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Il Cammino "Di qui passò Francesco": da Gubbio a San Pietro in Vigneto

Settima tappa del cammino "Di qui passò Francesco". Un percorso piacevole e defaticante dopo alcune tappe lunghe e impegnative, con una sorpresa pelosa nel finale.

Il percorso di oggi comincia passando per la Vittorina, dove avvenne l'incontro di Francesco con il Lupo. A malincuore, è tempo di salutare Gubbio. Ma appena giri l'angolo, il cammino è pronto a rapirti con il suo fascino ogni giorno diverso: l'obiettivo di oggi si chiama Eremo di San Pietro in Vigneto. Lo si raggiunge dopo aver attraversato la pianura eugubina, il tempo di qualche falsopiano e di un'agile salita.

Tappa 7: Da Gubbio a San Pietro in Vigneto

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GUBBIO CHIAMA LA NOTTE. Gubbio chiama la nebbia, il fascino del Medioevo. Per questo decido di mettermi in marcia prestissimo, prima dell'alba, e non mi sbaglio: il contatto con questa cittadina così antica e importante per la biografia di Francesco va vissuto con profondità. Niente di meglio del buio quando ancora tutti dormono, così la sera prima avverto Laura che sarei andata via dalla Grotta dell'Angelo prestissimo, lei mi spiega come uscire dalla porta secondaria dell'Hotel, e mi perdo nei vicoli eugubini confondendo la mia ombra nell'oscurità. So che mi aspetta una tappa breve, posso permettermi di procedere guidata dalle emozioni più che dai chilometri da macinare. E ogni volta che mi trovo a camminare a quell'ora in cui nessuno è ancora in strada, rinnovo le sensazioni fantastiche che il cammino sa regalare di notte. L'odore del pane che si fa strada nell'aria, le saracinesche dei caffè sollevate per prime, qualche temerario che fa jogging, poche macchine che non sai se vanno o tornano. Non cerchi la compagnia della musica o di podcast, né di quell'amica sempre pronta a rispondere al telefono. Perché quando la notte risveglia i tuoi sensi e li chiama all'appello severo di un ambiente misterioso è fondamentale essere presenti e attivi, pronti a decifrare segnali di allarme non palesati dal chiarore della luce, a interpretare geometrie che diventano sagome viventi o si confermano inerti. Diventiamo tutti più animali camminando di notte, più civili e silenziosi quando persino gli stimoli acustici sono ancora al riposo. E così arrivo a fine tappa custodendo un silenzio perfetto.

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IVO E MASAKO. Il mio fine tappa si chiama Beccafico, anche se questa tappa leggera non sarebbe in verità terminata. E' la casa/agriturismo di un romano umbro d'adozione, e di una giapponese arrivata lì grazie alla suocera. "La suocera?!"", esclamo io, appena Masako mi racconta di sé. Ivo ricorda così del loro incontro: "Quando papà morì, mia mamma iniziò ad affittare alcune stanze a studenti stranieri. Masako alloggiava da lei, e un giorno si presentarono qui, per qualche giorno di vacanza". Da allora, era il 2001, non si sono più lasciati. Masako ha iniziato a lavorare in campagna come Ivo, ha lasciato la sua precedente vita da cantante lirica, "ma la musica l'ha eredita nostra figlia Giulia: studia tromba e pianoforte al Liceo Musicale di Perugia". 

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UNA SORPRESA PELOSA. L'aspetto però che più rimane impresso ai pellegrini in visita da Ivo e Masako, oltre al pianoforte testimone di tanta musica, oltre alla meravigliosa vista che Ivo commenta come "un balcone sul percorso del Cammino, da cui puoi vedere il Castello e l'Abbazia di Vallingegno, dove Francesco arrivò una volta fuggito da Assisi", oltre all'adorabile ospitalità familiare, l'aspetto più memorabile di questa tappa sono nove morbidissimi quadrupedi peruviani. "Prima avevamo un allevamento di chianine, ma dopo un po' quel vedere quei vitellini andare via non ci piaceva più. Per caso ci siamo imbattuti in un allevamento di alpaca e ci siamo innamorati di questi animali curiosi, simpatici, buffi, che portano tanta allegria ai nostri ospiti. Il più piccolo ha meno di un anno, il più grande sette". E con le loro presenze colorate, riempiono di marrone, nero, grigio e bianco il verde uniforme del loro grande giardino. E così, sapete che c'è? A volte mettersi in cammino significa anche sapersi fermare, e godersi mezza giornata di riposo accarezzando gli alpaca, malgrado manchino tre chilometri all'Eremo di Vallingegno. Sarà che Gubbio, la città di pietra, mi ispira a permanere, fatto sta che oggi mi fermo qui.

La Tappa in sintesi

Km: 16,3 km

Tempo: 5 ore

Difficoltà: facile

Bellezza: 7,5/10

Cosa vedere: Abbazia e castello di Vallingegno, Eremo di San Pietro in Vigneto

Dove dormire e mangiare: Agriturismo Il Beccafico, Frazione Vallignegno 18 - Gubbio. Cell: 380 303 75 87

DI VALENTINA LO SURDO

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