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Cammino "Con le ali ai piedi”: da Toro a Pietracatella

La diciannovesima tappa del cammino "Con le ali ai piedi" presenta alla vista la vastità dei paesaggi e dell’accoglienza del piccolo Molise.

L’ennesima sorpresa, l’ennesimo dono Con le ali ai piedi: dopo una tappa di paesaggi straordinari, con un costante sentiero che fiancheggia vallate incontaminate, l’arrivo a Pietracatella è uno spettacolo di bellezza assoluta, che ricorda le emozioni delle viste infinite dagli altipiani abruzzesi.

 

Cammino "con le ali ai piedi" Tappa 19: da Toro a Pietracatella

(descrizione)

 

Da quassù, dal belvedere al tramonto dell’antico borgo di Pietracatella, da cui l’occhio riesce a raggiungere ben tre altre regioni, Abruzzo, Campania e Puglia, il nostro video di oggi restituisce in piccola parte questa tanta bellezza. 

 

Dopo una tappa priva di asfalto, che ricongiunge l’uomo alla natura attraverso il contatto ancestrale con un paesaggio spogliato da tracce umane, in cui gli elementi della roccia, del bosco, delle acque, delle colline sono tutti compresi in un unico sguardo, Pietracatella sbuca da dietro una curva in alto e in lontananza. È una lenta e costante salita che ci porta a casa di Nicola e Maria Lina, i nostri ospitalieri per un giorno, che non sarà uno qualsiasi.

(descrizione)

 

Vengo accolta da un gruppo di amici nel cortile di casa, Maria Lina mi offre un gustoso bicchiere di vino bianco locale, e solo dopo qualche minuto capisco di non trovarmi in uno spazio chiuso ma esterno alla loro abitazione. Come in una bizzarra prospettiva escheriana, osservo da un più interessante punto di vista come in realtà questa geometria sia interna a una forma chiusa più grande, quella della casa-paese, dove portoni si affacciano su portoni, e le tue sedie sono dirimpetto ad altre sedie, dove il senso di famiglia insomma è naturalmente allargato. Così, quando la famiglia e la casa travasano in altre case e in altre famiglie, ti senti subito accolto e al sicuro, la chiave è infilata nella toppa e lì può restare. 

È il momento di andare a scoprire il paese, le meraviglie neoclassiche della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, che conserva la statua che viene portata in processione il martedì dopo la Pentecoste, la chiesetta rupestre di Santa Margherita nella parte più alta, di infinita suggestione, incastonata così nelle rocce, la meravigliosa chiesa duecentesca di San Giacomo. C’è molto da vedere, ma anche da ascoltare come sottolinea Don Mauro che, insieme a Mimì, Rosario e Maria Lina, accompagna la mia passeggiata. Perché nei vicoli di questo paese-famiglia corrono leggende e usanze, come la festa pastorale-religiosa della “Madonna della ricotta”, racconti che si leggono sulle insegne dei portali finemente curati da una tradizione antica, storie che spuntano a fior di labbra in modi di dire e detti dialettali che Mimì mi consegna, mostrandomi il libro che sua moglie ha redatto con gli alunni della scuola elementare: preziosa testimonianza di usi e costumi linguistici che non vanno perduti nel tempo. 

A cena siamo in dieci, con noi c’è Nicola naturalmente, il marito di Maria Lina, il fratello di lei, Enzo, e Vadim, uno dei due fratelli adottati dalla coppia: un ragazzo bielorusso dal grande sorriso, che ha imparato subito a mescolare con simpatia le durezze della lingua d’origine con le dolcezze del nuovo dialetto. Sono con noi anche l’adorabile Don Mauro, le mie guide del giorno, Rosario e Mimì, quindi ci raggiunge anche il giovane Luigi. La tavola è imbandita con i formaggi locali, le verdure e i salumi preparati dalla stessa Maria Lina che non sta mai ferma, non si siede ancora e continua a impiattare sorridente. Io e Gaia siamo stupite dalla disinvoltura con cui si fa carico di tanto lavoro, lei fa spallucce, mi dice che è normale, “quel che c’è si divide con chi c’è”.

Volevamo fare presto ad andare a dormire, la tappa l’indomani sarà molto calda, ma la compagnia è talmente generosa che diamo la precedenza a questo momento più che al nostro riposo, per vivere l’esperienza di un’ospitalità che si sveglia presto: alle 4:30 Maria Lina è già in piedi, pronta a preparare tutto il necessario per noi, affinché ci rimettiamo in marcia con qualcosa di buono nella zaino e una colazione offerta con tutto il cuore. E sì che di cammini ne ho fatti tanti, in Italia e ben lontano altrove, ma forse è proprio vero che l’ospitalità in Molise è unica al mondo.

 

La tappa 19 in sintesi 

Lunghezza: da Toro a Pietracatella km 15

Bellezza: 9,5/10

Difficoltà: 8/10 

Dove dormire: B&B Il Portale, Tel. 0874-817656 / 389.1956117(Nicola). Per la cena a Pietracatella, chiedere informazioni a Nicola. 

Tempo di percorrenza: 5 ore

Raccomandazioni: Tappa breve ma calda, nella stagione estiva partire presto.

 

DI VALENTINA LO SURDO 

Foto di VALENTINA LO SURDO e MARIA GAIA SOANA

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