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Firenze: i capolavori del Museo del Bargello

Le opere di Donatello, Michelangelo, Buonarroti e Giotto

Tra i più noti musei di Firenze, il Bargello custodisce alcuni capolavori dei più importanti artisti fiorentini, da Michelangelo a Donatello, da Buonarroti a Giotto.

(descrizione)

 

Non si può perdere l'occasione di visitare uno dei musei più importanti di Firenze: il Bargello. Così noto ma così lontano dalle mete turistiche non di eccellenza (questo fortunatamente può essere positivo, visto che non troverete la coda dei Grandi Uffizi), dove potrete trovare i capolavori assoluti di Michelangelo, Donatello con i suoi David, Giambologna, Cellini, Della Robbia...

 

Soffermarsi sul Buonarroti è quanto mai d'obbligo. La sua testa di Bruto così sapientemente sbozzata ed erroneamente considerata incompiuta, la torsione del collo così sensuale ed il profilo greco, lo sguardo severo e lontano ma al contempo sereno, i capelli crespi incorniciano quella che a modesto parere dello scrivente è la conformazione cranica più bella e perfetta della storia dell’arte; altorilievi di Natività e Madonne dolcissime e struggenti di un’incommensurabile tenerezza.

 

Nel cortile al piano terreno una gigantesca statua del Giambologna, un colosso marmoreo di un erotismo e di una plasticità assoluti. Non sapevamo che Benvenuto Cellini avesse eseguito opere marmoree e non soltanto bronzee, qui ne potrete gustare alcuni capolavori. Inoltre saloni dedicati interamente al ciclo robbiano di Luca e Andrea, i quali si sono portati nella tomba il misterioso segreto della traslucentezza della loro pasta vitrea ancora così lucente a dispetto dei secoli (si dice che nell'impasto vi fosse chiara d'uovo ma nessuno è mai riuscito a scoprire in quali proporzioni).

 

Donatello è presente in maniera copiosa con vari capolavori tra cui alcuni David, il più suggestivo dei quali è il celeberrimo bronzo, preso tra l'altro per rappresentare l'omonimo premio cinematografico. E ancora pale giottesche, fondi oro, miniature bizantine, sotto le volte a vela ed a crociera di sale affrescate da Giotto il cui cromatismo è andato parzialmente perduto.

 

Di Lorenzo Ciompi