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Il cammino "di qui passò Francesco" da Assisi a Spello

Decima tappa del cammino "Di qui passò Francesco", una delle più belle da un punto di vista naturalistico, con l'ascesa al Monte Subasio e la vista a perdita d'occhio su Assisi, Trevi e Spoleto

Oltre al Monte Subasio, questa decima tappa del Cammino di qui passò Francesco è resa magnifica anche dalla visita all'Eremo delle Carceri e dall'incontro con le "suorine" del Convento Piccolo San Damiano, dove la Madre Superiora è soprannominata Schumi.

Tappa 10: da Assisi a Spello

(descrizione)

SORELLA GIOIA. Chiamatela Schumi, oppure Sister Act: perché lei è una suora che va veloce, di testa e di piedi. Si chiama Annamaria, il cognome non me lo dice nemmeno, perché non ce n'è bisogno: tanto si capisce benissimo che è lei che comanda qui. La Madre Superiora delle suore francescane missionarie del Cuore Immacolato di Maria è tutta sui generis: e quello che vedo tra queste mura è ciò che non ti aspetteresti mai in un convento. Raggiungo la gioia e la leggerezza che Annamaria sparge tra le sue sorelle, di ogni fattezza ed età, dopo una tappa grandiosa: la visita mozzafiato all'Eremo delle Carceri, il romitorio a 800 metri di altezza immerso nel verde, a cinque chilometri da Assisi, dove Francesco si ritirava in periodi di intensa preghiera insieme ai suoi primi seguaci. L'ascesa per otto chilometri  al Subasio, sulla cui sommità è piantata una croce a indicare il punto più panoramico. Alle spalle ricompare Assisi, di fronte Trevi con Spoleto in lontananza, mentre Spello rimane ancora nascosta. Quindi altrettanti chilometri mi portano in discesa fino alla magnifica cittadina di origini romane. 

PARANNANZA E CANZONI. Quando arrivo al Convento Piccolo San Damiano, Annamaria si presenta con il grembiule legato in vita e una voce tuonante che promette canzoni. "Stavo cucinando per tutte quante, perché essere la Superiora significa mettersi al servizio due volte”. Mi basta sentirla esclamare queste parole per chiederle se le piaccia cantare, e lei: “Mia madre mi diceva di cantare quando sono felice, quando sono triste, tanto quello che conta è cantare, sempre“. E così fa contagiando tutte, a partire da Caterina, una delle suore più vecchie tra quelle che hanno scelto di ritirarsi qui. “Sono tredici quelle tra gli 80 e i 100 anni: la campionessa si chiama Suor Teodorica, 100 anni tondi tondi: e ancora ti fulmina con il suo sguardo e con parole piene di presenza”. Il bello è che Annamaria si diverte come una pazza con le sue "suorine", come le chiama lei. "Se non mi ci divertissi davvero, mica riuscirei a cantare dalla mattina alla sera!", e così la gioia della Madre Superiora si trasforma in una festa continua per le consorelle: "Non posso fare a meno di scherzarci, di farle cantare, di prenderle in giro...di incitarle a giocare come delle bambine". Anche se intanto si sono fatte anziane parecchio, "ma continueremo a divertirci insieme, fino a quando ci chiamerà a sé sorella morte”. 

SORELLE EROICHE. Ridendo e scherzando, grazie a Schumi (“mi chiamano così perché quando guido io, la macchina vola“), scopro che molte di queste anzianissime ragazze sono delle suore davvero eroiche, che hanno preso parte a missioni in tutto il mondo: chi per cinquant’anni in Africa, chi per ventisette in Brasile, chi in giro per i lebbrosari della Guinea Bissau. "Per persone come loro, il minimo che possa fare è restituire tutta la gioia per quanto hanno fatto in giro per il mondo", mi racconta, mentre intanto scalda i motori per trasformarsi in Schumi, pronta a sfrecciare in auto chissaddove. “Sandogat, fatti fare una foto!”, esclama per far scansare il micio più amato dai pellegrini, che intanto le taglia la strada. Nel mentre, suor Concettina le saltella intorno salendo poi le scale come un capriolo, con il sorriso di chi sa cos’è la vera pace, lei che ha 89 anni e ha donato la sua giovinezza all’Egitto degli anni Settanta.

Qui al San Damiano capita che la fatica a muovere persino quattro passi sulle proprie gambe riceva il premio di un canto di battaglia, necessario ad alzarsi dal letto per andare a mangiare tutte insieme in refettorio: e quando il cavallo di battaglia è la canzone di montagna preferita da suor Caterina, a 91 anni suonati è la più canterina di tutte,  che Annamaria controcanta con una tromba di voce solfeggiata in accento bergamasco, lo spettacolo è assicurato.

Ma prima di far volare la sua auto rombante, Annamaria cambio suono della voce, e mi racconta altro: di come la comunità di queste suore francescane è speciale proprio perché accoglie le sorelle che hanno bisogno di cure particolari, reduci da un’esistenza al servizio di ammalati, bambini segnati dalla guerra, adulti cresciuti in paesi dimenticati. “Sono a Spello per essere curate loro stesse, e continuano la loro missione con la preghiera. La loro giornata ruota interamente intorno alla preghiera e chi passa da qui tocca con mano che l’eterna giovinezza esiste: e questo accade quando, anche se sei tanto avanti con l’età, porti avanti il tuo compito, che noi abbiamo trasferito nel donare accoglienza ai pellegrini. Con cui condividiamo la nostra gioia di essere donne pienamente realizzate”.

Trovare la gioia in ogni cosa, riuscire a divertirsi e persino a scatenarsi insieme a tredici sorelle anziane e sofferenti, alcune decisamente provate da una vita tostissima alleviata dall’allegria incontenibile di Suor Annamaria, è il dono quotidiano che dal cielo cade a piombo nelle mani dei pellegrini, di passaggio al Convento Piccolo.

La Tappa 10 in sintesi

Km: 16,3 km

Tempo: 7 ore

Difficoltà: media

Bellezza: 9,5/10

Cosa vedere: Eremo delle Carceri, Spello

Dove mangiare e dormire: Convento Piccolo San Damiano delle suore francescane missionarie del cuore immacolato di Maria: 0742-651182.

DI VALENTINA LO SURDO

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