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Gli hotel di Firenze tra storia, cinema e letteratura

Tra le mura degli hotel di Firenze si è consumata la “realtà” letteraria e cinematografica

Firenze ha fatto sognare i lettori di “A room with a view”, ripercorrendo i gesti di lucy Honeychurch affacciata alla finestra della “pensione Bartolini”, a contemplare l’Arno e Ponte Vecchio. E se sappiamo che la pensione Bartolini non esiste più, o forse non è mai esistita, sono impresse nell’immaginario collettivo le stanze dell’Hotel degli Orafi, location dell’omonimo film di James Ivory. Dormire a Firenze è evocarne in sogno la bellezza, tra storia, cinema e letteratura.

 

Lucy Honeychurch, protagonista del famoso romanzo di Edward Morgan Forster “A Room with a view”, adorava svegliarsi in una stanza della pensione Bartolini, nella Firenze di inizio '900, che affacciava sull'Arno e Ponte Vecchio. Oggi questa pensione non esiste più, ammesso che sia mai esistita, ma esiste l'Hotel degli Orafi dove James Ivory ha girato il film ispirato al romanzo.
L'Hotel è stato, però, ristrutturato di recente, perdendo un po' l'aura autentica della residenza fiorentina di quel tempo.

 

Un luogo che invece è rimasto intatto e dove si respira tutta la storia del posto è la Pensione Annalena, di fronte all'ingresso del Giardino di Boboli, in via Romana.
Annalena era una giovane fanciulla fiorentina adottata da Cosimo il Vecchio. Quando nel 1439 la ragazza sposò il capitano di ventura Baldaccio di Bicci dei Medici, Cosimo le diede in dote il palazzo di via Romana e la coppia vi andò a vivere. Ma dopo pochi anni la belezza della fanciulla suscitò il desiderio, non corrisposto, di tale Bartolomeo Orlandini che fece assassinare Baldaccio. La vedova trovò rifugio nella preghiera e trasformò il palazzo in un convento che dopo la sua morte prese il suo nome.

 

Nell'800 l'istituzione religiosa fu soppressa e da 1919, dopo diversi passaggi di proprietà, l'edificio oggi ospita una pensione. Da allora nulla è cambiato, dai mobili allo spirito tutto è rimasto intatto a quando Montale era solito soggiornare in quelle stanze quando si incontrava con la misteriosa Clizia che ispirava le sue poesie. E ancora intatta è la camera di Carlo Levi quando nel 1944, di passaggio a Firenze, scrisse “Cristo si è fermato a Eboli”.

 

Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi hanno spesso soggiornato lì grazie alla vicinanza del Teatro Goldoni, e come loro tanti altri attori famosi. Quasi tutte le stanze si affacciano sul giardino secolare attraverso una terrazza in cui è ideale consumare una colazione o sorseggiare un bicchiere di vino all'imbrunire.