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Celestino V. I luoghi del Papa del gran rifiuto

Celestino V è il Papa del gran rifiuto. Fu eletto papa il 29 agosto 1294 (era il monaco molisano Pietro Angeleri) e diede le dimissioni il 13 dicembre dello stesso anno.

Ma Celestino V deve la fama che lo reso illustre nel corse dei secoli soprattutto ai versi di Dante nella “Divina Commedia” (canto dell’Inferno) in cui il Poeta racconta di aver visto “colui che fece per viltà il gran rifiuto”

Celestino V è quindi un personaggio entrato nella storia. Come nella storia sono entrati i luoghi della vicenda che lo ha visto protagonista: la vita da eremita, l’elezione a Papa (completamente inaspettata), poi le dimissioni, poi ancora la “fuga” e, infine, la prigionia. Eccoli, quei luoghi.

Dove era nato Celestino V

Celestino V – o meglio Pietro Angeleri, questo il suo nome prima di diventare Papa – era nato a Isernia o forse nel paese di Sant’Angelo Limosano. Comunque in Molise.

Il rifugio di Celestino V sul Monte Morrone

(Il rifugio di Celestino V sul Monte Morrone)

Vita da eremita quella di Celestino V. Non era uomo da star in mezzo alla gente. Prediligeva la preghiera e la solitudine. Celestino V – infatti – prima d’essere eletto (con la sorpresa di tutti) Papa, viveva in isolamento sul monte Morrone. Anzi, per meglio dire: le montagne del Morrone. Si tratta infatti di un gruppo montuoso (in Abruzzo) che sovrasta la città di Sulmona. All’interno di questo gruppo, c’è la montagna del Morrone, alta 2061 metri. E’ qui che si trovano le due caverne che fecero da “casa” a Celestino V, prima nel 1239, poi nel 1241. Più tarsi si trasferì nell’eremo di Sant’Onofrio, sulla Maiella (siamo sempre in Abruzzo).

Dopo il gran rifiuto

Celestino V rinchiuso nel castello di Fumone

(Celestino V rinchiuso nel castello di Fumone)

Quando Celestino V diede le dimissioni (era il 13 dicembre 1294) la cosa non fu benaccetta dalla Chiesa. Il “dopo-dimissioni” non fu in fatti un periodo facile. Celestino V cercò prima di fuggire andando persino in Grecia, ma poi venne comunque raggiunto dalle guardie del nuovo Papa (“quel” Bonifacio VIII) e venne rinchiuso nel castello di Fumone (in Ciociaria) di proprietà della famiglia Caetani (che era la famiglia di Bonifacio VIII, il cui nome era, appunto, Benedetto Caetani).

Fumone è un piccolo paese in provincia di Frosinone (800 metri sul livello del mare), dominato da questo splendido castello della famiglia Caetani (pare sia un castello “abitato” da qualche fantasma indomito). In questo castello fu rinchiuso Papa Celestino V, che vi morì dopo soli 10 dieci mesi di prigionia: il 19 maggio 1296. Quando aveva ormai 86 anni.

Nel castello è ancora visitabile la prigione di Celestino V: nei sotterranei della fortezza.

La tomba di Celestino V

(La tomba di Celestino V)

La tomba di Celestino V all’Aquila

La tomba di Celestino V si trova nella basilica di Collemaggio all’Aquila (basilica andata quasi completamente distrutta dopo il terremoto del 2009). Tra l’altro fu proprio in questa chiesa che anni il 29 agosto 1294 Pietro Angeleri era stato incoronato Papa col nome di Celestino V.

Alla sua morte Celestino V fu dapprima sepolto nelle vicinanze di Ferentino (in provincia di Frosinone) nella chiesa di Sant’Antonio. Poi, nel 1317 le sue spoglie furono traslate all’Aquila, dentro la basilica di Santa Maria di Collemaggio (da dove furono addirittura rubate il 18 aprile 1988 e ritrovate solo due giorni dopo). E’ all’interno di questa basilica che a tutt’oggi si trova la salma di Celestino V.