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Ecoturismo: la via giusta per visitare la Namibia

Il turismo in Namibia è strettamente legato al discorso ecologico e di tutela del territorio

Non potrebbe essere altrimenti se si vuole che gli splendidi scenari namibiani rimangano intatti.

Il 40 per cento del territorio è protetto. Per questo un  viaggio in Namibia è ancora più affascinante C'è solo un modo per visitare quel Paese di straordinaria bellezza che è la Namibia.

C'è solo una strada, quella dell'ecoturismo. Non a caso, infatti, la Namibia è stata una delle prime nazioni al mondo a includere la protezione dell'ambiente nella sua Costituzione.
E i numeri parlano chiari: circa il 40 per cento della superficie della Namibia è protetta o come parco nazionale, o come riserva di caccia. O in altra forma che tutela comunque il territorio rendendolo "intoccabile".

Dalla costa alle zone desertiche interne: le aree sotto tutela sono un po' ovunque. Ed è in questo ambito di forte attenzione alla natura che si inserisce - in Namibia - anche il turismo.

Anzi, l'ecoturismo: che prevede - per esempio - la possibilità di visitare alcune zone solo in gruppi numericamente ristretti di persone così da non danneggiare l'ambiente. Così da ridurre il più possibile l'impatto sul territorio, senza però negare la possibilità di vedere paesaggi decisamente rari per la loro bellezza.

Basti pensare alla regione del Damaraland, o al Namib (il cosiddetto "deserto rosso"), o ancora all'Etosha National Park. Tutto questo si concretizza nella possibilità - per esempio  - di dormire nei campi tendati, aspettare che il sole tramonti seduti per terra. E poi risvegliarsi col sole che pian piano comincia a scaldare la natura. La Namibia offre comunque strutture in ottime condizioni, dove tutto è costruito con materiali locali. Lo stesso discorso vale per i lodge che possono essere forse un po' più comodi delle tende, ma dove tutto è assolutamente rispettoso dell'ambiente.