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La Sardegna di chi ci è nato - Mario Sechi

La Sardegna raccontata da chi l'ha vissuta - Mario Sechi

La Sardegna raccontata da chi ci è nato e ce l'ha nel cuore - Mario Sechi

 

"Il mio florilegio"

Di Mario Sechi, Giornalista

 

 

 

Il mio adorato luogo natio è Cabras, nell’oristanese, dove suggerisco la visita della chiesa di San Giovanni di Sinis, su un’area che fu prima necropoli punica e poi cristiana. E le rovine meravigliose di Tharros, fondata dai fenici, dominata dai cartaginesi, è ancora intatta con strade e fogne romane, le terme.

 

 

 

Da non perdere lo stagno di Cabras, uno dei più grandi d’Europa, con un sistema lagunare ricchissimo, splendidi fenicotteri e pesci che crescono tra acque dolci e salate. Qui si mangia la migliore bottarga di muggine del Mediterraneo e una varietà di piatti anche inconsueti, come la “sa merca”, origini preistoriche, pesce cotto nelle erbe palustri.

 

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Oristano è vicina, e se si capita a Carnevale, vale la pena assistere alla Sartiglia, giostra equestre di grande valore storico: in sella a un cavallo al galoppo e con la spada sguainata bisogna centrare una stella. Intorno, le spiagge di quarzo, Is Arutas, Maimoni, e a sud la movida di Cagliari, città ultramoderna e dinamica, con il Boetto, spiaggia urbana, e località stupende a pochi chilometri, Costa Rei, Villasimius, tutta la costa iglesiente, Buggerru, dove al mare si affianca la possibilità di un turismo industriale minerario.

 

 

 

La Sardegna era il principale giacimento di carbone in Italia, e le miniere sono esempi di un mondo che non c’è più, ecco perché lo chiamiamo archeologia industriale. Risalendo e superando Oristano si arriva a Bosa, molto bella, ed è d’obbligo una tappa a Cuglieri, un piccolissimo centro con fascinose abitazioni che si sviluppano in verticale.

 

 

 

Da lì o si risale verso Alghero, nel cuore della cultura catalana in Sardegna, oppure si va verso oriente per raggiungere Nuoro, città di scrittori, pastori, nobiltà. E naturalmente di storie di banditi che oggi per fortuna non ci sono più. Ha bellissimi murales.

 

 

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In un attimo si arriva ad Orgosolo, piccolo centro adagiato sulla montagna, dove si assapora la varietà della Sardegna. Siamo in montagna, territorio amato dalla gente, perché i sardi diffidano del mare, lo considerano una grande fonte di sostentamento ma anche un grave pericolo. È un pezzo di Sardegna che ha avuto notevole fascino sugli intellettuali italiani, ricordiamo “Banditi a Orgosolo”, film del 1961, un realismo intriso di poesia, capace di raccontare la società agropastorale, il contrasto tra la modernità che arrivava in una Barbagia che voleva conservare le proprie tradizioni.

 

 

 

Più a nord, esplode la bellezza della Costa Smeralda, insenature, scogli, spiagge bianche, lusso. La fascinazione dell’Aga Khan, lo yachting, l’upper class. E poi, La Maddalena, il tempio della vela. Merita un brindisi, magari da Monti, paese della Gallura, culla del Vermentino.

 

 

Continuate a scoprire la Sardegna con il racconto di Gavino SannaValerio Scanu, Giorgia PalmasMario Segni , Melissa Satta e Luca Telese