: km 26,5

Bellezza: 10/10 con lode 

Difficoltà: 9/10 

Dove dormire: B&B e Giardino Botanico Nova Arbora, tel: 051 847581 (Donatella) 

Dove mangiare: Antica Hostaria della Rocca di Badolo, te: 051 847506

Tempo di percorrenza: 6 ore

 

DI VALENTINA LO SURDO

Foto DI SIMONE FRIGNANI e VALENTINA LO SURDO

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