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Firenze: la Galleria degli Uffizi in 10 mosse

Vi trovate alla Galleria degli Uffizi di Firenze ma non sapete dove andare e come orientarvi? Vi aiutiamo a scegliere le opere più importanti da vedere esposte alla Galleria degli Uffizi di Firenze Con un pubblico di oltre 1,5 milioni di persone ogni anno, la Galleria degli Uffizi di Firenze è il museo più visitato d'Italia.

Infatti sono pochi i giorni dell'anno in cui non si vedono code chilometriche all'ingresso: i visitatori sono disposti ad attendere anche ore per concedersi il privilegio di ammirare tra le più importanti opere d'arte esistenti. La Galleria conta una collezione vastissima, ma solo una parte è esposta permanentemente.

Ecco le 10 opere più belle secondo Marcopolo che non potete permettervi il lusso di perdervi se visitate gli Uffizi di Firenze:

 

Maestà di Ognissanti di Giotto

 

(descrizione)

 

Al centro della sala n. 2, c’è la famosa Maestà di Ognissanti di Giotto, dipinto a tempera e oro eseguito nel 1310.  La tecnica pittorica è molto avanzata e ha completamente sorpassato la schematica stesura tratteggiata del Duecento, preferendo una sfumatura delicata ma regolare, che dà un volume nuovo alle figure.

 

Annunciazione di Simone Martini

 

(descrizione)

 

Nella sala accanto è ospitata invece l’Annunciazione, una tempera su tavola di Simone Martini (1333), considerata tra le più belle opere pittoriche del ’300.  Alla serietà e profondità del messaggio cristiano, l’autore aggiunge un’atmosfera da corte principesca che dà all’immagine un carattere quasi profano.

 

Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano

 

(descrizione)

 

Un altro imperdibile capolavoro è L’adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (1423).  Si tratta di uno dei massimi capolavori dello stile gotico internazionale, sia per l’atmosfera elegante e quasi fiabesca, sia per le pose cortesi delle figure.

 

Battesimo di Cristo di Verrocchio (e Leonardo da Vinci)

 

(descrizione)

 

Nella stessa ala degli Uffizi è possibile ammirare il Battesimo di Cristo del Verrocchio (1475-1478), olio e tempera su tavola. Il dipinto è opera del Verrocchio, ma Leonardo disegna l'angelo che regge la tunica, in basso a sinistra. Il primo a menzionare l'intervento di Leonardo fu Giorgio Vasari.

 

La Primavera di Sandro Botticelli

 

(descrizione)

 

Le sale dalla 10 alla 14 sono dedicate al Botticelli, il pittore più legato all'ambiente intellettuale della corte di Lorenzo il Magnifico.  La Primavera (1482), oltre ad essere l'opera in cui lo stile dell'artista raggiunge il più alto livello qualitativo, è uno dei capolavori più famosi del Rinascimento italiano.

 

Nascita di Venere di Sandro Botticelli

 

(descrizione)

 

Nella Nascita di Venere (1482-1485), Botticelli dipinge un celebre passo delle Stanze del Poliziano, in cui Venere, su una conchiglia, nasce dal mare ed è spinta a riva dagli Zefiri lascivi (sono il Vento primaverile e la Primavera): 

 

Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci

 

(descrizione)

 

Nella sala accanto c’è l’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, opera incompiuta (1481-1482).  La tavola fu commissionata nel 1481 dai monaci di San Donato a Scopeto, ma non fu mai terminata e, partito Leonardo per Milano, rimase nella casa del suo amico Benci. Passò successivamente nella collezione dei Medici.

 

Tondo doni di Michelangelo

 

(descrizione)

 

Il Tondo Doni di Michelangelo Buonarroti (1506-1508) è una tempera su tavola che per la struttura dello spazio prospettico, è considerato il punto di partenza del movimento manieristico. Il cromatismo luminoso della composizione rende le masse ancora più plastiche: 

 

Madonna del Cardellino di Raffaello

 

(descrizione)

 

Dalla sala 26 alla 28, si trovano la Madonna del Cardellino di Raffaello (1506) dove Maria col Bambino e San Giovannino formano una tipica struttura piramidale; e la Madonna dal collo lungo del Parmigianino(1534-1540), che colpisce per l’atmosfera sospesa e rarefatta della scena.  Ogni particolare è curato nei minimi dettagli, dai riflessi dei capelli alle pieghe delle vesti.

 

Venere di Urbino di Tiziano

 

(descrizione)

 

Altro capolavoro, la Venere di Urbino di Tiziano (1538), è un olio su tela che raffigura una giovane donna distesa sul letto nuda e con i capelli sciolti.  La posa è ambigua, a metà tra il pudore e la seduzione; nella mano destra tiene un mazzolino di rose, simbolo di amore, così come la pianta di mirto sullo sfondo.

 

Forse non tutti sanno che ...

È consigliato prenotare in anticipo i biglietti riducendo al minimo i tempi di attesa all’ingresso del museo.

Prenotazione dei biglietti solo sul sito ufficiale: www.uffizi.firenze.it. Il tema dell’Adorazione dei Magi era molto diffuso nell’arte rinascimentale, in quanto pretesto dei ricchi committenti per alludere alla propria agiatezza.

L’Adorazione è stato realizzata da Leonardo in gioventù, quando ancora veniva retribuito poco: ricevette 28 ducati più 2 carichi d’asino, uno di fascine e l’altro di legna grossa, più un barile di vino vermiglio.