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La Sardegna dell'artigianato e della gastronomia

Gioielli e filigrana, stoffe e ricami, coltelli e ferro, ceramica e legno, dolci e prodotti tipici

La Sardegna è la regione dove si concentra maggiormente la produzione artigianale di qualità di tutto il paese. Originale, creativo e legato alle proprie tradizioni, il mondo artigiano sardo è oggi vitalissimo e la Sardegna dell'artigianato e della gastronomia, ricca di storia e tradizioni, conquista anche l’estero.

 

Ne sono un mirabile esempio i gioielli in filigrana. Ogni monile è un ponte tra passato e presente, tra antiche credenze popolari e forme estetiche attuali. I gioielli dell’oreficeria sarda conservano il significato simbolico delle origini e parlano una lingua antica che si tramanda una generazione dopo l’altra.

 

Se volete scoprire miti e leggende sull’oreficeria dell’isola, leggete il libro Gioielli, Storia, linguaggio, religiosità dell’ornamento in Sardegna (AA. VV., Ilisso Edizioni, Nuoro, 2004). Le spille in filigrana da portare al petto sono amuleti contro il malocchio, mentre a Quartu Sant’Elena il gioiello più “alto” del costume popolare femminile è la s’agull’e conca: una spilla a forma di margherita, realizzata in filigrana d’oro, e usata per fissare il fazzoletto sul capo.

 

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Le collane (cannacca) possono essere lunghe fino alle ginocchia, decorate con piastrine d’oro e perline come a Iglesias, e composte da bottoni, la forma simbolo del costume tradizionale sardo. I bottoni, da portare anche al collo e non solo ai polsi, hanno forme bombate o a pigna e possono essere sormontati da una pietra semipreziosa. Augurano prosperità, grazie al rosso del granato o del rubino e alla forma che ricorda quella del seno femminile.

 

Ma l’oggetto che più di tutti convoglia gli istinti creativi degli artigiani sardi è l’anello. È simbolo di forze magiche, quello di Salomone allontanava gli spiriti del male, quello di Gige rendeva invisibili, quello di re e sovrani è da baciare come segno di sottomissione all’autorità. In Sardegna il maninfide (che raffigura proprio l’unione di due mani) è il simbolo del fidanzamento come legame eterno; l’anello a fascia è il s’aneddu a granos, simbolo del matrimonio e composto da file di stelline o da cerchietti in filigrana.

 

Giancarlo Moi, che ha negozi in tutta l’isola, è uno degli orafi più noti. Ha vinto premi internazionali e le sue creazioni sono state esposte in giro per il mondo. Realizza gioielli in filigrana d’argento e d’oro, e splendide collane della tradizione sacra. Realizza anelli in argento, a bottone liscio o decorato. Ma se cercate qualcosa di unico scegliete la linea d’oro Inkoro: la filigrana ha la leggerezza della seta e la grazia del merletto.

 

Tradizionali e barocchi sono i gioielli di Loredana Mandas a Cagliari. Sono fatti a mano con pietre preziose o semipreziose. Al suo negozio ammirerete le fasi di lavorazione. Lasciatevi tentare da giada, smeraldi e micro perle che diventano trame di orecchini e ciondoli.

 

Pezzi unici e riproduzioni di antichi gioielli del ‘700 li troverete all'atelier Galdino Saba a Cagliari. A colpire è la bellezza degli orecchini: a grappolo d’uva, con minuziose foglie d’oro e acini di perle; a marighedda, in filigrana con bugne incise; o i bellissimi “a galletto con lantionis”, simbolo di un fidanzamento fatto per amore ma non ancora approvato dalle famiglie.

 

Ispirazione antica e linee contemporanee si fondono nei gioielli di Soha Sardinia. La lavorazione in filigrana sposa la lamina dorata liscia in particolare negli anelli, dove la fascia lucida è sormontata da fili intrecciati e stelline che richiamano le tradizionali forme a fiore e a spirale. Se amate il corallo, è Alghero la città del prezioso rosso. In città e in particolare al negozio La Corallina, lo lavorano in modo eccellente.

 

Se invece preferite un souvenir per la casa, dirigetevi allo showroom di Benito Tramellino. Qui le stoffe artigianali danno vita a bei cuscini, tende e arredi per il salotto, inoltre, sarete tentati da una a selezione di ceramiche e piatti sardi, per trasformare la casa in un ambiente chic mediterraneo.

 

Tra le novità più interessanti, segnaliamo proprio Soha Sardinia. Sulla base di una ricerca sulla longevità dei sardi, l’azienda, già celebre per i suoi gioielli, lancia sul mercato una nuova crema anti-age a base di uva Cannonau, dal forte potere antiossidante. La ceramica assume forme marine e colori accesi nelle creazioni di Arianna Leoni. Lampade, soprammobili a forma riccio, di medusa o corallo, per popolare il salotto di splendide sculture marine.

 

A Castelsardo oltre alle belle spiagge e al caratteristico porticciolo, troverete l’antica e rinomata produzione di cestini intrecciati. Richiamano alle origini contadine del luogo e sono usati come contenitori o come elementi decorativi.

 

Tra le antiche lavorazioni c’è anche quella del sughero. Dalla quercia da sughero sono ricavati non solo i tappi, ma anche brocche e oggetti per la casa. Sono originali le creazioni di Anna Grindi che declina il sughero in accessori e abiti. È sua l’invenzione del suberis, un materiale naturale al 100%, morbido come la renna e leggero come la seta, che la stilista utilizza per tutta la linea di moda, dalla lingerie alle scarpe.

 

Per assaggiare le delizie della pasticceria regionale, fermatevi al negozio Il Castellano, troverete i copuletas (biscotti ripieni di marmellata e decorati con glassa e praline di zucchero), gli aranzada (arance candite con miele e zucchero) e i coricheddos (preparati per le feste, sono dolci che sembrano ricami, pieni di miele e mandorle). Poco più a sud, Alghero vi conquisterà con il corallo e con le sue bellezze, ma concedetevi anche un altro piccolo peccato di gola. L’Isola del Torrone è un laboratorio artigianale dove il croccante è con miele e mandorle, ma anche con liquirizia, menta, Nutella o mirto.

 

Per una panoramica sull’artigianato sardo, visitate il negozio Arte Sarda a Pula, in provincia di Cagliari. Qui troverete i monili tradizionali insieme alle lavorazioni in sughero e legno, agli oggetti in ceramica smaltata per la casa, alle sculture tipiche in ferro battuto e alle stoffe che prendono vita in tende e tappeti colorati.

 

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In provincia di Cagliari, è Assemini il paese in cui la tradizionale arte della ceramica è rinomata non solo nella regione. Dal Neolitico, la ceramica è stata il materiale protagonista: in forme animali e iridescenze smaltate. Qui, al laboratorio di Walter Usai l’argilla smaltata ha i colori forti della terra e le forme classiche (bottiglie di mirto, piatti decorati con le tradizionali figure geometriche) si mescolano alle linee più contemporanee.

 

Se visitate la Gallura, fermatevi a Santa Teresa Gallura. Qui troverete le splendide ceramiche dell’Artigianato Pasella: insieme ai piatti e alle brocche, anche vere e proprie sculture. 

 

Per chi ama le forme contemporanee che strizzano l’occhio al design, c’è il negozio Isola, a Cagliari dove sono raccolti tutti i più rinomati talenti creativi della regione in un unico spazio espositivo. Dalle lampade ai gioielli, troverete di certo il vostro souvenir del cuore.

 

Se invece è la moda il vostro punto debole, andate al laboratorio C+C di Carlo Budroni: le antiche stoffe (tela bisaccia, orbace, lana) riprendono vita in borse fatte a mano. 

 

La tessitura a mano è da sempre uno dei fiori all’occhiello della regione. Le forme sono simboliche e di grande varietà: i cavalli e i cervi per accompagnare i cortei nunziali, i motivi geometrici nei tappeti, floreali negli abiti per le feste, faunistici sugli arazzi e sulle tele. Seguendo il filo delle stoffe, da sud verso nord, ecco alcune tappe principali. In provincia di Cagliari, a Muravera, al negozio/laboratorio Tessuti Sardi mani esperte creano cuscini, tele, tappeti.

 

In provincia di Oristano, il Centro Tappeti Sardi produce tappeti e stoffe per la casa come da tradizione. A Mogoro, la tradizione vuole che fossero le donne a tessere il corredo, e proprio qui, sette donne si sono unite nella Cooperativa Su Trobasciu per lavorare con telaio a mano tutti i filati naturali (seta, cotone, lana, lino).

 

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Le sue ragioni d’uso si sono trasformate nel tempo, rendendolo oggi una creazione ricercata dai collezionisti di tutto il mondo, è il coltello. Il più conosciuto è la resolza pattadesa, e le richieste creano liste d’attesa lunghe mesi. Le lame sarde e quelle di tutto il mondo sono esposte al Museo Culter di Pattada: qui sono ben due i piani dedicati alla storia e all’evoluzione della lama, con particolare attenzione alle origini di quella sarda.

 

Ma se volete acquistarne uno, vi basterà visitare il laboratorio Giagu al piano terra. Qui lavorano il ferro recuperando le antiche forme della lama tradizionale e impreziosendola con materiali innovativi come il corallo, la filigrana d’oro o il damasco. Le loro creazioni sono davvero uniche. Ma il laboratorio vanta anche un altro importante primato: è il solo in cui la lavorazione delle lame è affidata alla maestria di una donna. Maria Rosaria Deroma lavora i coltelli, sovvertendo così un antico retaggio maschilista su questo tipo di lavorazione.

 

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