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Dozza, quel muro dipinto nel borgo medievale

Lungo la via Emilia

Dozza è un piccolo borgo in provincia di Bologna, lungo la via Emilia. Anzi, per essere testardi, è un borgo piccolissimo. Con un castello. E con un muro dipinto. Anzi, per essere testardi, con tanti muri dipinti.

Il paese di Dozza  è come un album da disegno dove le pareti esterne delle case sono fogli coloratissimi. Il risultato è un'autetica sorpresa per gli occhi del visitatore che vi viene a cercare il Medioevo e si imbatte in dipinti moderni.

 

Dozza e quei “vecchi” abitanti del castello

 

(descrizione)

 

Ma andiamo per ordine. Nel borgo di Dozza, oltre ai dipinti sulle mura, c’è un castello i cui sotterranei un tempo facevano da prigione. E sulle mura di quei sotterranei (sì, qui a Dozza è tutto una questione di muro) ci sono ancora scritti dei nomi e delle date.

Si chiamavano Giacomo Francesco Cere, o Pasquale Zuffi, o Bartolomeo Monti. E contavano i giorni che mancavano per uscire di prigione (ammesso che di lì si potesse uscire. Vivi). E avevano come sola compagnia un muro. Per questo su quel muro ci sono – ancora – i segni di quelle conte.

Ma se “sotto” il castello di Dozza ci sono le storie dei condannati a morte, “sopra” nella torre c’è la storia del cardinale Lorenzo Campeggi. Cardinale bollito e sepolto nella torre del castello. Sì, avete letto bene: “bollito”.

Lorenzo Campeggi in vita era stato giudice della Sacra Rota. Parliamo di una vita che si era svolta nel Millecinquecento. Padre di cinque figli e testimone dello scisma della chiesa anglicana, il cardinale Lorenzo Campeggi fece proprio quella fine lì: bollito e sepolto in una delle torri del borgo di Dozza. 

 

Il castello di Dozza

 

Il castello di Dozza fu costruito esattamente nel 1250. Così dicono le cronache. Le stesse cronache dicono che il castello di Dozza nacque per essere una struttura militare. Ma poi diventò altro. Diventò un palazzo signorile, residenza per nobili. Palazzo che assistette alle guerre (guelfi e ghibellini), alla peste del 1340, all’avvicendarsi di un padrone dopo l’altro. 

 

Dozza e il muro dipinto

 

(descrizione)

 

Il piccolo borgo di Dozza oggi ha un’anima a colori. I muri delle sua case ospitano dipinti colorati, realizzati da nomi prestigiosi dell’arte contemporanea. Come fosse – quello di Dozza – un Medioevo a colori.

Quello che di certo non manca a Dozza è la fantasia. Basta girare per le stradine di questo piccolo – piccolissimo borgo – lungo la via Emilia per rendersene conto. E gioirne.