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I tesori archeologici della Sardegna

La lunga storia della Sardegna è testimoniata in tutta l’isola.

La Sardegna è una regione ricca di storia, e per questo sono innumerevoli i suoi reperti, o meglio tesori archeologici.

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La storia della Sardegna è sotto gli occhi dei visitatori, che davanti ai resti della splendida Tomba dei Giganti, o trovandosi a passeggiare nei pressi dell'anfiteatro, non possono fare a meno che rivivere storia, arte e cultura sorpavissute da ieri ai giorni nostri.

 

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A Cagliari, la colonizzazione romana è visibile nei resti dell’anfiteatro. Scavato nella roccia, era adibito allo spettacolo dei gladiatori e conteneva fino a 10.000 spettatori. Nel quartiere di Stampace, gli scavi hanno riportato alla luce la Villa di Tigellio, un complesso di tre edifici, uno dei quali, la “Casa degli Stucchi” è ancora oggi decorata.

 

Nel museo archeologico nazionale di Cagliari sono conservati i reperti degli scavi di Tharros, una città fenicia dell'VIII secolo a.C., L'area si trova nel territorio di Cabras (OR), distesa su un favoloso anfiteatro naturale che guarda il mare.

 

A Pula, sulla costa occidentale, ciò che rimane dell’antica colonia fenicia e cartaginese di Nora occupa l’intero promontorio, all'ombra della torre aragonese del Coltellazzo. È possibile visitarla dalle 9 alle 20 (d’inverno fino alle 17.30), anche con guide esperte sulla storia del sito (ingresso: € 5,50, info: 070 92 14 70).

 

Poco lontano da Quartucciu, a nord-est di Cagliari, è da non perdere un meraviglioso esempio dell’epoca nuragica, la “tomba dei giganti” di Is Concias, un gigantesco monumento funerario che rende ancora più suggestiva la collocazione al limitare della foresta dei Sette Fratelli. Verso la costa, tra Muravera e Castiadas, si ergono i giganteschi menhir di nuraghe Scalas e Cuile Piras, ben 43 megaliti eretti dal terreno e risalenti al III millennio a.C.