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Viterbo Cosa Vedere e Cosa Fare

I consigli per sapere cosa vedere e fare a Viterbo in 1, 2 o 3 giorni

Nell’alto Lazio, alla scoperta di Viterbo, per sapere cosa vedere a Viterbo e cosa fare nei territori dalla bellezza medioevale senza tempo anche conosciuti come i luoghi “Tuscia”.

Viterbo è uno dei capoluoghi di provincia del Lazio, conosciuta anche come la “città dei Papi” perché nel XIII secolo il palazzo dei Papi ospitò la curia pontificia per circa 24 anni, allontanandola in questo modo dal clima ostile che all’epoca si era creato a Roma.

(Viterbo cosa vedere: mappa geolocalizzata di viterbo)

Nel tempo Viterbo ha saputo però sviluppare una sua identità ben definita, forte del suo radicato retaggio storico. Ad essa, infatti, appartiene il centro storico medioevale più grande d’Europa, delimitato da mura e circondato da alcuni quartieri moderni molto interessanti.

Viterbo è anche la città che nel 1962 ottenne la medaglia al valore civile per il pesante contributo che ha donato in termini di vite durante la Seconda Guerra Mondiale quando venne praticamente distrutta dai bombardamenti degli alleati.

Essendo una piccola città, Viterbo può essere visitata senza problemi anche in due o tre giorni passando per il palazzo dei papi, le molte chiese e cattedrali, su tutte il Duomo di San Lorenzo, il centro storico medioevale di assoluto interesse e terminando, perché no, rilassandosi tra i giardini di Villa Lante o le sorgenti naturali delle Terme dei Papi.

Di seguito quindi vi riportiamo le cose da fare e vedere se decidete di visitare Viterbo per un week end o una breve vacanza di 3 o 4 giorni.

Viterbo - I Palazzi Storici

Viterbo cosa vedere: Il Palazzo dei Papi

Tra le molte opere d’arte che Viterbo offre, c’è sicuramente il Palazzo dei Papi, costruito in circa 11 anni e più precisamente tra il 1255 e il 1266, venne eretto sul colle di San Lorenzo, il punto più adatto per proteggere il pontefice da eventuali attacchi.

Di assoluto effetto scenografico ed importanza architettonica è la famosissima Loggia, anche conosciuta come Loggia delle Benedizioni, in cui sette archi sono sorretti da esili colonne in un solo lato, perché l’altro è crollato insieme al tetto nel 1350 circa.

La Loggia ospita una fontana appartenente al XV secolo ornata con alcuni riferimenti alla famiglia Gatti e composta da due vasche, quella superiore con getti a forma di testa di leone e sormontata da un ulteriore pinnacolo.

(Viterbo cosa vedere: la loggia delle benedizioni a viterbo)

Tramite la Loggia, si entra nella famosa e maestosa sala del conclave, teatro della celeberrima elezione a pontefice di Gregorio X, fù il conclave più lungo della storia con 1006 giorni prima della fumata bianca.

Il palazzo dei Papi si presenta come una massiccia costruzione che da un lato affaccia a strapiombo sulla rispettiva valle di FAUL e dall’altro direttamente sulla piazza, alla quale vi accede, con un’ampia scalinata che conduce ad un portale con lo stemma di San Bernardino, una mensola con sopra la statua di un piccolo leone e una lapide in memoria di Raniero Gatti, esponente della famiglia che più di tutte contribuì all’ampliamento e alla realizzazione finale del palazzo così come oggi lo conosciamo.

Viterbo cosa vedere: Palazzo degli Alessandri

A Viterbo nel cuore della città e più precisamente all'interno del quartiere storico medioevale di San Pellegrino, sorge una vera opera d'arte il bellissimo e affascinante Palazzo degli Alessandri.

(Viterbo cosa vedere: palazzo degli alessandri)

Uno dei luoghi più fotografati di Viterbo in cui si respira l'aria autentica e magica del Medioevo. Il palazzo infatto è stato restaurato numerose volte con l'intento di riportare alla luce il suo vecchio e originale stile di costruzione.

Oggi, agli occhi dei turisti si presenta proprio in questo modo! Passeggiare ammirando il suo caratteristico profferlo (l'architettura medioevale tipica della città di Viterbo) è un esperienza che difficilmente può essere ritrovata altrove nel mondo.

Uno spettacolo da gustare ancora di più durante la sera quando la magia e l'atmosfera calano nel centro storico di Viterbo ammaliando i turisti e visitatori e regalando un fascino unico.

È solo grazie a papa Innocenzo X che oggi possiamo godere di questa bellezza, infatti, quando gli Alessandri persero la loro influenza in città, vennero cacciati. L'usanza, all'epoca era quella di distruggere e demolire le dimore delle famiglie cacciate, in questo caso però Papa Innocenzo X s'impose e fortunatamente riuscì ad evitare una tale sciagura.

Viterbo cosa vedere: Palazzo Gatti

Passeggiando per il centro di Viterbo ci si imbatte spesso in scorci davvero incantevoli, uno di questi è quello garantito dallo storico Palazzo Gatti.

(Viterbo cosa vedere: il palazzo gatti)

Situato in pieno centro storico, nel quartiere medioevale tipico della città di Viterbo, sorge il palazzo della famiglia che più di tutte per anni ha influenzato la vita politica-amministrativa della città di Viterbo: la famiglia Gatti (in particolare Raniero Gatti per anni il capitano del popolo di Viterbo).

Il palazzo costruito intorno il 1200 porta con sè elementi eleganti molto simili a quelli presenti nel vicino Palazzo dei Papi. Una struttura che al suo tempo era veramente enorme e che oggi possiamo ammirare solo in piccola parte se pensiamo che alcuni scritti riportano la presenza di almeno sei torri. 

Il Palazzo Gatti era senza ombra di dubbio il luogo dove si prendevano le decisioni che definivano il futuro della citta di Viterbo. Un vero luogo di potere, amministrato con caparbietà da questa famiglia viterbese che nei secoli ha però dovuto fare i conti con molti nemici, guerre e faide che l'hanno fiaccata e infine sconfitta, causando il deterioramento del palazzo e la sua conseguente riduzione a come oggi la conosciamo. 

Gli elementi del palazzo che subito saltano agli occhi dei visitatori sono senz'altro le finestre con cornici molto simili agli elementi che ritroviamo nel Palazzo dei Papi e la bellissima terrezza che ora ospita un affascinante giardino pensile, ma che in principio non esisteva, ed era sostituito da un classico tetto a capanna. 

Viterbo cosa vedere: Palazzo Chigi

A Viterbo un importante palazzo storico rinascimentale è senza ombra di dubbio Palazzo Chigi. edificato nel 1500 per volere della famiglia Caetani, passò poi nelle mani della famiglia Chigi, altra famiglia potente dell'epoca. Quest'ultima comicio vari operazioni di restauro accorpando altri edifici al corpo centrale, ma lasciando invariato lo stile tipicamente rinascimentale volto ad enfatizzare l'importanza e il rango della famiglia proprietaria dell'immobile.

(Viterbo cosa vedere: palazzo chigi)

Osservando la facciata e il palazzo nel suo insieme, non si possono non notare le influenze dello stile fiorentino (non a caso Firenze era la città di origine della famiglia Chigi), come le cornici delle finestre del pianno nobiliare e del portone.

Particolare è il Torrione a pianta quadrangolare che sorge di fianco al palazzo e costruito esattamente come tutte le altre torri marcatamente medioevali che ritroviamo in città. Interamente costruito in peperino, così come il palazzo, la torre presentava tutte le caratteristiche architettoniche delle "torri abitate" nel 1200 con una forte impostazione difensiva ma anche abitativa.

Il cortile del complesso invece è di marcato stile rinascimentale cosi come gli interni del piano nobiliare riccamente decorati e impreziositi dalla presenza di deliziosi camini in peperino. Da segnalare la presenza al suo interno un dipinto del famoso pittore viterbese dell'epoca: La Madonna con il Bambino di Antonio Dal Massaro.

Viterbo cosa vedere: Palazzo Farnese

Dirigedosi verso il centro medioevale di Viterbo si passa di fronte un palazzo molto elegante e raffinato: Palazzo Farnese.

(Viterbo cosa vedere: il palazzo Farnese)

Il palazzo sorge vicino il Ponte del Duomo, un'altra opera di rilievo visto che è costruito sugli antichi massi etruschi, inserito in un bellissimo contesto medioevale.

Il palazzo, costruito nel 1200, risulta essere di notevole interesse per gli studiosi, visto l'insieme di elementi architettonici diversi che possono essere ritrovati in esso. A partire dal profferlo utilizzato come nelle più classiche costruzioni dell'epoca, risaltano le finestre della facciata occidentale in pieno stile gotico per quelle del primo piano e in stile rinascimentale per quelle del secodno piano.

Il palazzo si pensa sia stato voluto dalla Famiglia Farnese che si trovò a difende, in un dato periodo storico, la città di Viterbo dagli assalti di Fortebraccio e Giacomo De Vico, e fu la dimora dei figli di Ranuccio Farnese che per molto tempo dimorarono a Viterbo.

Viterbo cosa vedere: Palazzo Mazzatosta

Tra chiese, palazzi e fontane storiche di rilevanza architettonica unica, non si può non citare un palazzo assolutamente caratteristico il Palazzo Mazzatosta.

(Viterbo cosa vedere: il palazzo mazzatosta)

Ancora non è ben chiaro se il palazzo sia mai stato di proprietà dell'importante famiglia viterbese visto l'assenza al suo interno di stemmi inerenti alla famiglia. Originariamente costruito (era il 1200 circa) per ospitare i tesori e gli averi della chiesa che voleva ristabilire il suo potere in città, era infatti, construito con lo scopo sia di essere un abitazione (per la curia e i tesorieri) che una fortezza, come testimoniano i 4 torrioni.

Ad attrarre i turisti sarà certamente il caratteristico profferlo tipico dell'architettura viterbese. La scalinata, il portico e la loggia sono intagliati nella pietra viva e sono il simbolo di un'opera d'arte in cui spicca la fusione dello stile gotico con quello cistercense per dar vita ad un opera dal sapore tipicamente viterbese.

La funzione del profferlo era in quest'occasione prettamente difensiva più che decorativa ed l'unico elemento che negli anni non ha subito modifiche sostanzali. Le famiglie che si sono succedute al suo interno hanno, infatti, pensato bene di apportare numerose modifiche a partire dall'ampliamento degli ambienti interni a discapito del cortile interno.

Viterbo cosa vedere: Palazzo dei Priori

Situato su Piazza del Plebiscito, che da quando è stata aperta nel XIII secolo è diventata il centro politico-amministrativo della città, c'è il Palazzo dei Priori. L'edificio nasce insieme alla piazza, per rispondere alla crescente necessità della città di dotarsi di luoghi e di palazzi adatti all'importanza del luogo allora preposto ad ospitare il Papato con tutta la sua curia.

(Viterbo cosa vedere: Il palazzo dei Priori)

Proprio in occasione di questi lavori di ampliamento e ammodernamento risalenti al 1264 si pensa risali la costruzione del palazzo, anche se, molti studiosi, la fanno risalire al pontificato di Pio II. Il successo e gli investimenti che sono stati destinati a questo palazzo indicano il periodo di notevole sviluppo e fermento che ha vissuto questa città all'epoca, anche grazie alla volontà e all'impulso di Alessandro Farnese meglio conosciuto come Papa Paolo III.

Assolutamente degno di nota l'elegantissimo cortile interno, costruito nel 1600 e su cui si affaccia la loggia del primo piano. La fontana in peperino al centro del cortile è molto caratteristica e culmina con un bronzo di due leoni affiancati da una palma.

La facciata del palazzo è lineare leggermente ammorbidita dal porticato. Gli interni sono stati affrescati a partire dal 1500. Su tutte la Sala Regia con le immagini della storia della città e di alcune storie legate alla mitologia, anche se a rubare l'occhio sono senz'altro i riquadri in cui vengono dipinti i 33 castelli su cui dominava Viterbo.

(Viterbo cosa vedere: sala regia)

Sicuramente interessanti e degne di nota anche le altre sale del palazzo come la Sala della Madonna con una serie di dipinti che rimandano agli episodi che hanno visto protagonista il vicino Santuario della Madonna della Quercia; la Cappella del Comune, ovvero la bellissima Cappella Palatina dedicata ai santi protettori di Viterbo; La Sala Aurora, dall'opera dipinta sul soffitto dal pittore Felice Ludovisi; la Sala dei Paesaggi, anche conosciuta sala delle bandiere; e per finire la Sala del Consiglio, la sala in cui avvengono i consigli comunali e, nei cui dipinti vengono raffigurati momenti storici importantissimi e i personaggi che hanno fatto la storia della città come Ercole e Carlo Magno.

Viterbo cosa vedere: Palazzo del Podestà

Proprio affianco al Palazzo dei Priori, sorge un altro palazzo storico di notevole importanza: Il Palazzo del Podestà.

(Viterbo cosa vedere: palazzo del Podestà)

Edificato nel 1264 come dimora del Capitano del Popolo, nel tempo ha subito moltissimi interventi e ristrutturazioni, oggi è collegato direttamente con un corridoio (conosciuto come la pinacoteca) al palazzo dei Priori.

Salta immediatamente agli occhi la medioevale torre dell'orologio e la caratteristica loggia, che affaccia su Piazza del Plebiscito, la piazza che, dal XIII secolo in poi, ha preso il posto di un vecchio cimitero ed è diventata il centro politico-amministratico e socio-culturale della città di Viterbo.

Viterbo cosa vedere: Palazzo Valentino della Pagnotta

Edificato su piazza San Lorenzo insieme alla Cattedrale e al Palazzo dei Papi contribuisce a creare lo scenario bellissimo che troverete una volta giunti in questa piazza.

(Viterbo cosa vedere: palazzo valentino della pagnotta)

Il palazzetto fu costruito nel XIII secolo ed è un esmpio dell'architettura medioeval. L'elemento caratteristico è senza ombra di dubbio l'arco con funzione sia ornamentale che costruttiva.

Il palazzetto prende il nome di Valentino della Pagnotta facoltosdo agricoltore priore della città nel 1452 e rapresenta oggi, nonostante i numerosi interventi di restaurazione che lo hanno portato alle sue sembianze originali, un perfetto esempio di stile architettonico medioevale tipico della città di Viterbo.

Viterbo cosa vedere: Palazzo Donna Olimpia

Accanto a Porta San Pietro, una delle 13 porte che gestivano l'ingresso all'interno delle mura cittadine, sorge un palazzo storico: il Palazzo Donna Olimpia.

(Viterbo cosa vedere: il Palazzo Donna Olimpia)

Edificato nel XIII secolo, questo palazzo ha subìto notevoli interventi architettonici, parallelamente al cambio delle destinazioni d'uso che questo stabile nel tempo ha subito. Originariamente destinato ai Monaci Cistercensi e, per questo, chiamato anche Palazzo dell'Abate, poggia su una base irregolare e presenta dei forti elementi duecenteschi come le due finestre (bifore) con lunetta traforata. 

Dal 1500 in poi furono molte le modfiche apportate dal cardinale Francesco Piccolomini che fece aggiungere un stabile in più. Così come, una volta che Donna Olimpia, la cognata di Papa Innocenzo X, divenne principessa di San Martino, avviò altri lavori che portarono lo stabile ad unirsi con le case di via San Pietro e dargli la forma e il volume che oggi conosciamo.

Viterbo - L'architettura Cristiana

Viterbo cosa vedere: Il Duomo di San Lorenzo

Assolutamente da vedere a Viterbo anche il Duomo di San Lorenzo che sorge accanto al Palazzo dei Papi. Nasce sulle ceneri di un antico tempio romano dedicato ad Ercole, eretto in stile romanico nel XII secolo viene poi modificato precisamente nel 1570 nella realizzazione di una facciata in totale stile rinascimentale.

Nonostante i notevoli danni subiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il duomo è stato restaurato numerose volte ed è riuscito a raggiungere i giorni nostri portando con sé anche elementi della sua origine romanica insieme agli interventi in stile barocco che ha subito nel corso degli anni. Da notare il campanile assolutamente interessante visto la particolare policromia con la quale è giunto sino a noi.

Al suo interno Il Duomo di San Lorenzo, presenta una suddivisione in tre navate separate da due file di colonne elegantemente adornate da capitelli. Degno di nota è il bellissimo e caratteristico pavimento cosmatesco in linea con la tradizione dei marmorari romani in voga all’epoca.

Il Duomo di San Lorenzo presenta al suo interno una notevole quantità di reperti e, quadri e tavole di pregio, questo anche perché è la sede in cui sono stati sepolti due Papi, uno di questi, il discusso Papa Alessandro IV la cui salma fu spostata in seguito in un luogo segreto forse per paura che venisse trafugata dai suoi nemici o, più probabilmente, durante i lavori di restauro rinascimentale della chiesa stessa.

Viterbo cosa vedere: La Chiesa di Santa Rosa

Nel Centro Storico di Viterbo dentro le mura medioevali sorge l'edificio cristiano più importante della città e dei dintorni: la Chiesa di Santa Rosa.

(Viterbo cosa vedere: chiesa di Santa Rosa)

Il santuario oggi sorge al posto di una piccola chiesa e un monastero di pertinenza una volta delle monache Clarisse. Le costruzioni precedenti appartenevano, si pensa, al 1200 circa mentre la nuova chiesa venne edificata introno il 1850. Nell'antico complesso il Papa dell'epoca Alessandro IV fece traslare il corpo di Santa Rosa che a metà del secolo successivo divenne poi la Santa patrona della città.

Purtroppo perdiamo, del complesso precedente, gli affreschi del Gozzoli che raccontavano la vita della Santa. L'unica testimonianza di questa opera sono degli acquarelli tutt'ora conservati nel museo della città. 

Quando durante la metà dell'800 si procede alla costruzione del nuovo edificio, lo stile cambia e vengono ripresi molti elementi caratteristici dell'epoca rinascimentale e neoclassica, perdendo però quel carico spirituale di cui erano intrisi il monastero e il chiesa precedente. Interessante la cupola, molto grande e rivestita con delle maioliche molto belle e scenografiche.

La Macchina di Santa Rosa

(Viterbo cosa vedere: macchina di santa rosa)

La chiesa è molto legata ad un rito importante e conosciuto a livello internazionale, ogni anno infatti il 3 settembre, la Macchina di Santa Rosa (dal 2013 patrimonio orale e immateriale dell'umanità), un enorme campanile di cartapesta viene trasportata da 100 uomini (i facchini di Santa Rosa), per le vie della citta, ed in particolare dalla Chiesa di San Sisto fino al santuario di Santa Rosa, rievocando proprio lo spostamento della salma della Santa protettrice della città, che per anni implorò inutilmente di essere ammessa tra le Clarisse.

(Viterbo cosa vedere: macchina di santa rosa)

Un evento di un trasporto unico, molto sentito dove la partecipazione è al massimo livello e dove il pubblico, i visitatori e i turisti rimangono estasiati da questo spettacolo e dalla dedizione con la quale ogni anno questa manifestazione vien realizzata. 

Viterbo cosa vedere: La Basilica di San Francesco alla Rocca

A viterbo la Basilica di San Francesco alla Rocca è considerata un luogo del culto cristiano elevato al rango di Basilica Minore. Tra le sue mura sono conservate le salme di due Papi: Clemente IV e Adriano V.

L'edificio è stato costrutio nel 1237 e nel corso dei secoli ha benefciato di numerose ristrutturazioni culminati con numerosi rifacimenti Barocchi che coprirono anche gli originali fregi medioevali. La Basilica venne praticamente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e nel ristrutturarla nuovamente vennero tolti tutti i segni appartenenti alla sua epoca barocca e gli venne ridato il suo antico e originale stile medioevale-romanico.

L'esterno della basilica ha un portale che presenta al suo apice le insegne di Papa PioXII che la insignì dei gradi di Basilica Minore. Al suo interno la pianta è a croce latina con soffitto a capriate. Nonostante i bombardamenti, al suo interno si trovano numerose opere d'arte degne di nota e dall'alto valore criastiano e culturale, tra tutte: la tavola dipinta con la vista di Viterbo (l'unica testimonianza conosciuta di com'era Viterbo nel 1500), la Pietà di Zoroastro e, tra gli altri, i monumeti funerari di Papa Clemente IV e Adriano V.

Una particolarità di notevole importanza che non siamo riusciti a preservare nel corso dei secoli sono gli affreschi opriginali dell'eta romanica fatti come quelli della Basilica di San Francesco d'Assisi, dipinti dal Massaro (detto il Pastura) e andati perduti sia durante le opere di restaurazione del 1700 che durante i disastrosi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Viterbo cosa vedere: La Chiesa Santissima Maria della Verità

La Chiesa si presenta con una facciata completamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra Mondiale. La semplicità con la quale è stata ricostruita non segnala nessuna rilevanza artistico culturale al suo esterno, ma al suo interno, la chiesa merita una visita accurata, a partire dall'affresco quattrocentesco del Balletta riportato sulla controfacciata.

(Viterbo cosa vedere: Chiesa Santissima Maria della verità)

Da segnalare inoltre la Cappella Mazzatosta con l'originale pavimentazione con le maioliche e la cancellata in ferro battuto. Ancora visibili, nonostante i bombardamenti, alcuni frammenti dei preziosi affreschi risalenti al XIII secolo, così come l'Immacolata Concezione dipinta da Ludovico Mazzanti che si può ammirare sull'altare.

La Chiesa Santissima Maria della Verità è un esempio di come Viterbo, anche nei luoghi più improbabili, ospita grandi opere, dal grande valore storico, culturale e artistico, assolutamente da vedere e da studiare.

Viterbo cosa vedere: La Chiesa Santa Maria Nuova

Tra le vie del quartiere medioevale di Viterbo non potete non ammirare la bellissima e ricca di arte chiesa della Santa Maria Nuova

(Viterbo cosa vedere: chiesa santa maria nuova)

Un luogo di culto riedificato in perfetto stile romanico intorno al XII secolo su una vecchia costruzione risalente agli anni 1000 circa. Nel tempo è stata senza ombra di dubbio un polo centrale per la vita del popolo viterbese. La Chiesa, infatti, oltre alla gestione delle finanze comunali, si occupava anche della raccolta e dell'accoglienza per tutti pellegrini che si trovavano a viaggiare passando per Viterbo.

La chiesa stupisce per la sua semplicità e per i particolari che vi si trovano al suo interno. La pianta presenta tre navate divise da due file di arcate sotenute da colonne con capitelli scolpiti tutti diversi l'uno dall'altro. Da notare le bellissime opere e gli affreschi provenienti dalle diverse epoche che questa chiesa ha avuto la fortuna di attraversare come quelle del Balletta e del Pastura.

Tra i numerosi interventi che il luogo di culto ha dovuto sostenere nei secoli, abbiamo sicuramente traccia della copertura interamente rivestita nel XIV secolo con delle pianelle decorate a tempera e in seguito l'allargamento delle finestre, l'aggiunta delle Cappelle del Salvatore e della Cappella del Sacro Cuore fino all'apertura di due nuovi ingressi.

Non mancate di visitare anche l'Antico Chiostro: ripristinato negli anni '60 si pensava fosse stato costruito in epoca Longobarda, nei secoli è stato sotterato (XVII sec.) e usato come cimitero nel corso di una pestilenza, venne poi dissotterrato e reso nuovamente fruibili per i visitatorie i turisti.

Viterbo cosa vedere - Il Centro Storico Medioevale

Il centro storico di Viterbo è costituito dal centro medioevale più vasto d'Europa. Si identifica con il quartiere di San Pellegrino in cui si trovano alcuni elementi unici e tipici dell'architettura medievale come il Profferlo.

Il Profferlo non è altro che una singola rampa di scale che corre lungo tutto l'edifico e termina in una loggia che precede la porta dell'abitazione di riferimento.

(Viterbo cosa vedere: i profferli)

In questo quartiere è degna di nota la Piazza del Plebiscito o come la chiamano gli abitanti del luogo: "piazza del comnune" in cui risiedono la prefettura ed il municipio.

Il corso (precisamente Corso Italia) è senza ombra di dubbio la via principale di questo quartiere e di Viterbo in genere. Questa culmina con la Chiesa di Santa Rosa in onore della santa patrona della città, in cui si venerano le spoglie della Santa. 

Ma il quartiere centrale storico-medioevale di San pellegrino non è solo il Corso, l'rchitettura tipica e la Chiesa del Santo Patrono, ma anche tutta una serie di fontane dal valore architettonico molto importante che abelliscono le piazze di rifermento come Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, Piazza delle Erbe e Piazza della Morte.

A delimitare il Centro Medioevale ci sono le mura, rimaste intatte dalla loro edificazione, e le porte, queste garantivano l'accesso sicuro al centro e sono tutt'ora di fondamentale valore storico simbolico, tra tutte Porta Romana e Porta Fiorentina.

San Pellegrino in Fiore

Il quartiere di San Pellegrino è famoso oltre che per il suo centro storico medioevale unico in Europa, anche per la famosa festa di San Pellegrino in Fiore.

(Viterbo cosa vedere: viterbo san pellegrino in fiore)

Dalla sua prima edizione, ormai 31 anni fà, questa manifestazione nata per coinvolgere i florovivaisti locali e dar vita a una mostra mercato di piante e fiori, è diventata un occasione per colorare di magia e fantasia un quartiere storico medioevale. 

San Pellegrino in Fiore nel corso degli anni ha riscontrato sempre più successo e oggi è una fonte di vitalità, di nuove idee e di originalità, che si sposa benissimo con il granito e l'architettura mediovale del centro storico che, annulamente ormai dal 1987, la ospita.

Viterbo cosa vedere - Quartiere Pianoscarano

Il quartiere Pianoscarano è uno dei quartieri più antichi di Viterbo si pensa che il suo nome derivi dal termine Longobardo "squara" ovvero schiera.

(Viterbo cosa vedere: pianoscarano)

Il quartiere nasce e si sviluppa nel tempo, separato dalla città dal torrente Paradosso ed unita ad essa tramite un ponte. Oggi il torrente non esiste più, al suo posto ci sono campi coltivati e orti, anche se il ponte continua ad esistere e ad essere un collegamento diretto con il centro della città e il quartiere San Pellegrino più precisamente parlando.

Porta Fiorita, una delle porte storiche di Viterbo, era la via d'accesso al quartiere. Nel corso degli anni sia le case, gli edifici comunali che la porta stessa in questo quartiere, hanno subito notevoli interventi, quest'ultima soprattutto è stata chiusa perchè pericolante e poi riaperta solo nel 1970 dopo alcuni interventi di restaurazione.

Il quartiere Pianoscarano essendo sempre stato abitato da contadini e piccoli artigiani, non presenta particolari costruzioni o fregi artistici degni di nota, anche se possiamo trovare due chiese San Carlo e San Andrea e, soprattutto, la fontana del Piano, una fontana dall'alto valore simbolico perchè da qui partì la sommossa cittadina con il Papa Urbano V e i cardinali al suo seguito nel 1367. A causa di questa sommossa il Papa ordinò la demolizione della fontana che venne poi ricostruita nel 1376.

Viterbo cosa vedere - Le 13 porte

Il Centro Storico di Viterbo è circondato da mura medioevali coronate dai classici merli e rafforzate dalle torri di vedetta. Questa ampia cinta muraria, non tutti sanno che era scandita da ben 13 porte alcune di queste tutt'ora aperte e visibili, altre chiuse o scomparse rispetto al progetto originario come Porta Bove (aperta nel 1255 e ora non più visibile perche ostruita da una casa) e Porta San Lorenzo (sotto cui passava l'antica strada che portava al colle del Duomo).

Porta Romana

(Viterbo cosa vedere: porta romana)

Sorge accanto alla più antica e ormai scomparsa Porta di San Sisto (dal nome della Chiesa che sorge lì vicino), all'inizio venne chiamata "Innocenziana", in onore al Papa che la innaugurò, un nome che però durò poco e venne cambiato in Porta Romana in quanto immetteva su Via Cassia, la via che porta a Roma.

Caratteristica la statua di Santa Rosa, la protettrice della città, posta sulla sua sommità così come i numerosi stemmi che ornano la facciata.

Porta della Verità

(viterbo cosa vedere: la porta della verità)

Così chiamata perche sorge vicino alla chiesa di Santa Maria della Verità, su di essa campeggia una grande epigrafe con la sua storia su scritta. Gli stemmi che la ornano sono quelli di Benedetto XII e dei reggenti dell'epoca Oddi e Sermattei.

Porta San Marco

La porta venne chiusa per ragioni di sicurezza nel '500 e poi solo nel 2010 venne riaperta una volta assicurata con i lavori si restauro. La porta mette in collegamento il centro città con la Valle dell'Urcionio.

Porta Murata

Porta Murata deve il suo nome al fatto che dal '500 in poi è stata completamente murata e riaperta solo nei primi anni del 1900.

Porta Fiorentina

(Viterbo cosa vedere: Porta Fiorentina)

In orgine porta Santa Lucia oggi chiamata Porta Fiorentina perchè, così come Porta Romana, immete sulla Via Cassia in direzione di Firenze. Fu restaurata inizialmente nel 1700 circa, ma deve il suo aspetto così maestoso agli interventi del 1860, quando la locale Cassa di Risparmio finanziò l'allargamento con i due archi laterali.

Porta Faul

(Viterbo cosa vedere: porta faul)

Aperta nel '500 in sostituzione della vicina Porta di Valle al di sotto di un antica torre che è stata demolita. Il progetto di questa torre viene attribuito al Vignola, l'architetto che lavorava per la famiglia Farnese e che in onore di questa originariamente venne chiamata anche Porta Farnesiana.

Porta del Carmine

L'unica porta che conserva intatta la bellezza dello stile duecentesco che la caratterizza, questo perchè, era la porta che immetteva nel quartiere povero della città, quello abitato per lo più da agricoltori.

Interessante l'aneddoto secondo cui Urbano V passò per Viterbo con tutti i suoi cardinali attraverso questa porta durante il suo viaggio per riportare la sede papale da Avignone a Roma.

Porta Fiorita 

Situata vicino a Porta San Pietro, è tra le porte più antiche della città. Rimase chiusa per moltissimo tempo dal XV secolo ed è stata restaurata e riaperta solo dalla fine del 1800.

Porta di Valle

(viterbo cosa vedere: la porta di valle)

Sorge praticamente di fianco a Porta Faul che la sostituì. La porta chiamata anche degli Eulali venne riaperta nel 1990 e al suo fianco è ancora possibile vedere l'abside della vecchia chiesa della Palomba.

Porta San Pietro

Una delle porte più antiche della città, originariamente chiamata Porta Salicicchia per il salice con il quale si lastricavano le strade all'epoca. Sorge vicino il Palazzo dell'Abate utilizzato dai Monaci Cistercensi quando d'inverno il loro santuario sulla montagna era troppo freddo per essere abitato.

Porta San Leonardo

Sorge sull'antica strada Etrusco-Romana che portava a Roma. Quando il tracciato di quest'ultima venne modificato perse di valore e venne addirittura chiusa perchè non più frequentata.

Vicino sorse la Chiesa di Santa Maria delle Fortezze distrutta durante i bombardamenti e mai più ricostruita per intero. La porta è di nuovo aperta dopo i lavori di restauro del 2010.

Viterbo cosa fare - Le Terme dei Papi

Fin dai tempi più antichi, e quindi già durante la Civiltà Etrusca, Viterbo e dintroni vanta una grande quantità di acque termali pienamente sfruttate già a quei tempi. Lo stesso Impero Romano, quando si spinse in queste terre, rase al suolo tutti i villaggi e gli insediamenti Etruschi che incontrò sul suo cammino, ma fece tesoro di come questa civiltà utilizzava e sfruttava per il proprio benessere questa preziosa risorsa.

(Viterbo cosa vedere: Viterbo cartina terme dei Papi)

Oggi i siti termali della zona si dividono in tre: Aquae Passeris, Paliano e, la più importante, Bullicame.

Le Terme dei Papi in particolar modo, nascono grazie al fatto che, in epoca medioevale divennero una meta abituale di molti pontefici, tra tutti, Papa Bonifacio IX che, per curare i suoi dolori alle ossa, spesso si immergeva tra le acque termali di questi luoghi.

Il nome lo dobbiamo però a Papa Niccolò V che fece costruire sul posto un palazzo dove poter soggiornare ogni qualvolta avesse avuto bisogno degli effetti benefici di questo sito. Un edificio costruito nel 1450 e quindi, nel pieno rispetto dei canoni architettonici del tempo, fatto di finestre a croce, mura merlate e sale ricoperte di grandi volte, che oggi conosciamo con il nome di Bagno del Papa.

Nel tempo Viterbo seppe valorizzare sempre di più questo sito termale, tanto che importanti artisti e poeti lo citano costantemente nelle loro opere. Tra tutti basti ricordare il cenno al Bullicame di Dante nella Divina Commedia e gli schizzi a penna di Michelngelo che rimase cosi affascinato da questo luogo incontrato durante i suoi viaggi a Roma che non potè fare a meno di disegnarli.

(Viterbo cosa vedere: piscina terme dei Papi)

Oggi le Terme dei Papi sono un importante sito termale adatto a tutte le tasche, dove poter soggiornare per un week end o entrare a far dei semplici e singoli trattamenti.

I prezzi variano a seconda del caso, quello che non cambia è lo spettacolo e il relax di cui si può godere una volta entrati in questo paradiso terreste.

per ogni tipo di info: www.termedeipapi.it

Viterbo cosa fare - Bullicame

Appena fuori Viterbo, si trova una sorgente di acqua sulfurea calda (circa a 58°) che rifornisce un sito termale molto antico e conosciuto all'epoca degli Etruschi e conosciuto già allora con il nome di Bullicame.

(Viterbo cosa vedere: mappa per le terme del bullicame)

Anticamente era una tappa fissa per tutti i viaggiatori che si recavano a Roma, Papi compresi. Inizialmente le sue acque erano utilizzate per mettere al macero la canapa, con la quale ricavavano il famoso e molto richiesto lino bianco di Viterbo, successivamente questa pratica venne vietata proprio per consetire l'utilizzo di queste acque solo per scopi salutari e benefici.

La sorgente era così ben frequentata che lo stesso Dante ha trovato il modo di citarla nella sua opera più grande: la Divina Commedia e, anche Michelangelo, in uno dei suoi viaggi verso Roma, non potè fare a meno di disegnarla (questi schizzi sono tutt'ora conservati in Francia).

Tutt'ora alle Terme Libere del Bullicame è possibile concedersi una bella pausa all'insegna del relax, sfruttando vari percorsi naturali come quello caldo-freddo passando dalla piscina tonda in cui sgorga l'acqua calda a quella rettangolare dove arriva l'acqua a temperature minori.

(Viterbo cosa vedere: terme del bullicame)

L'ingresso è libero e gratuito aperto fino alle 17 l'inverno e fino alle 18 l'estate con la possibilità di un piccolo parcheggio limitrofo non custodito. Un ottimo rimedio naturale per approfittare di alcune proprietà benefiche che queste acque hanno su nostri apparati locomotori, respiratori e anche circolatori.

Come arrivare al bullicame di Viterbo

Ci si arriva facilmente uscendo a Viterbo ovest, e seguendo le indicazioni per Tuscania. Da qui Oltrepassate poi la sede dell’Aeronautica Militare, le Piscine Carletti e prendete la provinciale, dopo 500mt girate a sinistra sulla strada del Bullicame.

Viterbo cosa vedere - gli itinerari in 1, 2 o 3 giorni

Viterbo e la Tuscia sono parte di un itinerario assolutamente da provare. I luoghi da visitare sia nella città che nei dintorni sono molteplici e tutti di interesse storico culturale artistico di assoluto rilievo.

Di seguito alcuni consigli su cosa visitare in un ipotesi di itinerario fatto in 1, 2 o 3 giorni.

Viterbo cosa vedere: giorno 1

Per visitare Viterbo in un giorno e rimanere soddisfatti dovete organizzarvi per iniziare il vostro tour dalla mattina presto.

prendetevi almeno 3 ore e partite da Colle San Lorenzo, li potete iniziare a visitare il "complesso monumentale del colle" composto dal Palazzo dei Papi di cui visitare la famosa Loggia, La Fontana e la Sala del Conclave, dalla Cattedrale di San Lorenzo e dal Palazzo storico Valentino della Pagnotta.

Se si è fatta ora di pranzo fermatevi, scendendo verso il quartiere medioevale, in uno dei tanti ristorantini o locali che incontrerete per la via, a Viterbo si mangia molto bene e la tradizione culinaria è ricca e di qualità.

La seconda tappa del vostro itinerario per visitare Viterbo in un giorno, prevede la visita ad alcuni palazzi storici del bellissimo e caratteristico quartiere San Pellegrino, come Il Palazzo degli Alessandri e Palazzo Gatti appartenuti alle due famiglie più potenti dell'epoca che per secoli hanno battagliato per il dominio sulla città. Durante la visita al quartiere medioevale e ai suoi palazzi storici non mancherete di notare i Profferli, un elemento architettonico unico e caratteristico di questo quartiere e delle città di Viterbo.

Per una pausa e un buon caffe dirigetevi verso Piazza del Plebiscito, questo è il vero centro amministrativo della città qui dovete assolutamente approfittare per visitare il bellissimo Palazzo dei Priori con il cortile interno, la fontana e soprattutto le decorazioni delle sale al suo interno su tutte la sala regia.

Sulla piazza domina anche la torre di un altro palazzo storico anch'esso degno di nota e collegato al palazzo dei priori tramite un corridoio: il Palazzo del Podestà.

Alla fine godetevi la vista della Valle Faul e delle installazioni artistiche che ospita di volta in volta come quella dell'artista americano tutt'ora in essere: "il risveglio" di Seward Johnson. 

(descrizione)

Viterbo cosa vedere: giorno 2

Se invece di un solo giorno avete a disposizione un week end, allora all'itinerario di sopra potete aggiungere senza ombra di dubbio i dintorni.

Viterbo e la provincia, offre un ampio scenario di borghi, parchi, foreste, monti e laghi da visitare, tutti unici tutti originali tutti che vi lasceranno a bocca aperta.

Facilmente raggiungibile da Viterbo con appena 40 minuti macchina è Civita di Bagnoreggio, "la città che muore", un borgo che deve essere visitato. Da Civita ci si puo spostare verso il Lago di Bolsena per un pranzo e una passeggiata post-pasto in riva ad un lago dal fascino intramontabile. Tornando dal lago, ci si puo fermare a Montefiascone per la visita di questo borgo o allungare un pochino se ne abbiamo voglia e raggiungere in 40 minuti Bomarzo e visitare "il giardino dei mostri".

Assolutamente da prendere in considerazione anche la visita di alcuni borghi bellissimi come Calcata anche conosciuta come la "città delle streghe", San Martino al Cimino e il Monte Cimino con le sue foreste incontaminate, il borgo di Tuscania, e poi Caprarola e Palazzo Farnese, e Ronciglione (bellissimo il carnevale se vi trovate nel periodo giusto).

(Viterbo cosa vedere: Civita di Bagnoreggio)

Viterbo cosa vedere: giorno 3

Se il primo giorno avete visitato il centro di Viterbo con i suoi Palazzi storici, le sue chiese e musei. Se il secondo giorno avete dedicato il vostro tempo ai dintorni e ai bellissmi borghi e scenari della provincia di Viterbo. Il terzo giorno sarete esausti e allora vi consigliamo di fermarvi e godere di una delle maggiori attrazioni di questi luoghi: le terme.

Una giornata intera dedicata a voi, al vostro benessere e al vostro relax, per tutte le tasce e per tutte le esigenze. Dalle terme del Bullicame completamente gratuite e a disposizione di tutti, alle Terme dei Papi: una struttura all'avanguardia che propone servizi e trattamenti all'avanguardia leggermente più costosi ma di sicuro valore ed effetto rilassante, depurante e ricostituente.

Viterbo cosa vedere e fare nei dintorni - ville, borghi, laghi, boschi e monti

Viterbo è senza ombra di dubbio un capoluogo ricco di fascino per i suoi incredibili resti archeologici, per le sue testimonianze medioevali per le risorse trermali, per i boschi e tutto l'insieme di attività ed eventi che carratterizzano una città che non smette mai di stupire.

Di seguito vi sgnaliamo altri luoghi d'interesse degni di essere visitati o vissuti: