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Il meglio dell'artigianato di Roma

La Roma del made in Italy

Artigianato e creatività a Roma: abbigliamento casual, di classe o vintage realizzato a mano, tra boutique e laboratori per trovare il vero stile italiano, lo shopping made in Italy a Roma.

di Eleonora D'Angelo

 

Fare shopping a Roma è un’avventura, un viaggio in cui scoprire le eccellenze del Made in Italy, brand irreperibili in altri luoghi e, soprattutto, una grande passione per l’artigianato di alta qualità.

LOL Moda Arte e Design è un tesoro di capi raffinati, classici e mai banali, un concept store dell’eleganza minimal al femminile, dove convivono armoniosamente le fantasie di Mes Demoiselles, la maglieria couture di Liviana Conti, Circus Hotel e lo stile basic di So Nice, Alisa e American Vintage.

Altro indirizzo da segnare è quello di Le Gallinelle, la boutique vintage fondata da Wilma Silvestri nata dalla ricerca di abiti nei mercati di tutto il Mondo e dalla rielaborazione di ogni capo ad opera della stilista (le stampe optical, i pois e ai vestiti anni ’40 sono di casa).

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The Mirror Stage è stato inaugurato un anno fa, ma pare sia diventato in poco tempo un punto di riferimento per il “men’s style”. È uno store dedicato agli accessori da uomo e alle scarpe maschili con una vasta scelta tra Made in Italy e brand inglesi come Grenson e Fiorentini+Baker. la qualità delle scarpe in cuoio, delle fibbie e dei bottoni fatti a mano, si esprime nella lavorazione Goodyear e nell’attenzione per i dettagli. da Officine Creative, il tempio dell’handmade, si fa shopping contribuendo ai progetti etici di roma e d’Italia.

 

Nasce per promuovere gli acquisti solidali ed espone borse in Pvc riciclato “Malefatte” realizzate dai detenuti del carcere di Venezia, gli accessori della Onlus Refugee Scart fatti con una tecnica vietnamica di recupero della plastica e tanti altri articoli in plastica di riciclo. Tra questi ci sono ciondoli e collane con linguette di lattina: piccole opere d’arte fatte a mano.

 

Per Patrizia Fabri aprire l’Antica Manufatturiera Cappelli è stata la coronazione di un sogno, perché, come lei stessa afferma, “i cappelli sono una cosa seria”. Nel 2003 ha ridato vita al più antico laboratorio romano (quello della famiglia Loris) perché la storia dell’artigianato non si perda col tempo. riceve ordini dai più grandi teatri dello stivale (il Teatro dell’Opera, il Teatro Massimo di Palermo) e fornisce idee ed oggetti per le acconciature di Armani, Rocco Barocco e Givenchy. Dagli accessori agli abiti fatti a mano il salto è breve. Da Tina Sondergaard nascono capi artigianali in stile retrò dedicati all’universo femminile.

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La stilista di origine danese ha aperto un laboratorio creativo in cui realizza edizioni limitate e oufit su misura. si dice sia impossibile tornare in questa boutique e trovare gli stessi articoli: si tratta di una vera officina della moda, sempre in movimento, anche la storia di George’s (marchio della famiglia Charmaz) racconta di passione, prestigio e tendenza. Da una parte c’è George’s Officina, punto vendita dedicato alla moda contemporanea dove trovare gli articoli più glam dedicati ad una clientela giovane, disinvolta, che segue la filosofia hipster e streetstyle.

 

Dall’altra le boutique George’s Uomo e Donna, con una vasto assortimento di collezioni classiche in cui l’italian style si mescola ad un gusto inglese senza tempo. Accessori per la casa “afro” e stoffe dai disegni tribali originali si trovano su Manukafashion.com: uno shop online etnico, coloratissimo e “romano” di nuova inaugurazione. È un progetto di imprenditoria sociale basato sull’home-decor, nato nel 2011 come impresa di moda in Malawi.

 

I protagonisti di quest’avventura sono Manuela, Lisa, Valentina ed Emmanuel, un sarto che vive a lilongwe. la cooperativa crea prodotti tessili per la casa e oggetti realizzati a mano (tracolle multicolor, grembiuli, bavaglini, tovaglie, lenzuola e collezioni da tavola), combinando un’ampia gamma di pregiate stoffe africane con tessuti italiani. Il team si avvale di artigiani provenienti dalle società di migranti e offre loro l’opportunità di lavorare e formarsi in Italia.

 

Parte delle realizzazioni è affidata ad una cooperativa che produce tessuti secondo la tecnica “tye-die” (“annodare e tingere”) affidata a donne disabili o malate che, collaborando con l’azienda, possono acquisire competenze e diventare economicamente indipendenti. Più che gioielli le creazioni di Co.Ro Jewels sono architetture prêt-à-poter.

 

Ciò che realizzano le designers Giulia Giannini e Costanza De Cecco (non a caso architetti) è l’unione tra razionalismo e tradizione classica che diventa oreficeria. lo sposalizio prende vita nei bracciali e negli anelli dalla geometria “metafisica” ispirati da opere industriali, case mediterranee e templi: una proiezione diretta della bellezza vista con gli occhi del designer. Ogni gioiello è studiato nei minimi dettagli, con attenzione alla proporzione, al rapporto tra volumi, ma anche – e soprattutto alla portabilità e all’ estetica.