/media/post/alszpss/istria.jpg

Cucina Istriana.

Cosa mangiare in questa regione della Croazia

Se decidete di affrontare un viaggio alla scoperta della parte della penisola d’Istria appartenete alla Croazia (e i posti da vedere di certo non mancano, come non manca il mare bello) allora dovete essere preparati anche sul fronte della cucina e dei piatti tradizionali. Così da ordinare i prodotti migliori quando vi accomoderete al tavolo di un ristorante istriano.

 

Cucina tipica istriana: le origini

Le ricchezze della cucina istriana non sono da poco. La movimentata storia istriana ha lasciato un segno anche nella gastronomia. Tradizioni diverse si sono fuse nella cucina popolare, creata da madre natura (spezie aromatiche, erbe selvatiche, verdura, frutti di mare...), sulla quale si esercitarono gli influssi del potere feudale franco e germanico, dei piatti romani e della cucina che dal VII secolo giungeva con la popolazione slava dell'entroterra naturale.

Comunque, tutti i cibi che giunsero in questo territorio ricevettero un timbro caratteristico. I principi distintivi della cucina istriana sarebbero, in linea di massima: la prevalenza dei cibi bolliti su quelli arrosti, molte spezie, molte erbe selvatiche, abbastanza pesce, l'aceto è rigorosamente di vino e l'olio d'oliva, mentre il vino è un ingrediente importante nella cucina...

 

I cibi caratteristici della cucina istriana

 

Prosciutto istriano

 

(descrizione)

 

Il prosciutto istriano è dall'antichità un noto e riconosciuto antipasto freddo. Gli istriani sostengono che si gusta meglio se è affettato sottile. In tutti i migliori ristoranti istriani si serve con il formaggio e le olive. Con il prosciutto si possono preparare anche piatti caldi. 

 

La pasta sulla tavola istriana

La pasta è tra i piatti caldi più caratteristici della cucina istriana. Si può assaporare nelle sue molteplici forme e con e una gran quantità di salse. Sono famosi i ravioli, le posutice (pasta a forma quadrata), i fusi ed i maccheroni che si preparano con molti tipi di carne, con selvaggina, verdure, funghi oppure con lumache.

 

Le minestre: piatto forte della cucina istriana

 

(descrizione)

 

La peculiarità della cucina istriana sono le ricche e diversissime zuppe. Si preparano con carne e verdure e perciò sono molto nutrienti. La loro peculiarità sta nel fatto che si preparano con un pesto realizzato con pancetta secca spezzettata, aglio e una foglia di prezzemolo. Queste sono le minestre tipiche istriane che potete ordinare nelle taverne: minestra di mais giovane, minestra di finocchio, minestra di ceci, quella magra, bianca, giovane… e numerose altre varianti. Se è preparata con cavoli acidi, allora la minestra viene chiamata jota.

 

Asparagi selvatici

Una delle particolarità della cucina istriana sono anche gli asparagi che crescono selvatici e si raccolgono in primavera. Nonostante abbiano un gusto amarognolo, sono ottimi con le uova, nell'insalata oppure come contorno a vari tipi di piatti.

 

Il pesce della tavola istriana

Anche il pesce trova posto sulla tavola istriana. Il baccalà all'istriana, il brodetto istriano, il risotto ai frutti di mare, gli scampi “alla busara“ sono soltanto alcune delle specialità di mare caratteristiche dell'Istria.

 

I tartufi istriani

 

(descrizione)

 

Sua maestà il tartufo cresce anche in terra istriana. A vederlo crudo, non si può nemmeno immaginarne le capacità, ma questo fungo inconsueto che cresce sotto il fertile suolo istriano è un genuino piacere gastronomico. Il tartufo bianco istriano è uno tra più pregiati del mondo (e lo rivela tra l’altro il prezzo di vendita).

Tartufo istriano: dove cresce

Il tartufo cresce nel grigio, "grasso" e argillaceo suolo istriano. E il centro di "caccia" è l'umido querceto del Bosco di Montona lungo il fiume Quieto, adiacente al paesetto di Levade. Riescono a trovarlo soltanto i cani ben ammaestrati.

Il tartufo fu scoperto dagli antichi Romani, provati buongustai, ben 18 secoli fa. Durante il regno della Serenissima che durò cinque secoli, il Bosco di Montona portava il nome di Bosco di San Marco e soltanto a pochi era permessa la "caccia" ai tartufi.

 

(descrizione)

 

Con il cambio al potere e l'avvento dell'Impero Austro-Ungarico, il tartufo raggiungeva una sola destinazione: quella della corte viennese. Comunque, rimane fino ai nostri giorni una prelibatezza gastronomica. Sebbene non si è ancora definito il suo ruolo a tavola: è un cibo o “soltanto” una spezia.

 

L'olio d'oliva istriano

 

(descrizione)

 

Niente può competere con questo liquido, che è semplicemente invincibile. L’olio d’oliva è il simbolo del Mediterraneo, della salute, del piacere gastronomico. É la sostanza più pregiata dell'alimentazione umana.

È un prodotto per la cura del corpo, un rimedio a molti malanni e, secondo molti, l'elisir di lunga vita. L’ulivo è la pianta del mito e della Bibbia, simbolo della vita e del mondo mediterraneo. L’Istria è contrassegnata proprio dal ramoscello d’ulivo - simbolo di pace.

Fu l’ulivo a determinare l’Istria attraverso i secoli. Le prime testimonianze scritte legate alla penisola istriana sono dovute proprio all'ulivo e risalgono al tempo degli antichi Greci e Romani.

All’epoca l'olio istriano era il sinonimo dell'olio migliore, alla cui qualità si comparavano tutti gli altri oli.  Oltre alle numerose testimonianze scritte, sono rimaste anche le prove materiali: ovvero i resti degli antichi oleifici situati lungo la costa occidentale istriana, soprattutto a Brioni, Barbariga, Parenzo, Porto Cervera. Nella loro prossimità c'erano delle vere e proprie zone industriali di produzione d'anfore.

 

(descrizione)

 

Naturalmente, accanto agli impianti si estendevano grandi uliveti di varietà autoctone istriane: la bianchera, la carbonazza, la “buža” ed altre ancora. Il clima, la composizione del suolo e la buona posizione geografica, assieme alla tradizione e all’esperienza degli esperti, favoriscono ancora oggi una buona produzione dell’olivo d’oliva, ma non basta.

L'inserimento dei produttori istriani nella prestigiosa “Guida agli Extravergini”, pubblicata dall’associazione internazionale Slow Food è prova che gli olivicoltori istriani seguono i trend mondiali e le nuove scoperte nella coltivazione di varietà autoctone prescelte e che si adattano inoltre alle nuove tecnologie di coltivazione e costruzione di moderni oleifici.

 

Il vino istriano

La strada del vino istriana

 

(descrizione)

 

I viticoltori della penisola istriana sono famosi anche fuori dei confini nazionali. Ed offrono sempre più spesso delle vere e proprie sorprese. Queste autentiche scoperte vinarie e non si trovano soltanto nei migliori ristoranti, ma anche lungo le romantiche strade istriane del vino. 

Nella penisola istriana due sono i suoli dominanti particolarmente adatti alla coltivazione della vite: la terra rossa e quella ricoperta da marna, più conosciuta come terra bianca. Gli esperti affermano che la terra rossa è nata per la coltura dei vitigni rossi di alta qualità (che danno dei vini più strutturati, pesanti), mentre il terreno marnoso è adatto appunto ai vitigni bianchi, che conservano il sapore fresco e fragrante, gli aromi delicati e vellutati.

Il terreno collinoso con i lievi pendii, di cui l'Istria abbonda, sono adatti alla coltura della vite, soprattutto nei luoghi con maggior esposizione solare; mentre le oscillazioni di temperatura diurna e di quella notturna accentuano ulteriormente l'intensità aromatica del vino. 

 

(descrizione)

 

Tra i numerosi vitigni che si trovano da queste parti il più importante è il malvasia bianco. In Istria il malvasia bianco si trova ovunque ed è parte integrante dell'identità della zona. Il vino è di color giallo paglia, di gradevole aroma al fiore d'acacia, che ricorda volentieri il vino stesso; è armonioso, di freschezza moderata e della struttura giusta. Altro vino tipico d’Istria è il terrano.

Un vino di un colore intenso che va dal viola al rosso-rubino, e di un vivace aroma di frutta, estremamente fresco e fragile, un po' meno strutturato. Entrambi i vini raggiungono l’apice nel loro primo anno di raccolta. Da segnalare anche il rosso borgogna, hrvatica rossa nonché altri vitigni meno noti.

 

(descrizione)

 

Nella penisola istriana si coltivano anche numerosi vitigni mondiali di alta qualità, come il pinot bianco, il chardonnay, il pinot grigio e il merlot rosso, refosco e cabernet sauvignon. Due vitigni di moscato dell’aroma sorprendente, ovvero il moscato di momiano e quello di Parenzo, catturano particolarmente l'attenzione degli amanti del buon bicchiere. 

 

IQ – marchio di qualità istriana

 

(descrizione)

 

“IQ – la malvasia istriana” è un sistema dedicato al controllo della qualità del vino malvasia istriana. La “Vinistra” - associazione dei vignai e viticoltori istriani - negli ultimi tre anni è passata dalla proposta iniziale all'ingente costruzione di un sistema di controllo che sorveglia la qualità della malvasia istriana dai suoi primi inizi. Ovvero dal vigneto e dalla cantina per giungere al prodotto finale in bottiglia. Gli standard del marchio IQ pongono delle regole, e la determinazione e le serie intenzioni dei vignai istriani vengono premiate con il riconoscimento più importante: vale a dire il successo ottenuto per la qualità del prodotto. Il marchio IQ sulle bottiglie di malvasia di produttori istriani garantisce che il vino è buono e che si può gustare con fiducia.