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Il Cammino "Di qui passò Francesco": da San Pietro in Vigneto a Valfabbrica

Ottava tappa del cammino "Di qui passò Francesco", non lunga ma ricca di saliscendi, di incontri e di sorprese.

Valentina ci porta verso l'ottava tappa del cammino "Di qui passò Francesco" che indugia ancora in Umbria e che da San Pietro in Vigneto conduce a Valfabbrica.

Il caffè in salita offerto da Vanda, il pomodoro condito con l'olio buono a casa di Antonio e Marinella, l'ospitalità "da mamma" di Anna Rita a Valfabbrica: il sapore di un cammino autentico passa attraverso la condivisione delle proprie cose e della propria casa.

 

Tappa 8: Da San Pietro in Vigneto a Valfabbrica

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"SIGNORINA, LO VUOLE UN CAFFÈ?" Alla fine di una ripida salita, quella che ti conduce a Biscina, una voce spuntata dal nulla mi raggiunge così. Mi giro verso Vanda, profilo magro di donna dai tratti gentili, seduta su un divano fuori di casa, inaspettatamente adagiato lungo la via. Al tavolino di fronte c’è il marito Pasquale, mentre su una vecchia poltrona al lato affonda Angelo, il cognato. A dire il vero, volevo sbarazzarmi di quella salita il prima possibile e stavo proprio per tirare dritta, ma al momento di risponderle "no grazie", quel secondo di sosta negli occhi di Vanda si trasforma in un sì immediato al suo caffè. Sono tutti sugli ottanta, forse li hanno già superati, eppure hanno deciso di continuare a vivere quassù e di comprare pacchi su pacchi di caffè. "Una volta ne abbiamo serviti 35 in un solo giorno!", esclama Pasquale, con uno squillo compiaciuto nella voce. "Talvolta qualcuno ci lascia qualcosa, molto spesso proseguono veloci, così come sono venuti. Ma per noi va bene comunque: quello che conta è la gioia di un racconto, di un passaggio che diventa il momento da ricordare della nostra giornata", mi spiega dolcemente la signora del trio. Pasquale ha persino attrezzato una fonte accanto casa, per dissetare i passanti anche quando loro non sono fuori a fare capannello con il caffè, cui Vanda aggiunge sempre un biscotto che diventa una banana alla mia richiesta d'un boccone di frutta. Ci voleva proprio. Ricambio promettendo che parlerò di quell'invito in salita, e allora ecco che tirano fuori un altro articolo che racconta di loro, pubblicato sull'Huffington Post da Eleonora, camminatrice giornalista come me. 

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L'OSPITALITÀ POVERA. Da lì in poi è tutta una discesa fino a La Barcaccia, dove ad attendermi per il pranzo ci sono Marinella e Antonio. Arrivo da loro che sono le tre passate, e la mia fame trova il morso succoso di un pomodoro dell'orto bagnato in un ottimo olio umbro. Intinte nel piatto ci sono anche delle noci fresche di raccolta. "Qui da noi l'ospitalità è così come siamo: povera. Accogliamo a libera offerta mettendo a disposizione tutto ciò che abbiamo, un pasto vegetariano di patate, insalate, zucchine, fagiolini, cose colte e cotte all'istante, oltre alle uova delle nostre galline. Il piatto forte? Spaghetti con pomodoro e basilico profumatissimi". Marilena Vantaggi ha 58 anni e viene da Terni, è laureata in Agraria ma dal 2014 fa l'hospitalera per il Di qui passò Francesco con il marito Antonio, 54 anni da Napoli, dopo aver viaggiato tanto in Brasile, in Amazzonia, e aver vissuto anche in Grecia. "Per 20 anni ho portato avanti un'esperienza di accoglienza ad Assisi per viaggiatori che cercavano la pace lontano dalle grandi città, poi siamo arrivati qui, con il desiderio di abituare anche i nostri figli alla pratica dell'accoglienza. Così, quando non ci siamo, ci pensano loro: Valentina, che ha 18 anni, aiuta come pasticciera e parla inglese, francese e un po' di tedesco; Damiano, 16 anni, fa il cuoco e prepara lui le camere". Ma ora, dopo una vita spesa a donare, anche per questa famiglia è tempo di chiedere. L'ospitalità povera a donativo non basta per risistemare una casa che ha bisogno di continue cure, così Marinella, che su Facebook si chiama Mari Vantaggio, ha lanciato una campagna di crowfunding per ristrutturarla e poter garantire una migliore accoglienza soprattutto d'inverno. Chiunque li sia andati a trovare, sarà certamente felice di supportare la loro attività cuore in mano. 

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ACCOGLIENZA E SERVIZIO: LO STILE DI ANNA RITA. Non vorrei salutarli, ma è tempo di proseguire sino a Valfabbrica, dove mi fermerò da Anna Rita. So che mi aspetta un'altra ospite speciale, tanto che in centro città mi raggiunge anche Angela Seracchioli. Appena arrivo a piazza San Sebastiano, si apre la porta di Casa Betania e mi accolgono tre sorelle francescane deliziose: Enza, che viene dalla Sicilia, Lidia laureata in architettura e brava cantante che si accompagna con la chitarra, Aimée, una bella suora dal Madagascar. Qualche metro più in là, ecco che un'altra porta si apre: compare Anna Rita, anima dell’Ostello Francescano Il Sentiero. Fino a sette anni fa conduceva una vita cittadina a Foligno, come impiegata in una struttura sanitaria e mamma a tempo pieno. "Poi, passati i 55 anni, una volta che mio figlio mi ha reso nonna di due splendidi nipotini, è sorta l'idea di cambiare vita per mettermi al servizio di una cooperativa di ragazzi disabili. Un gruppo eccezionale, che si dà un gran dafare con molte iniziative coraggiose". Come quella di creare un ostello per pellegrini. Così Anna Rita si consacra a questo progetto, prendendosi cura di ogni suo aspetto, dalla pulizia alla cucina.  "Lo faccio come una mamma: questa è la tappa prima dell'arrivo importante ad Assisi, qui raccolgo l'anima affaticata dai chilometri e dalle emozioni degli avventori che sono sulla via ormai da 8 giorni, mettendo a disposizione il mio impegno nell'accogliere e il mio spirito di servizio". Così Anna Rita imbandisce ogni sera una tavola colma di pietanze, piatti, teglie, ciotole e concoline da cui traboccano le tradizioni gastronomiche umbre con la genuinità che offrirebbe ai propri figli. Perché in un cammino autentico ognuno offre al passante il meglio che può, ed è una gara virtuosa a chi dona di più, lontano da ogni competizione primeggia la vocazione ad assistere e cooperare.  "Perché chi bussa alla porta è una parte di chi, dall'altra parte, la apre".

La Tappa 8 in sintesi

Km: 19 km

Tempo: 5 ore

Difficoltà: media

Bellezza: 8/10

Cosa vedere: Chiesa di Caprignone, Castello di Biscina, Valfabbrica

Dove dormire e mangiare: da Marinella e Antonio, cell: 348 0619660 (Località La Barcaccia) - Ostello Francescano Il Sentiero, Anna Rita: 340 1607456 (Valfabbrica). 

DI VALENTINA LO SURDO

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