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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Torremaggiore a Santa Maria di Stignano

La ventitreesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" ci ha insegnato a cavarcela da sole.

Dalle mesetas del tavoliere alla natura selvaggia della Daunia: dopo l'incontro con Fra Nicola nei pressi della stazione di San Marco in Lamis, io e Gaia ci separiamo e scegliamo due vie diverse per raggiungere lo stupendo Santuario di Santa Maria di Stignano. Perché a volte è necessario separarsi, vivere l'esperienza del cammino in solitaria, per confrontarsi con le nostre paure e scoprire nuove risorse.

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 23: da Torremaggiore a Santa Maria di Stignano

 

Prima di partire da Torremaggiore, riusciamo a incontrare il grande Fra Nicola. Un uomo che negli ultimi anni ha dedicato la sua vita al Cammino, per accogliere e prendersi cura dei pellegrini, e che continua a incontrare tutti i viandanti di passaggio malgrado non abbia più la possibilità di ospitarli presso il Convento di Torremaggiore, ora trasformato in casa di riposo. Ci dà appuntamento nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis che è diventata, dal 9 agosto 2017 un importante luogo della memoria: tre anni fa, infatti, fu teatro dell'uccisione di quattro persone, due delle quali colpite per essersi trovate nel luogo e nel momento sbagliato, come ci racconta il frate in questo video sferzato dal vento, davanti a un Tau posto a ricordo del terribile evento.

 

 

Dopo l'incontro con Fra Nicola, io e Gaia ci separiamo: la mia compagna è stanca visto che la sveglia di questi ultimi giorni è sempre stata posizionata prima delle 4:00, al fine di sventare il terribile caldo. Così, mentre lei trova alla ben e meglio un posticino dove riposare, io m'incammino in compagnia di un cane pastore abbandonato, che appena mi vede decide di non mollarmi più. Assetato e affamato, faccio del mio meglio per rifocillarlo lungo il percorso, mentre intanto decido di battezzarlo con il nome di Falcor, in onore de celebre fortunadrago del film La Storia Infinita, cui assomiglia così tanto.

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Ci inerpichiamo in un percorso meraviglioso, segnalato passo passo dalle tracce che ho caricato su Wikiloc dal "blog di Bruno", un camminatore anonimo e di eccezionale precisione, che con impagabile generosità ha tracciato le migliori tracce disponibili per questo cammino.

Come sempre accade con il passare del tempo i viandanti e gli esperti locali propongono all'autore del cammino migliorie per rendere il percorso sempre più bello. Così, aspettando l'attesissima pubblicazione della terza edizione della guida cui Angela Seracchioli si sta accingendo a lavorare proprio in questi giorni, l'autrice sta raccogliendo tutto questo materiale per uniformarlo nella prossima versione che pubblicherà per Terre di Mezzo editore. Nel frattempo, è bene che tutti i pellegrini sappiano quali sono le tracce più aggiornate, e di questo avevo avvisato anche Gaia. Che però non aveva scaricato le tracce dal blog del mitico Bruno, confidando nel fatto che fino a quel momento avevamo camminato insieme. Sul suo cellulare, infatti, erano state caricate delle tracce precedenti, che la stessa Angela poi ci avrebbe raccontato essere state superate da altre meglio fatte, in primis da quelle di Bruno.

E veniamo alla tappa: da parte mia è stata un'esperienza magnifica, affrontando una solitaria e graduale salita fino a un vasto pianoro circondato da rocce e solcato da campi di grano. Da lì ho intrapreso uno stretto sentiero scavato nella terra rossa, che conduce, in un'oretta a buon passo, alla vista dello stupendo santuario, famoso per i suoi suggestivi chiostri affrescati.

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Sosto all'ingresso di Santa Maria di Stignano per un paio di ore in attesa di Gaia, con il fedele Falcor che mi gironzola sempre tra i piedi. Né il mio né il suo cellulare danno segni di connessione, e solo dopo una lunga attesa ecco la mia amica in arrivo: è bella e sorridente, con quel suo sorriso chiaro che le illumina il viso abbronzato. Dal lampeggiare dei suoi occhi capisco che per fortuna è andata tutto bene anche per lei, e quando mi raggiunge mi racconta che sì, dopo una pennica di ben due ore, si è messa in marcia su una traccia che ha capito ben presto non essere aggiornata. Senza perdersi d'animo,  ha ripiegato sulla vicina strada asfaltata che, pur non avendo lo stesso fascino della splendida via sterrata da me compiuta, le ha portato il dono di essersi resa conto che, anche in situazioni di allerta, può benissimo cavarsela da sola.

È fondamentale però tenere conto dei giusti accorgimenti, primo tra tutti avviare il GPS dello smartphone a inizio percorso cosicché, se anche dovesse interrompersi la connessione dati, la traccia continua comunque a lavorare. Da questa lezione Gaia ha imparato quanto sia importante seguire le tracce più aggiornate, perché la preparazione della tappa è l'aspetto fondamentale che ne decreta il successo. Angela lo sa bene, ed è per questo che si raccomanda instancabilmente, al costo di perdere la voce, di leggere attentamente la guida e gli aggiornamenti riportati sul sito. Perché la giusta risposta è sempre contenuta nella giusta domanda.

 

La tappa 23 in sintesi

Lunghezza da Torremaggiore a Santa Maria di Stignano: km 30 

Bellezza: 9/10

Difficoltà: 8/10 

Dove dormire: Santuario di Santa Maria di Stignano, Fra Marco: 0882.831033  

Tempo di percorrenza: 8 ore

Raccomandazioni: Tappa caldissima: nella stagione estiva, partire alle prime luci del giorno. Seguire rigorosamente le tracce del blog di Bruno. Portare con sé rifornimento abbondante di acqua. Dall'inizio del sentiero, la connessione dati è scadente, così anche al Santuario. 

 

DI VALENTINA LO SURDO 

Foto di Foto di VALENTINA LO SURDO e MARIA GAIA SOANA

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