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Cammino "Con le ali ai piedi”: dall’Aquila a Fossa

La sesta tappa del cammino "Con le ali ai piedi" ti rende testimone del presente, a 11 anni dal terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo

Quando la tappe è breve, ti dona l’opportunità di esplorare meglio il territorio. Così mi godo la facile traversata fino a Fossa insieme a Marcella, l’amica che mi ha raggiunta per proseguire insieme il cammino e con cui scopriremo nuovi capolavori, come la chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa.

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 6: dall'Aquila a Fossa

 

La grande sorpresa della giornata ci aspetta all’arrivo, con gli affreschi spettacolari nella trecentesca chiesa di Fossa spiegati da Berta che, insieme a un abile gruppo di colleghi, ne ha curato i restauri. Abbracciano un periodo che va dalla seconda metà del Duecento alla fine del Quattrocento, e rappresentano il più fulgido esempio dell’arte medioevale abruzzese.

Il bello di questa tappa breve è anche che ti permette di prendertela con calma; e di ascoltare il richiamo dell’Aquila. Città che ti chiama letteralmente a sé, non puoi resistere dal dedicarle attenzioni: concedersi solo un breve passaggio qui sarebbe come non tenere conto della sua storia antica e recente. Per questo la mattina mi dedico ad esplorare i quartieri in ricostruzione, parlo con la gente, ammiro i restauri compiuti, mentre aspetto di incontrare Marcella che dalla sua Terni mi raggiunge per proseguire insieme il cammino. Con la mia amica Licia e la sua bella figlia Ilaria, che vivono in pieno centro, ci ritroviamo tutte quante per gustare il famoso “menù del tratturo”: una creazione del giovanissimo chef Jones, anima del Ristorante L’Opera, che ha omaggiato la tradizione transumante di questo territorio con pietanze ispirate ad antiche erbe, spezie, profumi e sapori.

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La discesa verso la Basilica di Collemaggio dà avvio alla nostra avventura, mia e di Marcella: un cammino che diventa di testimonianza, di quello che è stato e di quello che è: i segni del terremoto del 2009 sono ancora troppo profondi.

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Passiamo per il paese di Monticchio, dirimpettaio di Onna, un nome divenuto tristemente simbolo della rovina di cosi tanta storia sbriciolatasi in pochi secondi.

Ma gli abruzzesi sono gente tosta e così, quando arriviamo a Fossa, ci accoglie Fiorella, 23 anni di montagna negli occhi; ci apre le porte del B&B Terre di Aveja e capisci subito quanto anche lei sia innamorata delle sue parti. Si unisce a noi nel tour pomeridiano, e ora il gruppo di donne aumenta: con me e Marcella ci sono Licia dall’Aquila e l’amica Roberta, che ritroveremo a Rocca di Mezzo, Berta e appunto Fiorella. 

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A Fossa lo stupore ricorda anche Stonehenge: perché oltre alla sua stupenda chiesa del XIII secolo, c’è la Necropoli Italica a stupirci, con i suoi menhir disposti in ordine crescente, a indicare le fasi della vita dell’uomo, con l’ultimo caduto in terra simboleggiare la morte. Tutte le altre rocce sono rimaste in piedi da oltre 2800 anni.

La tappa 6 in sintesi

Lunghezza: dall’Aquila a Fossa km 15

Bellezza: 9/10 

Difficoltà: 6,5/10 

Tempo di percorrenza: 5 ore

Dove mangiare: Ristorante L’Opera (L’Aquila) per il “menù del tratturo” curato dallo chef Jones Bargoni.

Dove dormire: B&B Terre di Aveja (Fossa), cell: 334 8476476 (Fiorella). 

Raccomandazioni: tenersi aggiornati sulle indicazioni in zona Montecchio perché, a causa dei lavori di ricostruzione della cittadina dopo il sisma, ci sono m strade chiuse e deviazioni.

DI VALENTINA LO SURDO

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