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I must dell'Andalusia - Siviglia

L'Andalusia da scoprire attraverso i suoi must imperdibili - Siviglia

Tra i must dell'Andalusia c'è la splendida Siviglia, cuore pulsante, simbolo della "pasiòn andalusa" da vivere al ritmo di flamenco.

 

Come il blues a Chicago, il fado a Lisbona, il tango a Buenos Aires, il flamenco è la colonna sonora di Siviglia. All’alba risuona il canto hondo dei vetturini sulle carrozze ferme a fianco della Cattedrale, la sera echeggia tra le calli la voce roca dei cantaores, nel silenzio notturno s’intrufolano gli arpeggi gitani dei chitarristi che, dai gradini della Inmaculada Concepción di plaza del Triunfo, accennano alla luna le note tristi delle sevillanas.

 

A Siviglia il flamenco è ovunque, vi entra nelle orecchie quando prendete un taxi o camminate sotto un balcone aperto, vi avvolge nei patii inondati di luce d’alabastro, vi lusinga con i suoi gesti sensuali e vi invita alla danza con l’imperioso richiamo di tacchi e nacchere.

 

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La città straborda di scuole, accademie, ritrovi, negozi dove comprare scarpe, vestiti, tocados, peinetas, fiori di seta e mantones de Manila, gli scialli da ballerina andalusa in seta ricamata a mano come i bordados di Juan Foronda. Mentre gli uomini frugano tra i pantaloni attillati e i panciotti ricamati da matador di Antonio García, le aspiranti Carmen si ritrovano da Candela per ordinare abiti da scena, gonne nere da studio e zapatos con tacco rinforzato fatte a mano dagli artigiani di Minorca, oppure nell’atelier artigiano di Angela Ruíz e Adela Cabezas, che creano capi di moda flamenca e lussuosi complementos.

 

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L’ex quartiere ebraico di Santa Cruz, racchiuso tra l’Alcazar e la Giralda, la torre della Cattedrale, è un dedalo di stradine dove di giorno si concentrano i turisti sciamanti dall’Alcazar e di notte si risveglia il duende del flamenco.

 

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I palcoscenici del flamenco, i tablaos, più suggestivi sono l’Auditorio Alvarez Quintero, in una casa con patio nella stradina omonima che sbuca di fronte alla Cattedrale, e la Carboneria, annidato in un vecchio magazzino di carbone della calle Levíes.

 

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Santa Cruz è anche il barrio dei bar di tradizione dove assaggiare le vere tapas sivigliane, la morcilla di sanguinaccio, i ceci e gli spinaci ripassati in padella o i soldaditos de Pavia, filetti di baccalà fritti accompagnati da una copa de tinto de verano. Tra questi, Casa Román in plaza de los Venerables, dove si mangia il miglior jamón jabugo, la Bodega Belmonte di calle Mateus Gagos con le sue teste di toro occhieggianti dalle pareti, Las Teresas di calle Santa Teresa per le tapas de pescado e i formaggi andalusi.

 

Dall’altro versante della sontuosa plaza de San Francisco, dietro la cattedrale, il barrio dell’Arenal è un distillato di memorie e tradizioni, di tori e toreri, di musica e teatro, di peñas flamenche e di confraternite della Semana Santa.

 

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Qui il tablao d’elezione è l’omonimo Arenal, palco privilegiato dei migliori artisti sivigliani. In città non mancano ovviamente i luoghi del flamenco istituzionale: il patio di una abitazione d’epoca fa da location agli spettacoli della Casa de la Memoria, centro di documentazione della cultura sefardita di Siviglia, mentre l’arrampicata al Museo del Baile Flamenco (Calle Manuel Rojas Marcos 3, museodelbaileflamenco.com) porta alla scoperta di collezioni ed esposizioni tra esibizioni dal vivo e a lezioni di danza aperte a tutti nel chiostro settecentesco del museo. A Siviglia passato e presente si mescolano in un tessuto di contemporaneità indissolubile.

 

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Gli hotel d’atmosfera come la Casa Romana, l’Alcoba del Rey de Sevilla o Las Casas de la Judería si nascondono in vecchi palazzi, antichi edifici religiosi, dimore aristocratiche andaluse. I cortili dai mudéjar policromi, i palazzi cinquecenteschi e le abitazioni d’epoca come la splendida Casa de Pilatos s’intrecciano a piazze smisurate ed edifici imponenti.

 

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Monumentale il Collegio Gesuita trasformato in Università, solenni le linee rinascimentali dell’Archivio General de Indias, gigantesche le architetture della Cattedrale, una Notre Dame iberica in cui il barocco abbaglia con la sua funerea sontuosità, immensa la neo-moresca Plaza de España, uno dei luoghi simbolo di Siviglia.

 

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Smisurato il moderno Metropol Parasol, flessuosa struttura di metallo e legno finlandese che troneggia a mo’ di fungo sulla plaza de la Incarnación, confermando come Siviglia sia la città andalusa in cui l’anima spagnola si manifesta nelle sue forme più esasperate, scenografiche e spettacolari.

 

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