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Il Cammino "Di qui passò Francesco": da Trevi a Spoleto

La dodicemsima tappa del cammino "di qui passò Francesco" ci condurrà in un territorio meraviglioso e anche in questa occasione Valentina farà incontri davvero unici

Dopo aver visitato la chiesa di San Pietro in Bovara, si scende alle idilliache Fonti del Clitunno, paradiso naturalistico apprezzato sin dai tempi dei romani. Percorsi alcuni chilometri pianeggianti giungiamo a San Giacomo, che da queste parti tutti chiamano "la piccola Parigi". Infine, con una facile salita, la tappa termina nella splendida città di Spoleto. Prima di entrarvi, merita una sosta San Sabino, dove Francesco fece il sogno che ispirò la sua nuova vita.  

TAPPA 12: DA TREVI A SPOLETO

(Cammino di qui passò francesco: tappa12 Fonti del clitunno)

CI VORREBBE UN AMICO. Digradano gli ulivi giù dal colle di Terni, costeggiando il Castello di Pissignano a mezzacosta. L'arrivo alle fonti del Clitunno mi riporta a oltre duemila anni fa: la visione del locus amoenus di virgiliana memoria è un invito irresistibile a sostare, ma oggi non posso: ho un collegamento in diretta con la Radio Svizzera Italiana e devo tirar buona buona dritto fino a San Giacomo, dove mi aspetta Sandro e il suo telefono fisso.

(Cammino di qui passò francesco tappa 12: Bar Split a San Giacomo)

In questa parte di Umbria il campo è incerto, e io non posso rischiare di ricevere male col cellulare. Quando arrivo in questa bella cittadina sorta nel 1279 intorno a una villa, una chiesa e a un ospedale, per dare assistenza ai pellegrini diretti - guardacaso - a San Giacomo di Compostela e a Roma, mi prefiggo di capire perché mai questo piccolo borgo venga soprannominato "la piccola Parigi". Decido di farmi un giro, ma vengo distratta da altro, rendendomi ben presto conto che il centro storico è stato segnato dal sisma del gennaio 2017. "Per fortuna non è successo nulla di grave qui", mi raccontano Sandro e Srinka nel Bar Split, il loro locale che porta nel nome l'omaggio all'amata moglie di origini croate. Quest'affiatata coppia sono i miei amici di oggi, anche se per poco non finivamo a litigare: Sandro aveva capito che il nostro appuntamento fosse un'ora più tardi e non c'era verso che rispondesse al cellulare, né al citofono di casa. 

IL BELLO DELLA DIRETTA. Ma quando mi ero ormai abbarbicata in un punto non troppo rumoroso sulla strada, disperatamente aggrappata a due rassicuranti tacche del 4G, ecco che Sandro compare giusto in tempo, e basta uno sguardo frugato nel fondo candido dei suoi occhi che in un istante scocca l'amicizia. La diretta radiofonica è salva e trova rifugio nel silenzioso retrobottega, tra salami e prosciutti che mi pendono sulla testa. Mi accorgo che hanno persino chiuso il locale per non evitare il vociare dei clienti, e intanto mi preparano ogni bendidio: la parte più gustosa dello Split è il retro-negozio, colmo di prodotti tipici. E così, mentre disquisisco di musica barocca con i miei ascoltatori, Sandro mi assembla un poderoso take away con i salami fatti da lui, coppa e salsiccette di cinghiale da masticare nei prossimi giorni.

(Cammino di qui passò francesco tappa 12: bar split salumi)

Noto intanto che sui tavoli al di fuori della porta sbarrata si è formato un capannello di compaesani, incuriositi dai gesti muti di Srinka dietro di essa. Si sono affollati per giocare a carte, oggi come da secoli accade in paesi come questo, e appena finita la diretta telefonica, vengo introdotta ad Alceo, Angelo, Dino e tutti gli altri, mentre sul tavolo vengono chiamati carichi a briscola e a tresette. Ne approfitto per chiedere cosa c'entri il Santo dei Pellegrini con la Capitale di Francia e la risposta mi stupisce: "qui abbiamo tutti un po' la puzza sotto il naso", esclamano gli uomini da sotto i cappelli. 

(Cammino di qui passò francesco tappa 12: verso Spoleto)

AMICI, COME ANGELI CUSTODI. La via per Spoleto non è esaltante, ma in cammino ad esaltarti ci pensano sorprese che non ti aspetti. Come quando mi si avvicina un ragazzino in bici, col padre che lo guarda a distanza. Si chiama Ludovico e suo papà è Lorenzo: amico e guida escursionistica con cui ho condiviso tante avventure a piedi. Ha seguito le mie tracce di oggi, per donarmi la sorpresa di un abbraccio. Guardando il suo sorriso contento di vedermi, mi rendo conto solo ora che sono 12 tappe che cammino da sola, e il ritornello di Venditti si affaccia inevitabile alle mie orecchie anche perché l'amico che ci vorrebbe, stasera dovrebbe arrivare per davvero. Lorenzo è venuto a confermarmi proprio questo, che andrà a prendere a Spoleto Alberto Renzi, per portarlo a Villa Cristina, dove dormirò. E per quanto mi piaccia camminare da sola, ammetto che è una gioia: sono felice di condividere un pezzetto d'avventura tanto bella. Lorenzo Leicht mi saluta dicendomi che sì, anche lui tornerà a trovarmi in cammino, questi sono i suoi sentieri, il territorio dov'è cresciuto e dove abita, e a me fa bene sentirmi protetta, seppure da lontano.

(Cammino di qui passò francesco tappa 12: Villa Crisitna a Spoleto)

Con un po' di pepe in più nelle gambe, prima di giungere alla meta mi concedo una passeggiata per la splendida città "Dei due mondi". Gironzolo fino al limitare del tramonto, per poi attraversare al buio un breve affascinante tratto di bosco che sormonta Spoleto, e mi conduce in un posto magnifico. Dove vive Arcangelo Banconi, 72 anni e due occhi azzurri azzurri, insieme a sua moglie Anna Maria, di undici anni più giovane. È una coppia speciale la loro: lui uomo della terra, innamorato delle api da quando a 7 anni raccolse il suo primo sciame, che nel frattempo è cresciuto sino a 1000 arnie per oltre 200 quintali di miele l'anno (nelle stagioni favorevoli). Lei, donna snella ed elegante, ha l'aria delicata ma è tosta. Stupisce vederla muoversi in piena campagna con la gonna a quadrettini bianchi e neri, il maglioncino leggero di cachemire, le perle alle orecchie e mocassini perfetti ai piedi. Villa Cristina è un'elegante dimora di fine Ottocento, andata in dote a un tale Signora Clementi negli anni Venti del secolo scorso. Di mano in mano, è diventata la casa di Arcangelo e Anna Maria nel 1988, dove le loro differenze si sono unite per accogliere i pellegrini come fossero amici di famiglia. Stasera Villa Cristina è il punto di inizio di una nuova avventura, che inizia con un altro abbraccio. Sì, Alberto è arrivato. 

La Tappa in sintesi

Km: 19,1 km

Tempo: 5 ore

Difficoltà: media

Bellezza: 8,5/10

Cosa vedere: San Pietro in Bovara, Castello di Pissignano, Fonti e Tempietto del Clitunno, San Giacomo, Spoleto.

Dove dormire e mangiare: B&B Piccola Parigi, tel: 0743 277319 (San Giacomo) - Albergo Villa Cristina, tel: 0743 222858; 0743 48036 (Spoleto)

DI VALENTINA LO SURDO

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