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Gli otto luoghi più pericolosi dove vivere sulla terra

Uragani, Tornado e deserti quando vivere è una sfida

Vi portiamo nei luoghi più pericolosi dove vivere sulla terra tra laghi della morte, uragani e deserti. Scordatevi ogni comodità e non abbiate paura.

Gran parte della popolazione mondiale è abituata a vivere nelle città, circondata da comodità e al sicuro da molte insidie naturali. Esistono però luoghi così pericolosi che è difficile credere che qualcuno sia disposto a viverci.

Coraggio, intraprendenza e spirito di adattamento, queste sono le capacità necessarie per vivere in questi luoghi: ecco gli otto luoghi più pericolosi dove vivere sulla terra.

 

Il polo del freddo (Verkhoyansk, Russia)

 

(descrizione)

 

Nel cuore della Siberia, tra la tundra ghiacciata, Verkhoyansk è la più antica città al di sopra del circolo polare artico. Da oltre tre secoli i Russi hanno colonizzato questo luogo, vivendo in un continuo inverno per oltre nove mesi l'anno. Verkhoyansk è definita la città più fredda al mondo (il recordo è di -67 gradi centigradi), senza dimenticare che da settembre a marzo le ore di luce sono meno di cinque al giorno. Oggi questa città attrae molti "turisti estremi", attratti soprattutto dal freddo estremo di questa città fuori dal comune.

 

La montagna di fuoco (Mount Merapi, Indonesia)

Questo vulcano, sull'isola di Java, ha eruttato oltre 60 volte negli ultimi cinque secoli, causando migliaia di morti tra le popolazioni locali. Ma questo non ha scoraggiato gli oltre 200.000 abitanti che vivono nei villaggi intorno al vulcano.

 

La tempesta perfetta (Gonaives, Haiti)

 

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Questa città, che è la più grande di Haiti, si trova nel golfo di Gonave, lungo il percorso naturale che molti cicloni seguono nel Mar dei Caraibi. Gonaives negli ultimi anni è stata flagellata della tempeste tropicali, ma nonostante questo continua ad essere uno dei centri più ferventi dell'isola di Haiti.

 

Il lago della morte (Lake Kivu, Repubblica Democratica del Congo/Rwanda)

 

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Il Kivu è uno dei più grandi laghi africani, situato lungo i confini del Congo e il Rwanda. Al di sotto della sua superficie, ci sono oltre due trilioni di metri cubi di gas metano e biossido di carbonio. Se rilasciati dalle sue profondità, questi gas potrebbero uccidere oltre due milioni di persone che vivono sulle sponde del lago.

 

Le isole effimere (Maldive)

Le Maldive sono tra i paradisi tropicali più in pericolo nel mondo: il suo nemico è l'innalzamento dei mari. Le 1190 isole e atolli che compongono le Maldive hanno un'altezza massima di circa due metri sul livello del mare. Negli ultima anni il presidente della Conferedazione sta investendo molti dei soldi del turismo per programmi di rilocazione per le popolazioni locali. Negli ultimi anni infatti oltre il 30% della popolazione ha perso la casa a causa dello tsunami del 2004.

 

La capitale degli uragani (Grand Cayman)

 

Le Isole Cayman, territorio inglese situato a circa 180 chilometri a sud di Cuba, sono conosciute per le immersioni e per gli alberghi di lusso. La più grande delle tre isole, Grand Cayman è la capitale mondiale degli uragani. Negli ultimi 150 anni quest'isola è stata colpita da oltre 60 tempeste, spesso con risultati catastrofici. L'ultimo, l'uragano Ivan, è stato nel 2004, una tempesta di categoria 5 che ha squassato l'isola per giorni.

 

Il corridoi dei tornado (Oklahoma City/Tulsa, Oklahoma)

 

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Lungo la statale 44 si trovano le città di Oklahoma e Tusla, due delle città più popolate dello stato di Oklahoma. Ogni primavera l'aria fredda e secca delle Montagne Rocciose scende lungo le pianure e l'aria calda e umida del Golfo del Messico sale verso nord, le due correnti si ritrovano lungo quella che è chiamata la Tordado Alley, il "corridoio dei tornado", giusto in tempo per la stagione delle grandi trombe d'aria.

Dal 1890, oltre 120 tornado hanno colpito Oklahoma City e le aree circostanti, uccidendo centinaia di persone e distruggendo migliaia di case.

 

Il deserto che cammina (Minquin County, Cina)

Un tempo era un'oasi fertile, poi dopo una decade di siccita questa zona è diventata un vero e proprio deserto di sabbia che dal 1950 ha inghiottito oltre 150 chilometri quadrati di terra. Dal 2004 il deserto cresce al ritmo di 10 metri l'anno ma nonostante questo la popolazione continua a lottare con le pessime condizioni climatiche di questi luoghi. 

 

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